Sarca/Mincio

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Sarca/Mincio
Sarca/Mincio
Il Mincio a Peschiera del Garda
Stato Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Veneto Veneto
Lombardia Lombardia
Lunghezza 194 km complessivi di cui:
Sarca: 78 km  lago di Garda: 41 km  Mincio: 75 km
Portata media 60 m³/s
Bacino idrografico 2.859 km²
Nasce (Sarca) Pinzolo-Madonna di Campiglio
(Mincio) Peschiera del Garda
Sfocia Po presso Governolo

45°04′00″N 10°59′00″E / 45.066667°N 10.983333°E45.066667; 10.983333Coordinate: 45°04′00″N 10°59′00″E / 45.066667°N 10.983333°E45.066667; 10.983333

Il Sarca/Mincio è un fiume dell'Italia settentrionale, ultimo affluente di sinistra del Po, che attraversa il Trentino-Alto Adige, il Veneto e la Lombardia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il fiume è diviso in due tratti distinti dal Lago di Garda che hanno anche denominazioni diverse: Il Sarca (78 km) immissario del lago ed il Mincio (75 km) emissario. La lunghezza complessiva dell'asse fluviale Sarca/Mincio, includendo anche il tratto interno al Lago di Garda lungo 41 km, è di 194 km il che ne fa l'undicesimo fiume italiano per lunghezza, dopo il Reno.

La Sarca[modifica | modifica sorgente]

vista invernale del fiume Sarca nei pressi di Dro

La Sarca nasce in Trentino a Pinzolo (770 m s.l.m.), dalla confluenza, quasi a squadro, della Sarca di Campiglio (proveniente dalle Dolomiti di Brenta-Madonna di Campiglio), della Sarca di Nambrone (che nasce a 2.612 m s.l.m. dal Lago Vedretta sotto il Gruppo della Presanella) e della Sarca di Genova (proveniente dal Lago Scuro a 2.668 m s.l.m. sotto la Punta di Lago Scuro facente parte del gruppo della Presanella). Da notare che l'ultimo ramo viene alimentato anche, dopo appena 2 km, da un altro ramo minore proveniente dal Lago Nuovo, situato sotto al ghiacciaio del Mandrone (gruppo dell'Adamello) e che, secondo la maggior parte della letteratura geografica, è considerata la vera sorgente dell'asta fluviale Sarca/Mincio.

Percorre la Val Rendena fino a Tione di Trento con andamento circa N-S, poi, con andamento E-O, attraversa le Giudicarie esteriori entrando, dopo un corso assai tortuoso ed incassato (a volte in vere e proprie anguste gole, come quella della Scaletta e quella del del Limarò), nel Lago di Garda presso Torbole sul Garda. Il suo percorso di più bassa quota definisce la cosiddetta valle del Basso Sarca. La lunghezza reale è di 60 km da Pinzolo, ma aumenta a 78 km se si calcola sul ramo della Sarca di Genova, in quanto la sua sorgente è quella più distante dalla foce. La superficie di bacino imbrifero preso la foce nel Lago di Garda è di 1.291 km².

Nel tratto interno al Lago di Garda affluiscono nel bacino anche alcuni torrenti, soprattutto da destra in quanto la sponda di sinistra del lago è dominata quasi totalmente dalla lunga catena del Monte Baldo che, incombendo quasi verticale sul lago, non consente la formazione di convalli sufficientemente ampie ed articolate da poter generare bacini idrografici di apprezzabile rilevanza. Tra i corsi degni di nota di questo versante v'è il Fiume Aril con lunghezza di soli 175 metri che sfocia a Cassone di Malcesine.

Importante per l'afflusso idrografico il fiume Magnone sulle cui sponde sorge Riva del Garda e che presso la località di Varone forma un imponente cascata alta ben 108 metri. Importante è anche il torrente Albola, noto anche come Gamella, che confluisce nel Magnone a pochi metri dalla foce nel Garda.

Merita menzione anche un torrente che nasce presso Ledro (detto nell'alto corso torrente Massangla e nel basso corso Ponale) che forma il Lago di Ledro (2,1 km² di superficie, 48 m di profondità) e che, un tempo, prima dello sfruttamento idroelettrico, formava la Cascata del Ponale, alta oltre 30 metri.

