Sarabanda (programma televisivo)

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Sarabanda
Logo del programma Sarabanda
Anno 1997-2004, 2005, 2009
Genere Quiz/Intrattenimento
Durata 40/50/60/70 min
Produttore R.T.I. con la collaborazione di Einstein Multimedia (1997-2004)
Endemol Italia (2009)
Corrado Grego (1997-2001)
Lino Tatalo (2001-2004, 2005, 2009)
Presentatore Enrico Papi (1997-2004, 2005)
Teo Mammucari e Belén Rodríguez (2009)
Regia Cesare Gigli, Giuliana Baroncelli (1997-1998)
Giuliana Baroncelli (1998-2003)
Maurizio Spagliardi (2003-2004, 2005)
Roberto Cenci e Giovanni Caccamo (2009)
Rete

Sarabanda è stato un quiz condotto da Enrico Papi trasmesso su Italia 1 nell'orario dell'access prime time dal 13 ottobre 1997 fino al 20 febbraio 2004, e ripreso il 14 marzo 2005 con la messa in onda di un torneo con i campioni più rappresentativi, intitolato Super Sarabanda che si è concluso il 10 aprile dello stesso anno.

Il programma è stato riproposto nell'estate del 2009, dall' 8 giugno al 30 agosto, su Canale 5, come traino del TG5 delle ore 20,quindi nella fascia preserale, presentato da Teo Mammucari, affiancato da Belén Rodríguez.

Con circa 1700 puntate trasmesse (oltre a decine di speciali), risulta essere il quiz musicale più duraturo della televisione italiana.

Genesi e format[modifica | modifica sorgente]

Il programma inizialmente non era un quiz: infatti Sarabanda nacque l'8 settembre 1997 come un varietà a sfondo musicale, con telefonate a dedica e altri numeri canori, dove Papi era coadiuvato dalla Formula 3 e dall'imitatore Gigi Vigliani, che si esibiva in alcuni sketch comici. Tale formula si rivelò un fiasco (lo share toccava solo il 3%), pertanto gli autori, dopo appena un mese di trasmissione (la versione varietà è durata sino all'11 ottobre 1997), decisero di attuare un drastico cambiamento del format, pur mantenendo lo stesso titolo, che faceva riferimento alla varietà di spettacoli proposti in modo caotico e rumoroso dal cast della trasmissione nella sua prima versione. Si decise così di trasformare il programma in un quiz a tema musicale (venne infatti adottato il sottotitolo Il gioco della musica, mantenuto fino all'edizione 2001-2002, scomparso dalla successiva visto il restyling del logo del programma che sostituì quello presente sin dalla versione varietà), richiamando così lo storico programma degli anni cinquanta Il Musichiere, basandosi sul format della NBC Name that tune?, presente in molti paesi del mondo, in cui i concorrenti si sfidavano rispondendo a domande di cultura musicale e, soprattutto, indovinando i titoli delle canzoni ascoltate nei vari giochi, al fine di aggiudicarsi il titolo di campione e, nel contempo, vincere il montepremi finale (che in più occasioni arrivò addirittura a superare la somma di 1 miliardo di lire); a seguito di questo cambio del format, i Formula 3 e Gigi Vigliani furono esclusi dal cast della trasmissione. Con questa nuova formula il programma trovò la popolarità ed il successo, tanto da mettere in seria difficoltà i programmi delle altre reti in onda alla stessa ora (compresi quelli delle reti ammiraglie Rai 1 e Canale 5, da ricordare soprattutto le proteste di Antonio Ricci, creatore di Striscia la notizia, che lamentava come il quiz rubasse pubblico alla sua creatura e alla rete ammiraglia Mediaset nella fascia di maggior ascolto)[senza fonte], e rimase in onda su Italia 1 fino al febbraio del 2004.

In onda normalmente dal lunedì al sabato tra le 19:45 e le 19:58, con fine tra le 20.30 e le 21.00 nelle edizioni di Papi (di durata variabile a seconda delle edizioni) e dalle 18:50 alle 20:00 in quella del 2009, il quiz si divideva in vari giochi a eliminazione, in numero proporzionale al numero dei partecipanti (inizialmente tre, poi quattro o addirittura cinque nelle ultime edizioni). Alcuni dei giochi furono modificati nel corso delle stagioni, pur mantenendo sostanzialmente immutata la formula, mentre rimase sempre inalterato il gioco conclusivo.

