Savigno

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Savigno
ex comune
Savigno – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Augusto Casini Ropa (lista civica Progetto Democratico) dal 14/06/2004 al 31/12/2013
Data di soppressione 31 dicembre 2013
Territorio
Coordinate 44°24′00″N 11°05′00″E / 44.4°N 11.083333°E44.4; 11.083333 (Savigno)Coordinate: 44°24′00″N 11°05′00″E / 44.4°N 11.083333°E44.4; 11.083333 (Savigno)
Altitudine 259 m s.l.m.
Superficie 54,84 km²
Abitanti 2 788[1] (31-12-2010)
Densità 50,84 ab./km²
Frazioni Bortolani, Goccia-Cavara , Merlano, Rodiano, Samoggia, San Biagio, San Prospero, Santa Croce, Vedegheto, Vignola dei Conti
Comuni confinanti Castello di Serravalle, Marzabotto, Monte San Pietro, Vergato, Zocca (MO)
Altre informazioni
Cod. postale 40060
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037058
Cod. catastale I474
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Savignesi
Patrono san Matteo
Giorno festivo 15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Savigno
Posizione del comune di Savigno nella provincia di Bologna
Posizione del comune di Savigno nella provincia di Bologna
Sito istituzionale

Savigno (Savéggn in dialetto bolognese montano medio[2]) è stato un comune italiano di 2 735 abitanti della provincia di Bologna. Dal 1º gennaio 2014 è confluito nel nuovo comune di Valsamoggia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti sono riconducibili all'epoca romana, in base alla presenza di numerosi toponimi legati al periodo, come Merlano, Rodiano e il nome stesso del Comune, che potrebbe derivare dal nome di un fondo appartenuto ad una gens Sabinia. Altre fonti indicano invece Savigno come proveniente da Sabo o Sabio, un antico nome della divinità campestre Bacco[3].

Colpita per lungo tempo da lotte ed aspre contese tra Bologna e Modena, l'area della valle del Samoggia, era nel passato ricca di fortificazioni, di cui non resta più nulla, se non le descrizioni documentali: un castello a Savigno, nel luogo dove sorgeva la parrocchia di Santo Stefano, poi scomparsa e un castello sopra il colle della chiesa di Samoggia. Un terzo castello, localizzato nella frazione di Rodiano e originariamente di proprietà della contessa Matilde di Canossa, venne nel 1332 conteso fra Passerino Bonacolsi e i conti di Panico.[4] Nel 1360 il castello di Savigno serve da difesa a Giovanni Oleggio, che dopo essersi proclamato signore di Bologna, deve tener testa all'assalto di Taddeo da Cuzzano, inviato da Bernabò Visconti[5]. Savigno fu comunque perlopiù sotto il controllo di Bologna e dei suoi visconti, con in mano la giurisdizione civile. A testimoniare il ruolo agricolo del territorio, il capo della comunità locale venne sempre assegnato ad un massaro.

In quel periodo la sede del Comune e amministrativa era situata nella frazione di San Prospero, mentre Savigno ospitava il mercato e il commercio. Il legame fra le due località è talmente stretto che ancora oggi San Prospero viene chiamato "Savigno di Sopra"[5]

Il ruolo di Savigno cresce nel 1352, quando il suo controllo passa nelle mani del vicariato dei Visconti e include oltre 70 comunità, estendendo i suoi confini tra Modena, la Toscana, il fiume Reno e la via Claudia (ora Bazzanese). Questa situazione dura fino al 1376, anno in cui avviene la riforma e la creazione di altri vicariati nell'area, tra cui Caprara, Panico, Serravalle, Monteveglio e San Lorenzo in Collina: Savigno rimane con sole 15 comunità.