Il Mincio[modifica | modifica sorgente]

Uscita dal Lago di Garda presso Peschiera, la Sarca muta nome in Mincio prendendo a scorrere prima tra le colline moreniche del Garda fino a Valeggio sul Mincio poi nella Pianura Padana con un certo dislivello (da Peschiera a Goito 34 m in 28 km), bagnando lungo il suo corso inferiore la città di Mantova, dove forma tre piccoli laghi (Superiore, di Mezzo e Inferiore). A sud della città entra nel Po come affluente di sinistra presso Governolo, dove è regolato da alcune dighe per consentirne la navigazione.

Tra le località attraversate dal fiume v'è da ricordare: Ponti sul Mincio, Salionze, Monzambano, Valeggio sul Mincio, Volta Mantovana, Goito, Marmirolo, Porto Mantovano, Rivalta sul Mincio, Grazie di Curtatone, Curtatone, Virgilio, Bagnolo San Vito e Roncoferraro. Presso il comune di Valeggio il fiume incontra l'edificio regolatore del Garda o diga di Salionze che regola il flusso del fiume, quindi attraversa Borghetto sul Mincio, dove esiste un canale artificiale costruito per deviare l’eccesso d’acqua del fiume in caso di piena. Per rallentare il flusso del canale, prima del ritorno nel Mincio, si costruirono due scivoli ad imbuto con interposta una vasca di contenimento. Da citare che questo punto del fiume è pericolosissimo tanto che vi hanno perso la vita parecchie persone (l'ultimo incidente mortale risale al 25/06/06). L’imboccatura di tale canale artificiale infatti appare ingannevolmente per chi è in navigazione come il proseguimento naturale del Mincio, mentre in realtà il percorso originario del fiume passa attraverso la chiusa di uno sbarramento che sembra una diga, spesso in parte chiusa alla navigazione.

Il fiume è navigabile con imbarcazioni piccole dal Lago di Garda ai Laghi di Mantova e da questi fino all'immissione nel Po anche con imbarcazioni pesanti (bettoline), in località Borghetto molta attenzione va dedicata ad una deviazione pericolosa[1].

Il corso in Pianura Padana fino al Lago Superiore è caratterizzato dal non essere arginato, questo perché è al centro in un'ampia depressione rispetto al livello della pianura circostante detta Valle del Mincio (valle di pianura) [2].

Dal Lago di Garda fino a qualche chilometro a monte di Mantova scorre in suoli marcatamente calcarei, caratteristica unica nella Pianura Padana [3], queste concrezioni calcaree sono chiamate dagli agricoltori bambole o castracan [4].

Nel periodo etrusco probabilmente il Mincio si univa con il Tartaro e sboccava nel Mar Adriatico nella fossa Filistina [5], in epoca romana fu fatto confluire nel Po con tre rami da Mantova ad opera di Quinto Curio Ostilio (Quinto Curio Hostilio), successivamente riuniti in un tronco unico arginato nel 1198 su progetto di Alberto Pitentino e regimato il suo corso con diverse dighe (Ponte dei Molini e sbarramento di Governolo) per renderlo navigabile [6][7], per evitare che la Città di Mantova fosse inondata dai regurgiti del fiume Po in piena e per migliorare la qualità dell'aria [8][9].

In particolare il Ponte dei Molini è una vera e propria diga tra il Lago Superiore ed il Lago di Mezzo, fondamentale nel creare il lago Superiore. Al tempo della creazione del Ponte il salto d'acqua era di circa 3 metri e veniva utilizzato per azionare numerosi mulini per gli opifici situati sul ponte stesso, ad oggi il dislivello complessivo tra Lago Superiore ed Inferiore è di circa 5 metri.

Fino alla fine del Settecento [10] creava 4 laghi con al centro la città di Mantova: Lago Superiore, Lago di Mezzo, Lago Inferiore e Lago Paiolo oggi non più esistente, inoltre da Curtatone si staccava un ramo che dopo essersi sdoppiato all'altezza di Montanara entrava in Po poco a monte di Borgoforte. L'area così delimitata dai Laghi di Mantova, da questi rami del Mincio e dal Po aveva un'alta valenza di protezione militare e veniva chiamata il Serraglio [11].

Prima di entrare nei laghi di Mantova il Mincio curva bruscamente verso Est, tale piega è parallela all'anticlinale di Piadena ed è probabilmente dovuta allo spostamento di questa faglia [12].

