Saphira

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Saphira
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Universo Ciclo dell'Eredità
Epiteto Squamediluce
Autore Christopher Paolini
1ª app. in Eragon
Ultima app. in Inheritance
Voce orig. Rachel Weisz
Voce italiana Ilaria D'Amico
Specie Drago
« Nel cielo limpido le sue squame brillarono come una miriade di diamanti azzurri. Eragon pensò che era magnifica: fiera, nobile, più bella di qualsiasi altra creatura vivente. Nessun cervo o leone poteva competere con la maestà di un drago in volo. »
(Brisingr)

Saphira Bjartskular (che nell'antica lingua significa Squamediluce) è un personaggio del Ciclo dell'eredità, la tetralogia fantasy scritta da Christopher Paolini.


Saphira è la dragonessa di Eragon e la sua più grande amica. Tre elfi (Arya, Faölin e Glenwing) stavano trasportando il suo uovo quando Durza con un piccolo contingente di urgali li attaccò. Arya fu costretta a inviare l'uovo con la magia a Brom mandandolo però sulla Grande Dorsale. Fu lì che Eragon lo trovò convinto che fosse un prezioso monile da poter rivendere per guadagnare abbastanza denaro per far mangiare la sua famiglia tutto l’inverno.

Saphira ha un carattere forte e determinato ma si sente molto sola. Vive nella condizione di essere l’unico esemplare della sua specie rimasto a parte le uova che conserva Galbatorix e rimane di stucco quando incontra Glaedr, il drago di Oromis, ad Ellesméra. Durante l’allenamento nella città degli elfi si fa spesso trasportare dai suoi sentimenti per l’altro drago mancandogli, in alcune occasioni, di rispetto, cosa che il vecchio drago non gradisce molto.

Delle tre uova in mano a Galbatorix è la sola femmina, perciò Murtagh ha il compito di catturare lei ed Eragon vivi per poter ricostruire i Cavalieri.

Compare sulla copertina di Eragon.

Indice

[modifica] Carattere

Saphira ha un carattere da vera guerriera: forte e coraggiosa non prova pietà per i nemici ma sa essere saggia e può sempre dare buoni consigli. Sembra bilanciare con la sua sete di sangue e la sua ferocia in battaglia, la troppa bontà e mitezza del suo cavaliere. Nasuada la definisce: diversa da qualsiasi essere avesse mai incontrato: antica, remota, feroce e gentile al tempo stesso. Questo, insieme all'imponente presenza fisica, le ricordava sempre che se Saphira avesse voluto divorarsela, avrebbe potuto. Era impossibile, pensava Nasuada, darsi troppe arie al cospetto di un drago. Come tutti i draghi ha un aspetto remoto che tradisce la sua immortalità. Prende sempre la scelta giusta per Eragon, anteponendo tutto a lui: si sacrificherebbe per il proprio cavaliere. E' estremamente orgogliosa infatti soltanto davanti ad Islanzadi si è inchinata in segno di rispetto e davanti ad Oromis e Glaedr ha ingoiato il suo onore cose che non aveva fatto neanche davanti ad Ajhiad e Rothgar. Sembra inoltre che non si faccia cavalcare da nessun altro a parte il ragazzo ed solo rare volte Arya, Blodhgarm o Roran.

[modifica] Origine del nome

Saphira è il nome della dragonessa che scelse Brom, che allora aveva appena dieci anni, come suo Cavaliere. Rimasero insieme solo per pochi decenni, fino a quando Galbatorix rivelò le sue vere intenzioni e Morzan la uccise. All'inizio del primo libro, Eragon va da Brom per avere altre informazioni sui draghi ed il vecchio cantastorie di Carvahall è l'unico che lui conosca a sapere qualcosa su di loro. Eragon non ha ancora scelto un nome per il suo drago, così, con una scusa si fa elencare da Brom diversi nomi di draghi e per ultimo egli pronuncia il nome di quello che fu il suo drago, Saphira. E Saphira sarà l'unico nome che la dragonessa di Eragon deciderà di portare.

[modifica] Saphira nel film

È sostanzialmente diversa dalla descrizione del libro. In esso, infatti, ha la testa triangolare, una lunga fila di punte dorsali aguzze che partono dalla testa e arrivano fino alla fine della coda, due possenti ali da pipistrello e sputa fuoco blu. Nel film non c'è niente di tutto questo. Nel film è completamente senza spuntoni, sulla testa ha due corna appuntite e un ciuffo di peli e piume; le ali sono anch'esse ricoperte da piume e qualche squama qua e là e la coda è anch'essa piumata alla fine. Inoltre sputa semplice fuoco rosso. Secondo il regista è un drago rivoluzionario, diverso da ogni drago realizzato finora in un film ed è per questo che hanno voluto realizzarla in questo modo. Ciononostante in molti sono i fan che non smettono di esprimere la loro indignazione di fronte a questo cambiamento e al fatto che non appaia neanche Orik che a Saphira fa da scorta e da guida.

[modifica] Nel film

La voce nell'edizione italiana del film Eragon è della giornalista Ilaria d'Amico.

[modifica] Collegamenti esterni

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