Durante la stagione 2001-2002 il programma fu sostituito per qualche settimana (dal 29 ottobre al 17 novembre), da l'Anello debole, un nuovo quiz in versione di prova sempre condotto da Enrico Papi, ma che a causa dell'insuccesso fu presto cancellato per ridare spazio a Sarabanda.

Dall'edizione 2002-2003 il programma presenta per la prima volta una sigla iniziale, inoltre viene modificata la scenografia dello studio, reso più grande, e rinnovata la grafica dei giochi, cosa poi ripetuta per l'edizione 2009.

A fare da cornice vi prendeva parte un complesso musicale denominato Saraband, diretto da Paolo Fantozzi, sostituito dalla 5ª edizione da Massimo Idà. Il complesso era coadiuvato da tre coristi fissi (Massimo Facchini detto Mapo, Loredana Maiuri e Letizia Liberati) e, dalla 5ª edizione, da un corpo di ballo, che arricchiva il pubblico di figuranti che già facevano da contorno alla scenografia. Tra questi, nelle prime edizioni, alcuni erano soliti esibirsi a rotazione cantando e animando una delle canzoni rievocate dal gioco del Pentagramma. Durante la 7ª edizione fu aggiunto anche un pubblico di spettatori (mantenuto anche nelle versioni successive del programma) col quale di tanto in tanto Papi interagiva. Le coreografie erano curate da Marina Cinti, i costumi da Maria Sabato, le scenografie da Umberto Di Nino, mentre la regia è stata affidata a Cesare Gigli (nella prima edizione 1997-1998), in seguito a Giuliana Baroncelli (dal 1998 al 2003) poi a Maurizio Spagliardi (nell'ultima stagione 2003-2004 e nell'edizione del 2005) ed infine a Roberto Cenci e Giovanni Caccamo nel 2009. Produttori del programma sono stati prima Corrado Grego dal 1997 al 2001 ed in seguito Lino Tatalo dal 2001 al 2005 e nel 2009.

Gli autori del programma sono stati Nicola De Feo e Pietro Gorini, insieme all'ex conduttore radiofonico Alfredo Morabito, in qualità di consulente musicale. Enrico Papi si è aggiunto all'elenco degli autori nel 2001.

Le puntate dalla prima edizione alla sesta venivano registrate negli studi Elios, a Roma, mentre dalla settima in poi negli studi di Cinecittà.

I giochi[modifica | modifica sorgente]

Fuori uno. Nel gioco iniziale era prevista subito una eliminazione di uno dei concorrenti, rimpiazzato dal campione in carica. Inizialmente composto da domande di cultura musicale (i concorrenti avevano solo 3 secondi per rispondere), dove veniva estromesso chi commetteva tre errori, è stato poi rimpiazzato dallo Spaccasecondo, nel quale i concorrenti dovevano indovinare due motivi nel minor tempo possibile (su un limite di cinque secondi ciascuno), eliminando il concorrente più "lento". Nel 2003-2004 venne usato il gioco del Countdown nel quale i partecipanti erano coinvolti insieme e dovevano indovinare una serie di motivi per salvarsi in 1 minuto e 30 secondi senza che il tempo si fermasse, il concorrente con il punteggio più basso veniva eliminato.

Pentagramma. Attraverso una serie di domande e indovinelli associate alle note da scegliere, si componevano le parole di una frase presa da una canzone famosa, che si poteva indovinare soltanto dopo avere risposto alla singola domanda. La risposta esatta al quesito posto dal conduttore valeva 1 punto e veniva poi scoperta una lettera della frase. La soluzione della frase valeva 5 punti e sanciva la fine del gioco. Nella prima edizione, con formula a tre, con questo gioco si accedeva subito alla finale: successivamente veniva solamente eliminato il concorrente con il minor punteggio. In questo gioco Papi era solito animare il programma con alcune gag nelle quali interagiva con lo studio e con i concorrenti, inclusi gli autori presenti dietro le quinte e spesso inquadrati in funzione di involontarie spalle comiche.