Regime idrico[modifica | modifica sorgente]

Il Sarca presenta un modulo medio annuo a Torbole (in corrispondenza dell'immissione nel Lago di Garda) di circa 30 m³/s su base annua che in realtà non è affatto disprezzabile ma lo scarto fra portate minime e massime a causa del suo carattere torrentizio può variare anche di 20 volte.

Da precisare che gli altri affluenti che s'immettono direttamente nel lago forniscono il contributo differenziale, ma con regimi torrentizi misti, di tipo alpino/subalpino.

Il Mincio invece, con una portata minima assoluta 30 m³/s, una massima di 150 m³/s e un modulo medio annuo di 56,8 m³/s presso Peschiera del Garda (i dati, misurati all'uscita del Lago di Garda sono praticamente gli stessi che si hanno alla foce, in quanto il fiume non riceve più affluenti di rilievo nel tratto in pianura), è un fiume assai regolare e anzi, sicuramente il più regolare fra gli affluenti di sinistra del Po, con scarti di sole 5 volte fra la portata massima e quella minima.

Circa il 60% dell'intera portata del fiume viene deviato sia nel Canale Scaricatore di Mincio, a Pozzolo, sia nel Canale Fossa di Pozzolo, a Marengo di Pozzolo.

La portata del Mincio è inoltre influenzata anche dal ruolo assunto negli ultimi decenni dal Lago di Garda quale occasionale collettore dell'Adige a seguito della costruzione della galleria Adige-Garda. Tale galleria, lunga 9873 metri, si stacca dall'Adige in località Mori e termina nel lago a Torbole ed è capace di una portata di 500 m³/s. Essa viene usata solamente in casi eccezionali come canale scolmatore - ad esempio è stata usata in occasione della piena del 2001 - ed ha la funzione di salvaguardare dalle inondazioni la città di Verona e tutto il basso corso del secondo fiume italiano.

Inondazioni[modifica | modifica sorgente]

Degna di nota risultò l'inondazione del Sarca del 1882: "Terribile fu l'inondazione su quel di Tione, e la Sarca ingrossata dall'Arnò fece gravissimi guasti presso Preore, abbattendo una casa e mettendo in pericolo grave la canonica ed altre case; così gravi danni lamentansi a Saone, Ragoli, Tre Arche e giù giù fino al Garda. [..]Il povero stradone della Scaletta (la strada che da Ponte Arche portava all'abitato di Sarche) fu abbattuto dal Sarca e confluenti in varii punti".[13]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Il Mincio è citato diverse volte da Virgilio, nelle Georgiche, nell'Eneide e nelle Bucoliche, nelle Georgiche lo descrive come ingens, ossia immenso, enorme. Tito Livio nella raccolta di libri sulla storia di Roma parla del Mincio e di Mantova. Come per il fiume Secchia vengono probabilmente descritte antiche vicende idro-geologiche:

(LA)
« primus ego in patriam mecum, modo uita supersit,
Aonio rediens deducam uertice Musas;
primus Idumaeas referam tibi, Mantua, palmas,
et uiridi in campo templum de marmore ponam
propter aquam, tardis ingens ubi flexibus errat
Mincius et tenera praetexit harundine ripas. »
(IT)
«  »
(Verg. Georg. III, 10-15)
(LA)
« Ille etiam patriis agmen ciet Ocnus ab oris,
fatidicae Mantus et Tusci filius amnis,
qui muros matrisque dedit tibi, Mantua, nomen,
Mantua diues auis, sed non genus omnibus unum:
gens illi triplex, populi sub gente quaterni,
ipsa caput populis, Tusco de sanguine uires.
hinc quoque quingentos in se Mezentius armat,
quos patre Benaco uelatus harundine glauca
Mincius infesta ducebat in aequora pinu. »
(IT)
«  »
(Verg. Aen. X, 198-206)

Tito Livio racconta del Mincio nella Decade III, Libro III, della raccolta Ab Urbe condita libri:

(LA)
« Mantuae stagnum, effuso Mincio amni cruentum uisum »
(IT)
«  »
(Tito Livio, Decad III, L.III, XX, vv. 73-81)

Anche Dante Alighieri cita il Mincio nell'Inferno:

"Ivi convien che tutto quanto caschi ciò che ’n grembo a Benaco star non può, e fassi fiume giù per verdi paschi.

