Sarcophanops steerii

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Beccolargo caruncolato di Mindanao
Eurylaimus steerii.jpg
Sarcophanops steerii
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Tyranni
Infraordine Eurylaimides
Famiglia Eurylaimidae
Genere Sarcophanops
Specie S. steerii
Nomenclatura binomiale
Sarcophanops steerii
(Sharpe, 1822)

Il beccolargo caruncolato di Mindanao o eurilaimo caruncolato (Sarcophanops steerii (Sharpe, 1822)) è un uccello passeriforme della famiglia degli Eurilaimidi[2].

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome scientifico della specie è stato scelto in onore dell'ornitologo americano Joseph Beal Steere, mentre il nome comune si riferisce sia alle caruncole bluastre attorno agli occhi che all'areale occupato da questi uccelli.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Misura fino a 17 cm di lunghezza, coda compresa.[senza fonte]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di uccelli robusti, muniti di una grossa testa, collo corto e largo, becco largo e piuttosto lungo, leggermente uncinato in punta, e di due vistosi cerchi perioculari nudi presenti in entrambi i sessi.
La testa e le ali sono nero-brunastre, queste ultime con una banda longitudinale bianco-giallastra (gialla a livello dell'alula) che le segna a metà: il collo e la nuca sono attraversati da un collare bianco, e bianchi sono anche il ventre, il sottocoda e il petto (quest'ultimo con sfumature cannella più o meno evidenti). La groppa, il codione e la coda sono di color bruno-cannella, il becco e le zampe sono nero-bluastri, gli occhi sono giallo-verdi con cerchi perioculari di colore azzurro brillante.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di uccelli molto timidi e dalle abitudini diurne, che vivono perlopiù solitari o in coppie, a volte associandosi ad altre specie affini: essi passano la maggior parte del tempo alla ricerca di cibo, muovendosi con circospezione nel folto della vegetazione cespugliosa e arborea, pronti a defilarsi al minimo accenno di disturbo.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

La dieta di questi animali si basa principalmente su insetti, invertebrati, piccoli rettili e anfibi: più sporadicamente vengono mangiate anche frutta e bacche.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Trattandosi di una specie piuttosto rara e di difficile osservazione, mancano studi sulle modalità riproduttive di questi uccelli: si ritiene tuttavia che esse non differiscano significativamente per modalità e tempistica da quelle dell'affine eurilaimo di Giava.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Come intuibile dal nome comune, l'eurilaimo caruncolato di Mindanao è endemico dell'omonima isola delle Filippine, oltre che di alcune isole circonvicine (Dinagat, Siargao, Basilan, Poneas, Malamui): l'habitat di questi uccelli è rappresentato dalla foresta pluviale primaria e secondaria, fino a 1200 m di quota.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Tradizionalmente ascritto al genere Eurylaimus col nome di Eurylaimus steerii, attualmente questo uccello viene classificato in un genere a sé stante, Sarcophanops[2]. Sebbene alcuni autori ne riconoscano due sottospecie (S. steerii sterii, la sottospecie nominale, della penisola di Zamboanga, e Sarcophanops steerii mayri nel rimanente areale) la specie è monotipica, tanto più che in tempi recenti ne è stata sancita la separazione di alcune popolazioni, elevate al rango di specie a sé stante col nome di Sarcophanops samarensis[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Sarcophanops steerii in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Eurylaimidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  3. ^ Collar, N. J.; Mallari, N. A. D.; Tabaranza, B. R. J., Threatened birds of the Philippines: the Haribon Foundation/BirdLife International Red Data Book, Bookmark, Makati City, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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