Asta musicale. Attraverso un indovinello in rima baciata (tranne per qualche settimana nella prima stagione e all'inizio della stagione 2003-2004, dove l'indovinello era posto sotto forma di enigma), si poteva dedurre il titolo nascosto di una canzone ascoltando un numero di note a partire da dieci e giocando alternativamente al ribasso del numero di note, fino a quando i due concorrenti (inizialmente uno) non passavano la mano, oppure al raggiungimento di una sola nota. A quel punto, indovinando si acquisiva un punto, ma sbagliando lo si consegnava agli avversari. A chi aveva già individuato il titolo, bastava dire "La indovino con una (nota)", e così azzardare subito la risposta con l'ausilio di una sola nota suonata da Papi col pianoforte. Dopo un numero fisso di indovinelli (al meglio dei tre punti nella prima edizione) passavano il turno (o nella formula a tre andavano in finale) i concorrenti con il miglior punteggio. Durante questo gioco, Papi cantava una delle canzoni, spesso contornato dal corpo di ballo.

60 secondi. È stato il gioco più utilizzato in questa fase della gara nella formula a quattro, che consisteva nell'indovinare il maggior numero di canzoni in un minuto. Chi ne indovinava di meno veniva eliminato, i restanti due prendevano parte al gioco finale. Il campione giocava sempre per ultimo, conoscendo già la soglia utile per il passaggio del turno. Nell'edizione 2003-2004 è stato per un breve periodo sostituito dallo Stop and Go, dove il tempo scorreva senza fermarsi anche quando il concorrente doveva dire il titolo della canzone; è stata poi ripristinata la formula tradizionale dei 60 secondi, ma dopo qualche settimana il gioco è stato definitivamente cancellato, per poi essere sostituito ancora qualche settimana dopo dal Triello, che coinvolgeva contemporaneamente tutti e tre i concorrenti rimasti anziché uno per volta.

7×30. Come il nome suggerisce, il gioco finale, mai modificato, consisteva nell'indovinare sette canzoni in mezzo minuto, e aggiudicarsi così il montepremi, oppure indovinarne in numero maggiore dell'avversario per fregiarsi del titolo di campione e tornare la puntata seguente con il valore del montepremi incrementato di 5 milioni di lire (prima del 2002), di 2000 euro (dopo il 2002). I concorrenti giocavano ciascuno con la propria griglia di canzoni, le quali erano composte in prevalenza da sei canzoni italiane e una straniera, dal differente livello di difficoltà, valutato con la popolarità delle singole canzoni, spesso di difficoltà crescente a seconda dell'ordine delle stesse, comunque lasciando ai motivi più ostici una posizione tra la quinta e la settima posizione. I concorrenti, una volta premuto il pulsante, fermavano il cronometro, dopodiché avevano cinque secondi per tentare la risposta: in alternativa potevano dire "passo" e congelare il motivo ritentando ad indovinarlo dopo avere ascoltato l'intera griglia, compatibilmente con i secondi a disposizione. Le canzoni più facilmente indovinabili ricorrevano ciclicamente all'interno del gioco nel corso delle puntate, laddove quelle più difficili erano quasi sempre proposte una tantum. La storia del quiz tuttavia ha visto diversi concorrenti perdere il montepremi (o il titolo) su canzoni giudicate più abbordabili, o sbagliando la risposta decisiva per un'inezia, essendo una delle regole auree del gioco quella di pronunciare tassativamente il titolo preciso della canzone senza anteporvi nulla, una volta premuto il pulsante, senza ripetere o balbettare le parole, pena l'errore, regola valida anche per i giochi preliminari. Molte volte alcune controversie più o meno decisive sono state risolte mostrando il titolo della partitura delle edizioni musicali a cui faceva riferimento il brano. Anche nelle situazioni ininfluenti, sono stati comunicati alcuni errori, benché segnalati tardivamente, al fine di fornire una corretta informazione ai concorrenti e al pubblico, onde evitare precedenti, mostrando in questa cura un'impronta "scientifica" in materia musicale.

Spareggi. In tutte le situazioni di parità tra due o più concorrenti, veniva proposto un motivo da indovinare premendo il pulsante, cedendo la vittoria agli avversari in caso di risposta non data o errata. Nelle edizioni più recenti condotte da Papi, per il 7×30 e i 60 secondi lo spareggio era giocato talvolta al meglio di tre, talvolta al meglio di cinque brani da indovinare.

