Sasso di Santa Croce

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Sasso di Santa Croce
Kreuzkofel.jpg
La parete ovest del Sasso di Santa Croce
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano Bolzano
Altezza 3.026 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°36′51.4″N 11°57′03.29″E / 46.614279°N 11.950915°E46.614279; 11.950915Coordinate: 46°36′51.4″N 11°57′03.29″E / 46.614279°N 11.950915°E46.614279; 11.950915
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sasso di Santa Croce
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Dolomiti
Sottosezione Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo
Supergruppo Dolomiti Orientali di Badia
Gruppo Gruppo delle Cunturines
Codice II/C-31.I-C.12
I tre pilastri principali della parete ovest: da sinistra L'Ciaval, il Pilastro di Mezzo e il Piz d'l Pilato.

Il Sasso di Santa Croce (Sas dla Crusc in ladino, Sasso di Santa Croce in italiano, Kreuzkofel in tedesco), è una montagna delle Dolomiti, nel gruppo delle Dolomiti Orientali di Badia che domina la Val Badia con la sua parete verticale di quasi 900 m.

Il Sasso di Santa Croce fa parte delle montagne dell'Alpe di Fanes piccola. La cima più elevata è Cima Dieci (ladino: Piz dales Diesc), che raggiunge i 3.026 m., mentre la cima più conosciuta mediaticamente è il Monte Cavallo (ladino: L'Ciaval, italiano: Monte Cavallo, tedesco: Heligkreutzkofel), alta 2.907 m. Un'altra cima rilevante del gruppo è Cima Nove.

L'accesso alla montagna avviene dal Passo di Santa Croce (2.612 m), raggiungibile dai rifugi Fanes e Lavarella da un versante, e dall'ospizio di Santa Croce, situato sopra Pedraces in Badia, percorrendo la Via ferrata del Monte Cavallo dall'altro.

Nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome dell'intera montagna deriva dal nome ladino Sas dla Crusc. Il vocabolo "Sas" in italiano andrebbe reso con montagna, monte; non sasso. La traduzione corretta in italiano sarebbe pertanto Monte della Croce. Un caso analogo avviene per i nomi italiani del Sassolungo e del Sassopiatto. La seconda parte invece deriva dal sottostante Santuario di Santa Croce.

Il nome ladino precedente alla fondazione del santuario, pertanto il più antico, legato profondamente al mitico Regno dei Fanes è Sas Vanna.

Vie d'arrampicata[modifica | modifica sorgente]

Sulla parete ovest sono presenti numerose vie d'arrampicata.[1][2]

  • Via Livanos - 1953 - Prima salita di Georges Livanos e Robert Gabriel
  • Diedro Mayerl - 1962 - Prima salita di Sepp Mayerl e M. Rohracher[3]
  • Via Messner - 6-7 luglio 1968 - Prima salita di Reinhold Messner col fratello Günther sul Pilastro di Mezzo[4][5]
  • Grande Muro - 1969 - Prima salita di Reinhold Messner e Hans Frisch[6]
  • Chiodo d'argento - 1984 - Prima salita di Paolo Leoni e Graziano Maffei
  • Diretta Grande muro - 26 giugno 1984 - Prima salita di Albert Precht e George Wenger[7]
  • Auf die Felsen ihr Affen - luglio 1994 - Prima salita di Christoph Hainz e Kurt Astner, 250 m/7a[8]
  • Loss lei, heb schun - giugno 2003 - Prima salita di Helmut Gargitter e Renato Botte[9]
  • Silberschrei - 2005 - Prima salita di Hansjörg Auer e Thomas Schreiber[10]
  • La perla preziosa - 2006-2008 - Prima salita di Nicola Tondini, Nicola Sartori e Michele Zandegiacom[11]
  • Menhir - 10-26 luglio 2010 - Prima salita di Nicola Tondini e Ingo Irsara[12]
  • Quo Vadis - 2010 - Prima salita di Nicola Tondini e Ingo Irsara[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Freeclimbing, santa-croce.it. URL consultato il 5 giugno 2012.
  2. ^ (EN) Sass dla Crusc, summitpost.org, 22 marzo 2008. URL consultato il 5 giugno 2012.
  3. ^ Diedro Mayerl, planetmountain.com. URL consultato il 5 giugno 2012.
  4. ^ Pilastro di Mezzo, planetmountain.com. URL consultato il 28 maggio 2012.
  5. ^ Parete ovest: Pilastro di Mezzo, versantesud.it. URL consultato il 5 giugno 2012.
  6. ^ Grande Muro, planetmountain.com. URL consultato il 5 giugno 2012.
  7. ^ Diretta Grande muro, planetmountain.com. URL consultato il 5 giugno 2012.
  8. ^ (DE) Auf die Felsen ihr Affen, christoph-hainz.com. URL consultato il 5 giugno 2012.
  9. ^ Sass dla Crusc: "Loss lei, heb schun", invernale e 1a ripetizione, planetmountain.com, 17 febbraio 2005. URL consultato il 5 giugno 2012.
  10. ^ Silberschrei, planetmountain.com. URL consultato il 5 giugno 2012.
  11. ^ La perla preziosa, nuova via sul Sass dla Crusc, planetmountain.com, 3 settembre 2008. URL consultato il 5 giugno 2012.
  12. ^ Menhir sul Sass dla Crusc, nuova via per Tondini e Irsara, planetmountain.com, 15 ottobre 2010. URL consultato il 5 giugno 2012.
  13. ^ Nicola Tondini e Ingo Irsara, Quo Vadis, la scheda della via e la cronostoria della libera di Tondini sul Sass dla Crusc, planetmountain.com, 5 giugno 2012. URL consultato il 5 giugno 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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