Tosto che l’acqua a correr mette co, non più Benaco, ma Mencio si chiama fino a Governol, dove cade in Po.

Non molto ha corso, ch’el trova una lama, ne la qual si distende e la ’mpaluda; e suol di state talor esser grama"

Altro[modifica | modifica sorgente]

Il Mincio attraversa una zona di confine fra Veneto e Lombardia e presso le sue rive sono avvenute molte delle grandi battaglie e altri importanti eventi storici risorgimentali.

Nelle vicinanze del suo corso si trovano importanti industrie pesanti e raffinerie, in particolare in prossimità di Mantova.

Nel 1984 è stato costituito il Parco regionale del Mincio, che si estende da Ponti sul Mincio a Mantova.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ maggiori info nel sito del Canoa Club Verona
  2. ^ Dati geografici: riserva naturale "Valli del Mincio", Parco Del Mincio. URL consultato il 12 ottobre 2009.
  3. ^ Suoli Pianura Padana per Google Earth, Suoli Pianura Padana, European Soil Data Center, file per Google Earth http://eusoils.jrc.ec.europa.eu/ESDB_Archive/ESDBv3/GoogleEarth/WRBADJ1.kmz. URL consultato il 12 ottobre 2009.
  4. ^ Relazione Geologica del Progetto per la Realizzazione di un nuovo Parcheggio Pluripiano Interrato Presso Piazza dell'Anconetta a Mantova, Comune di Mantova, Relazione Geologica del Progetto per la Realizzazione di un nuovo Parcheggio Pluripiano Interrato Presso Piazza dell'Anconetta a Mantova luglio 2008 Comune di Mantova, luglio 2008 ftp://ftp.comune.mantova.it/parcheggio_anconetta/03-%20Indagine%20geologica%20e%20relazione.pdf. URL consultato il 12 ottobre 2009.
  5. ^ Dei Canali Navigabili del Padre Don Paolo Frisi p.269 in Nuova raccolta d'autori italiani che trattano del moto dell' acque, Volume 6, 1823, curato da Francesco Cardinali, Biblioteca Pubblica di New York. URL consultato l'11 ottobre 2009.
  6. ^ Discorso del Sig Gabriele Bertazzolo ... Mantova, 1609, University of Michigan. URL consultato l'11 ottobre 2009.
  7. ^ Introduzione preliminare storica alla trattazione dei canali navigabili pp.14-15 in Nuova raccolta d'autori italiani che trattano del moto dell'acque... Volume 4, 1825, curato da Francesco Cardinali, Harvard University. URL consultato l'11 ottobre 2009.
  8. ^ Della sistemazione dei laghi di Mantova per liberare la città dalle inondazioni e per migliorarne l'aria e la navigazione Elia Lombardini, pp. 415-437 in Giornale dell'I.R. Istituto Lombardo di Scienze, Lettere ed Arti e Biblioteca Italiana Tomo V, Milano, 1853, Oxford University. URL consultato l'11 ottobre 2009.
  9. ^ LA VERA DESCRITIONE DI TUTTA LA LOMBARDIA... 1652, I.G.M. Istituto Geografico Militare.
  10. ^ J. Stockdale, Piccadilly. 1800. Mantua and its Environs, historic-cities.huji.ac.il. URL consultato il 12 ottobre 2009.
  11. ^ Henri Liébaux. 1734. Carte des environs de Mantoue ou l'on voit tout le serraglio et une partie du veronois, Biblioteca Nacional de Portugal. URL consultato il 12 ottobre 2009.
  12. ^ Burrato P., Ciucci F.,Valensise G. Un approccio geomorfologico per la prima individuazione di strutture potenzialmente sismogenetiche nella Pianura Padana. 1999. Istituto Nazionale di Geofisica ING, Roma, Burrato P., Ciucci F.,Valensise G. Un approccio geomorfologico per la prima individuazione di strutture potenzialmente sismogenetiche nella Pianura Padana. 1999. O.G.S. Trieste http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/1999/media/contents/html/1_12.htm. URL consultato il 12 ottobre 2009.
  13. ^ Articolo di Don Lorenzo Guetti, padre della cooperazione trentina pubblicato sul giornale "La Voce Cattolica" in data 23 settembre 1882 e pubblicato al seguente link: http://www.donguettilorenzo.com/2012/03/dalle-giudicarie-esteriori-cause-e.html

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