Apice del successo e declino[modifica | modifica sorgente]

Il programma ha riscosso un notevole successo, dovuto anche alla capacità del conduttore di trasformare in una sorta di personaggi alcuni dei campioni in carica, dando spesso loro dei soprannomi, oltre a numerosi momenti spettacolari che contornavano il momento del quiz vero e proprio, e senza tralasciare una certa suspense in alcune sfide delicate, prolungandole a cavallo di diversi blocchi pubblicitari, talvolta rimandando al giorno seguente la messa in onda del gioco finale. Dal 2 aprile del 2000[1] fino alla fine dell'edizione successiva la messa in onda delle puntate ricopriva l'intera settimana, domenica compresa. La puntata più vista fu quella del 6 maggio 2002: 4 milioni e mezzo di telespettatori seguirono la puntata che vedeva l'eliminazione di Valentina. Questa puntata fece un picco di quasi 9 milioni nella parte finale[2]. Con la graduale perdita d'interesse da parte del pubblico (anche a causa del clamoroso successo di Affari tuoi in onda su Rai 1, condotto da Paolo Bonolis), il quiz è stato riproposto con una formula totalmente rinnovata, chiamata Scala & vinci, dal 2 febbraio 2004; non c'era più il corpo di ballo ma un gruppo di ragazze (le Notine), che animavano dei nuovi giochi, mentre il trio storico Mapo, Letizia e Loredana era stato sostituito da 4 ragazze (le Bollicine). Anche il gioco conclusivo era modificato, al posto delle melodie da indovinare c'erano dei frammenti di 8 canzoni di cui bisognava dire il titolo, a volte scegliendolo tra diverse opzioni, con la possibilità di raddoppiare la cifra vinta indovinando una nona canzone. Il numero di concorrenti era stato portato a 7 mentre il montepremi prendeva forma durante la puntata in base all'andamento dei giochi. In questo ultimo periodo, povero di ascolti, la striscia settimanale delle puntate fu accorciata, andando in onda solo dal lunedì al venerdì dal gennaio 2004. Dopo poche settimane il programma fu cancellato dai palinsesti per gli scarsi risultati, per essere ripreso solamente nel marzo del 2005, con il format storico, in vista di una serie di puntate speciali intitolate Super Sarabanda con i campioni più significativi di tutte le edizioni, puntate che hanno costituito il canto del cigno delle edizioni targate Enrico Papi. Il successo ha portato spesso il programma in prime time, con alcuni speciali incentrati spesso sui campioni che si erano succeduti nelle puntate di quegli ultimi mesi, proponendo sfide tra due o più di loro. In queste occasioni il gioco finale era "rafforzato" e diventava "10×50" (tranne nelle ultime edizioni dove veniva mantenuto il tradizionale 7×30), a volte con l'introduzione di alcuni bonus ottenuti durante i giochi preliminari, anch'essi inediti e pensati per l'occasione.

Gli speciali andavano in onda spesso nel periodo natalizio, o prima della sosta estiva (sempre effettuata, tranne una sola volta, infatti, dopo la conclusione della prima edizione, le puntate proseguirono fino alla fine di luglio per essere poi interrotte ad agosto e riprese alla fine dello stesso mese costituendo di fatto una edizione estiva). Oltre alle sfide tra campioni, si ricordano delle puntate speciali rivolte ai bambini (Sarabanda Junior e Sarabanda Halloween) o le sfide tra l'Uomo Gatto e altri concorrenti mascherati (Sarabanda La Sfida del marzo 2003, che andò a scontrarsi addiritura con il Festival di sanremo 2003, e Sarabanda Wrestling). Ci furono anche due sfide tra due squadre: una andata in onda nel maggio del 2001; dove si fronteggiarono la squadra capeggiata da David Guarnieri (Allegria) e quella capeggiata da Antonietta Palladino (Professora). Composte entrambe dai migliori campioni fino a quel momento, ad avere la meglio fu la squadra della Professora. L'altra sfida è andata in onda nel novembre del 2001; le squadre erano composte una da campioni storici, capitanata da Gianni Faraone (O Professore), e l'altra da altri campioni di secondo piano, capitanata da Rita Capellani, di Bologna, concorrente che nel gennaio 1998 passò alla storia del programma per avere sbagliato a dire il titolo decisivo fuori tempo massimo (la canzone era Conversazione di Mina); a vincere fu la prima delle due squadre. Dopo questa puntata, furono tentate sfide analoghe a squadre, con nuovi concorrenti, accomunati per amicizia, professione o parentela, con la partecipazione di alcuni campioni storici (selezionati in un torneo preliminare) che fungevano da jolly, da interpellare in caso di necessità. A causa dello scarso riscontro del pubblico di fascia serale, fu sospeso anzitempo rispetto alle settimane previste nel palinsesto del martedì sera.