Tra il 1507 e il 1554 vennero nominati da papa Leone X tre conti di Savigno, che però persero in breve tempo il loro potere: nel 1507 fu la volta di Antonio Bartolomeo Volta, nobile proveniente da Monteveglio, che morì durante l'assedio di Pistoia; nel 1515 fu nominato Filippo di Cesare Castelli, poi esautorato da Clemente VII; nel 1554 infine, Antonio Bartolomeo Volta, che ricevette e si vide revocare il titolo passatogli dal padre.

Seppur la sede amministrativa venga per breve periodo passata da Savigno al Cantone di Samoggia dalla Repubblica Cisalpina nel 1796, la riforma napoleonica permette al Comune di assumere, nel 1803, i contorni attuali[5].

Moti di Savigno[modifica | modifica wikitesto]

Savigno fu teatro, il 15 agosto 1843 di un importante moto insurrezionale, iniziato da alcuni patrioti affiliati alla Giovine Italia contro il governo pontificio. La reazione e la repressione furono molto dure, e dei 116 cittadini sottoposti a giudizio, 19 vennero condannati a morte. Per commemorare quell'evento, è stato scolpito da Tullo Golfarelli un obelisco in arenaria[3].

Le prime infrastrutture moderne vengono costruite dopo la prima guerra mondiale (strada per i Bortolani e Monteombraro, ponte sul Samoggia, illuminazione, sopraelevazione delle abitazioni). Nel 1932 viene costruito, su progetti di M.Ruffo, l'edificio del Palazzo Comunale, poderoso lavoro per manodopera, dimensioni e costi. In quaranta ambienti separati, la struttura faceva sfoggio di sale con ruolo amministrativo (uffici comunali, archivio, sala consiliare, appartamento del segretario e cantine con la centrale termica ed il deposito delle attrezzature comunali) e, all'avanguardia per il periodo, per le attività socio-sanitarie e culturali (scuole, ambulatorio medico e sala-teatro con stucchi e decorazioni)[3].

Ad oggi Savigno fonda molta della sua ricchezza sulla promozione turistica, basata sulla prosecuzione delle sue tradizioni contadine.

Il 25 novembre 2012, nel comune di Savigno si è tenuto il referendum consultivo sulla fusione con i limitrofi comuni di Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano e Monteveglio per dare vita ad un comune unico: i cittadini dei cinque comuni si sono espressi in favore della fusione con una maggioranza del 51,5%, nonostante nel singolo comune di Savigno il 56,8% dei votanti avesse espresso voto contrario. Nell'occasione si è anche votato sul nome da dare al futuro comune unico, il nome scelto a maggioranza è stato Valsamoggia[6].

Fiera del tartufo[modifica | modifica wikitesto]

« Aria limpida e pulita, boschi rigogliosi e incontaminati, acqua fresca e pura: un cocktail infallibile per far nascere il Tartufo, un mix di ingredienti che l'alta valle del torrente Samoggia offre in abbondanza... »
(Sito del Comune di Savigno[7])

Ogni anno, le prime tre domeniche di Novembre, si tiene a Savigno la Sagra nazionale del tartufo bianco pregiato di Savigno e dei Colli Bolognesi, evento principale della manifestazione provinciale Tartufesta. Nella piazza centrale del paese si tiene la Mostra Mercato del tartufo con espositori provenienti da tutta Italia, mentre nelle vie circostanti vengono esposti e venduti al pubblico i prodotti tipici dell'Appennino bolognese.

Negli ultimi anni, sono inoltre fioriti gemellaggi enogastronomici nell'ambito dell'Associazione Nazionale Città dei Sapori.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  3. ^ a b c Comune di Savigno, La Storia. URL consultato il 6 novembre 2010.
  4. ^ Storia del territorio della media valle del Reno: l'odierna Marzabotto. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  5. ^ a b c Comune di Savigno, La Storia - approfondimento. URL consultato il 6 novembre 2010.
  6. ^ Fusione dei comuni della Valle del Samoggia
  7. ^ Comune di Savigno, il tartufo. URL consultato il 6 novembre 2010.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]