Controversia[modifica | modifica sorgente]

Il 9 marzo 1998 un concorrente di Napoli, Antonio De Ponte, si aggiudicò la somma di 425.000.000 di lire, indovinando il 7×30.[3] Si venne a sapere poi, attraverso alcune segnalazioni del pubblico a Striscia la notizia, che ne fece un servizio accurato e lo smascherò, che costui aveva preso parte il 22 novembre 1997, cioè qualche mese prima, a Ciao Mara, vincendo anche in quella circostanza[4] e contravvenendo alla regola aziendale di Mediaset che impediva a un concorrente di un quiz di tornare a gareggiare in un altro entro i dodici mesi.[5] Di conseguenza scattò la squalifica e la perdita della somma vinta, la quale fu rimessa in palio in quella che fu la prima puntata speciale in prime time del quiz, andata in onda l'8 aprile 1998.[6] Essa fu composta dai campioni più longevi che si erano succeduti in quei primi mesi, escludendo Fabio Gasparri che già si era aggiudicato il 7×30. La puntata, denominata Speciale 425 milioni, presentò una sfida tra dieci concorrenti suddivisa in due puntate "ordinarie", i cui vincitori confluirono in uno speciale "10×50": la sfida fu vinta da Luciano Tirelli di Bra, che sconfisse in finale Fiorella De Lisi di San Giovanni in Marignano. Come già accordato in precedenza, metà della somma fu devoluta in beneficenza, su indicazione dello stesso vincitore. Il 18 aprile 2001 il giudice Antonio Macrì del Tribunale di Roma condannò Mediaset alla restituzione a De Ponte della somma vinta più gli interessi legali in seguito al suo ricorso.[7]

Il ritorno[modifica | modifica sorgente]

Dall'8 giugno 2009, Canale 5 ripropone il quiz in orario preserale (facendo dunque da traino al TG5 delle 20:00), condotto da Teo Mammucari coadiuvato da Belén Rodríguez, con la regia di Roberto Cenci e Giovanni Caccamo; il programma tornò con alcune novità rispetto alle edizioni di Enrico Papi.

Della vecchia versione erano rimasti solo il maestro Massimo Idà, la corista Letizia Liberati, la ballerina Valentina Simeone, l'autore Alfredo Morabito ed il produttore esecutivo Lino Tatalo.

Il quiz è riproposto con 4 nuovi giochi:

  • Extracanto nel quale il concorrente si prenota per indovinare il titolo di una canzone cantata da un turista straniero nella sua lingua. L'Extracanto viene sostituito dal Non c'è due senza Teo dal 24 luglio.
  • Non c'è due senza Teo nel quale il concorrente deve rispondere ad una domanda a risposta multipla. Se non è sicuro della risposta può sceglierne 2, avendo così 1 punto; in caso contrario riceve 3 punti. Il Non c'è due senza Teo sostituisce l'Extracanto dal 24 luglio.
  • KaraTeo nel quale il concorrente deve indovinare la parola del testo di una canzone con la sua lettera iniziale. Questo gioco è simile al Paroliere musicale fatto nei tardi anni novanta a Passaparola. Il KaraTeo viene sostituito dal 10×10 dal 29 giugno.
  • 10×10 nel quale il concorrente deve indovinare 10 canzoni nel minor tempo possibile (al massimo 10 secondi a canzone) per qualificarsi al gioco dell'asta musicale. Il 10×10 sostituisce il KaraTeo dal 29 giugno.

Sono stati invece riproposti sia l'Asta musicale sia il 7×30.

Le puntate inedite si sono concluse l'1 agosto, mentre dal 3 agosto sono state riproposte alcune delle puntate trasmesse nei mesi precedenti. Il 24 agosto è iniziato il Grande Torneo dei Campioni di Sarabanda, la cui finale è andata in onda il 30 agosto e ha visto come vincitrice la concorrente Stefania Rumagnoli, che si è aggiudicata il montepremi di 100.000 euro.

Campioni storici[modifica | modifica sorgente]

Durante la storia del quiz si sono susseguiti vari concorrenti che hanno conservato il loro titolo per giorni, diventando dei personaggi noti durante il loro periodo di permanenza. Intorno al 2001, furono anche riammessi alcuni dei concorrenti (campioni e non) che vi avevano preso parte negli anni precedenti, alcuni dei quali ebbero l'occasione di riscattare dei passi falsi o di conoscere un nuovo momento di gloria.

  • Adriano Battistoni, di Casalecchio, detto Fragolone, il primo campione con portafoglio a fregiarsi di un soprannome scelto da Papi, nato da uno scambio di battute tra il suddetto concorrente ed il conduttore: ha realizzato due volte il 7×30, vincendo in totale 350 milioni di lire (290.000.000 + 60.000.000) e conquistando il titolo di campione per 23 puntate. Ha ottenuto successiva notorietà nel 2010 quando ha partecipato a Zelig come membro del Duo Idea e nel 2013 quando ha preso parte nel cast di Una grande famiglia, serie televisiva di Rai 1.
  • Cesare Borrometi, di Noto, unico concorrente ad aver completato per 3 volte il 7×30, conquistando in totale 355 milioni di lire (275.000.000 + 20.000.000 + 60.000.000). Cronologicamente è il primo campione ad apparire, tra coloro dotati di cultura musicale sopra la media: la sua permanenza relativamente ridotta (17 puntate) è dovuta alla selettività delle prime edizioni, laddove negli anni successivi era più facile conservare il titolo di campione per più tempo.
  • Diego Canciani, di Sabaudia, detto Tiramisù a seguito di una domanda culinaria formulata da Papi; ha il record nel gioco dei "60 secondi" (58 motivi indovinati) ed è stato l'ultimo campione ad aver vinto il montepremi nelle edizioni classiche condotte da Papi, 288.000 euro nel 2003 e divenne campione per 47 volte. Inoltre vinse una puntata speciale sempre nel 2003.
  • Raffaele Caso, di Napoli, detto Testina, per via della sua grande cultura musicale. Realizzò due volte il 7×30, portandosi a casa la somma totale di 270 milioni di lire (255.000.000 + 15.000.000). Fu campione per 28 puntate.
  • Giulio De Pascale, di Roma, detto Max, nome fittizio datogli dalla produzione per mascherare la sua identità: si presentò infatti col volto coperto, una parrucca posticcia e la voce distorta dal microfono svelandosi dopo aver vinto il montepremi. Conquistò 198.000 euro durante la sua permanenza (70 puntate), ma si aggiudicò in seguito altri soldi vincendo una puntata speciale e l'edizione Super Sarabanda con tutti i campioni più significativi nella quale il premio per il vincitore fu di 250.000 euro.
  • Fabio Gasparri, di Civitavecchia, primo concorrente a centrare il 7×30 il 25 novembre 1997, aggiudicandosi 190 milioni di lire.
  • David Guarnieri, di Roma, detto Allegria, allusione ironica al suo aspetto all'apparenza serioso; è il concorrente più longevo, 124 puntate vinte, ed ha realizzato per due volte il 7×30 vincendo la somma totale di 1.000.000.000 di lire (500.000.000 + 500.000.000). Da anni lavora in una radio privata di Roma, Radio ti Ricordi.
  • Valentina Locchi, di Perugia, concorrente non vedente dalla nascita, figlia di Renato Locchi, all'epoca sindaco del capoluogo umbro. Vincitrice di 324.000 euro e campionessa per 74 puntate, è dotata dell'orecchio assoluto. È ricomparsa in televisione nel 2013 come concorrente a Superbrain - Le supermenti, programma di Rai 1.
  • Marco Manuelli, di Firenze, detto Coccinella, ispirato da una domanda sulla omonima canzone di Ghigo Agosti, vinse 1.180.000.000 di lire (di cui 1.100.000.000 nella seconda partecipazione, il montepremi singolo più alto vinto nel quiz); ha completato per 2 volte il 7×30, unico tra i concorrenti che vi hanno partecipato in due periodi differenti, diventando campione per 41 volte nella prima partecipazione e 16 nella seconda.
  • Patrizia Martorano, di Livorno, detta Matrjoska, a causa della sua acconciatura bionda, prima donna ad essersi aggiudicata il montepremi, la quale riuscì anche a sottrarre il titolo di campione ad Allegria. Vinse 240 milioni di lire e fu campionessa per 10 puntate.
  • Gianpaolo Satta, di Sassari, detto Piripicchio, soprannome scelto da Papi. Conquistò 270 milioni di lire e fu campione per 40 puntate.
  • Roberto Serrentino, di Milano, detto l'Avvocheto, a causa della sua professione. Portò a casa 280 milioni di lire e fu campione per 27 puntate.
  • Marzilio Vegni, di Firenze, che si aggiudicò il 7×30 vincendo 160 milioni di lire e fu il primo tra i campioni con portafoglio a non cedere subito la mano nella puntata successiva, rimanendo per altre tre puntate.

Un ulteriore novero di concorrenti riuscì a realizzare il 7x30 e a vincere il montepremi in palio. Altri partecipanti, pur non completando mai la serie, furono ricordati per avere preso parte a diverse puntate speciali, in virtù della loro lunga permanenza nel ruolo di campioni:

  • Graziella Arcuri, di Pordenone, detta Peperino, soprannome scelto da Papi in virtù della sua preparazione nelle canzoni più recenti a dispetto della sua media età. Fu campionessa in 2 partecipazioni diverse per un totale di 19 puntate (7 puntate nella prima partecipazione e 12 nella seconda).
  • Boris Carta, di Cairo Montenotte, detto Boris Boris, ma di fatto senza un vero soprannome nel corso della sua permanenza, tra i primi campioni di lungo corso, in carica anche durante la pausa estiva. Non completò mai il 7×30, nonostante le 63 puntate nelle quali fu campione, ma vinse 250 milioni di lire in una puntata speciale battendo La Professora.
  • Ilaria De Benedictis, di Campoli Appennino, detta Denghiu a seguito di una domanda sulla canzone Thank U di Alanis Morissette alla quale rispose con il suo accento ciociaro. Riuscì ad aggiudicarsi alcune somme minori messe in palio durante un gioco preliminare che durò lo spazio di alcune settimane e divenne campionessa per 39 volte. Durante uno speciale fu invitata come corista, essendo anche cantante di piano bar, e fu ospite in una puntata nella quale il campione era Max.
  • Gianni Faraone, di Cairo Montenotte, detto O Professore, a causa del suo lavoro di istruttore di guida. Non completò mai il 7×30, nonostante le 32 puntate da campione, ma vinse 200 milioni di lire in una puntata speciale battendo Boris.
  • Giovanna Gastaudo, di Laigueglia, detta La Protocolla, a causa del suo lavoro di impiegata statale. Conquistò il titolo di campionessa per 38 puntate.
  • Cristiano Misceo, di Roma, detto Funghetto, a causa della sua statura e capigliatura, unico concorrente che in tre partecipazioni diverse è stato campione tutte e tre le volte (1998, 2001, 2003); durante la sua prima partecipazione fu soprannominato El Porompompero. Prese parte anche ad altri quiz di Mediaset.
  • Antonietta Palladino, di Roma, detta La Professora, a causa del suo lavoro di insegnante. Durante la sua permanenza il montepremi superò per la prima volta il miliardo di lire, bruciando sui tempi l'inizio del gioco di Canale 5 che allora si intitolava Chi vuol essere miliardario?. Fu campionessa per ben 85 puntate (record poi superato da Allegria con 124 puntate). La popolarità di quel periodo la portò ad essere protagonista anche di uno spot televisivo della Telecom Italia.
  • Gabriele Sbattella, di Porto San Giorgio, detto l'Uomo gatto, a causa dei suoi trascorsi come ballerino nel musical Cats, in cui interpretava il dio dei gatti, uno dei concorrenti più longevi e più amati, ma anche discussi a causa delle sue dispute con altri concorrenti confluite in alcune puntate speciali di prima serata in suo onore, dispute che spesso rappresentarono una sorta di spettacolo nello spettacolo. Con le sue 79 puntate da campione, è stato il terzo campione più longevo nella storia di questo telequiz dopo Allegria e La Professora. La popolarità ottenuta durante la sua partecipazione gli ha permesso, negli anni successivi, di essere chiamato come ospite in alcune trasmissioni come Quelli che il calcio e Victor Victoria.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Ospiti famosi[modifica | modifica sorgente]

Occasionalmente (soprattutto nelle puntate delle prime edizioni, ma prevalentemente negli speciali) venivano invitati in trasmissione personaggi famosi legati al mondo della musica i quali si esibivano cantando una delle loro canzoni, alcuni di questi furono: Aurelio Fierro, Nunzio Gallo, Rocky Roberts, Fausto Leali, Ghigo Agosti, Tony Dallara, I Cugini di Campagna, Adriano Pappalardo, Ivana Spagna, Jovanotti.

Il 13 maggio 1998 andò in onda uno speciale i cui partecipanti erano famosi cantanti, essi furono: Edoardo Vianello, Mino Reitano, Little Tony, Donatella Rettore, Ambra Angiolini, Tosca, Francesca Alotta e Scialpi. A vincere fu Tosca, che donò in beneficenza come già accordato, i 100 milioni vinti.[8]

Altri personaggi ospiti sono stati: Jerry Calà, Umberto Smaila, Antonello Fassari, lo stuntman Ottaviano Dell'Acqua e Diego Deza, un concorrente del talent Operazione trionfo.

Concorrenti[modifica | modifica sorgente]

Nelle prime edizioni parteciparono alcuni concorrenti che sono stati o che poi sarebbero diventati conosciuti in seguito ad apparizioni televisive o per il mestiere svolto (un esempio può essere il già citato Adriano Battistoni). Alcuni di loro sono stati: Massimo Bagnato (comico di Zelig), Marco Cattaneo (giornalista di Sky), Renato Novara (doppiatore), Luciano Lembo (imitatore), Filippo Merola (cantante e presentatore), Alessio Perniciaro (attore in alcuni film di Massimo Ceccherini, come Lucignolo), Riz Samaritano (cantante) e Daniele Mignatti (l'altro componente del Duo Idea).

Vittorie mancate[modifica | modifica sorgente]

Nella storia del programma alcuni concorrenti sfiorarono l'impresa di completare il 7×30 e vincere il montepremi per aver sbagliato a dire il titolo decisivo o non aver indovinato un motivo ritenuto abbordabile, oltre alla già citata Rita Capellani alcuni di loro furono:

  • Fiorella De Lisi: nel 1997 non vinse 10 milioni di lire per aver detto "Spingule frangese" invece di 'E spingule frangese.
  • Fabio Piamonte, detto Farfallino: nel 1998 non vinse 290 milioni di lire per non aver indovinato Ragazzo triste di Patty Pravo.
  • Emilio Morabito, detto Paguro: nel 2000 non vinse circa 700 milioni di lire per aver detto "Somebody Watching Me" invece di Somebody's Watching Me di Rockwell.
  • Cristina Accardi: nel 2003 non vinse 122.000 euro per aver detto "Bambola" invece di La bambola di Patty Pravo.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 Sarabanda fu vittima di uno scherzo operato dalla trasmissione di Canale 5, Il grande bluff. Come concorrente di una puntata fu infatti mandato Pupo, che appositamente truccato e difficilmente riconoscibile, con il suo comportamento saccente fece indispettire Enrico Papi[9].

Premi[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph Baroni. Dizionario della Televisione. Raffaello Cortina Editore. ISBN 88-7078-972-1.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Red/Gs/Adnkronos, ITALIA 1: SARABANDA SETTE GIORNI SU SETTE - A PARTIRE DA DOMANI ANCHE DI DOMENICA, Adnkronos, 1 aprile 2000.
  2. ^ Adnkronos, TV: ASCOLTI, VINCE 'LA GUERRA E' FINITA' - FINO A 8MLN PER L'ADDIO DI VALENTINA A 'SARABANDA', Com-Neo/Pe/Adnkronos, 7 maggio 2002.
  3. ^ Telequiz record, Papi fa vincere 425 milioni
  4. ^ Vincitore di due quiz? " Sospetti " di Striscia
  5. ^ " Striscia ha ragione Vinco sempre i quiz "
  6. ^ " Sarabanda " : squalificato il vincitore dei 425 milioni
  7. ^ Due telequiz vincita doppia - Repubblica.it » Ricerca
  8. ^ Spe/Gs/Adnkronos, ITALIA 1: DOMANI SARABANDA SPECIAL, Adnkronos, 12 maggio 1998.
  9. ^ Com/Gs/Adnkronos, CANALE 5: ULTIMA PUNTATA DI IL GRANDE BLUFF, Adnkronos, 8 giugno 2000.