Santuario della Madonna delle Grazie (Soleto)

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Santuario della Madonna delle Grazie
Facciata del Santuario Madonna delle Grazie
Facciata del Santuario Madonna delle Grazie
Paese Italia
Regione Puglia
Località Soleto
Religione cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Otranto
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1601
Completamento 1609
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web


Il Santuario della Madonna delle Grazie è una chiesa di Soleto, si trova in via Convento.

Indice

[modifica] La chiesa

La chiesa della Madonna delle Grazie fu iniziata nel 1601 ed ultimata nel 1609, come si legge sulla sommità della facciata. Fu elevata a santuario nel 1953.

La facciata, pur in stile barocco, conserva i moduli architettonici del palazzo cinquecentesco ed ha due nicchie con le statue di san Francesco e sant'Antonio.

Nell'interno ad aula unica sono conservati un prezioso "Crocifisso" ligneo del XVII secolo restaurato nel 1989 dal soletano Luigi Moscara, ed il coro ligneo del 1727 intagliato da Francesco Maria da Lequile.

Sull'altare maggiore si conserva un grazioso affresco quattrocentesco che riproduce la Madonna con in braccio il bimbo Gesù. Il volto della Madre è sfregiato e oscurato da una vistosa macchia scura.

[modifica] La leggenda

Interno del Santuario Madonna delle Grazie - Soleto(LE)

Dalla "Cronaca" di padre Bonaventura da Lama

L'edicola con l'affresco si trovava fuori dal paese e vi si fermavano a pregare al tramonto i contadini di ritorno dal lavoro dei campi. Una sera del 1568 un certo Giacomo Lisandri, avendo perso al gioco il salario della giornata, sotto un impeto d'ira si scagliò sulla sacra immagine con l'accetta pronunciando la frase : " non credo che Tu sei la Madre di Dio se non mi farai uccidere stasera".

Arrivato al paese da porta sant'Antonio il sacrilego Lisandri vi incontrò un creditore, Luigi Rullo con cui ingaggiò una rissa che terminò con la sua uccisione.

Dall'affresco colpito con l'accetta sgorgò del sangue che ancora adesso oscura il volto della Madonna.

Nel luogo dell'edicola fu costruita l'attuale chiesa collocando l'immagine sacra sull'altare maggiore e fu costruito il convento dei Frati Minori chiamati dalla popolazione per la custodia ed il culto verso la Madonna delle Grazie.

La "leggenda" nasconde il fatto storico che dopo il Concilio di Trento (1564) a Soleto nel 1598 fu smesso il rito greco con l'ultimo arciprete Arcudi e nel 1602 furono chiamati i Frati Minori per promuovere il rito latino non senza sofferenze per le minoranze religiose.

[modifica] Elevazione a santuario

Il 5 agosto 1953, monsignor Raffaele Calabria , vescovo della diocesi di Otranto di cui Soleto fa parte, fece incidere la seguente lapide: Fin dai tempi lontani il simulacro della Vergine Santa, oggi venerato nella Chiesa dei Frati Minori di Soleto, fu oggetto di culto devoto da parte dei fedeli di quella terra che concorrevano ogni sera a salutarlo. Tale venerazione crebbe nei secoli e l'attaccamento dei soletani e popolazioni limitrofe alla Vergine delle Grazie non intiepidì fino ai nostri giorni...ELEVIAMO ALLA DIGNITA' DI SANTUARIO LA CHIESA INTITOLATA ALLA VERGINE DELLE GRAZIE IN SOLETO.

Nel maggio 1983, in sintonia con lo spirito ecumenico, gli ortodossi ed i cattolici guidati da Papas Donato e dalla Fraternità Francescana, hanno testimoniato l'anelito all'unità pregando Maria Madre di Dio e Madre della Chiesa.

[modifica] La festa

La data della festa è il 5 agosto. La sera della vigilia si svolge una lunga processione con grande partecipazione popolare e festeggiamenti civili che si prolungano fino al 6 agosto.

La processione inizia dopo il tramonto con l'accensione delle luminarie a cura della ditta "Commendatore Palmisano e figli" di Soleto che occupano tutto il piazzale del Santuario, le vie di accesso, la nuova piazza alberata largo Genova, ed un tratto di viale Raimondello Orsini.

Lanci di bombe carta e batterie di mortaretti segnano la partenza della pesante statua lignea della Madonna delle Grazie con in braccio il Bambin Gesù in abiti settecenteschi. Una volta portata a spalla per devozione ed ora su carro floreale, la processione si svolge dapprima su strade della periferia nord di Soleto per poi inoltrarsi a ovest verso via Galatina e da qui la sosta presso la Chiesa Parrocchiale per poi rientrare al Convento attraverso il viale Raimondello Orsini.

È tradizione partire con la processione verso la strada che porta a Santa Venerdia e l'oliveto (in dialetto levitu) perché in passato, in presenza di persistente siccità o grande maltempo (lingue de focu) con nuvole nere e fulmini orizzontali, si è fatta uscire dalla chiesa la statua della Madonna per i poteri di intercessione a Lei conferiti tramite la preghiera dei fedeli soletani.

Durante la processione si canta il tradizionale inno alla Madonna:

La banda musicale segue il simulacro della Vergine eseguendo allegre marce intervallate dai canti e dalle litanie dei fedeli che per l'occasione indossano l'abitino di Terziario Francescano.

Il giorno della festa le sante Messe sono scandite da lanci di bombe carta mentre in mattinata il paese è percorso dai concerti bandistici che la sera si alterneranno fino ad oltre la mezzanotte eseguendo su un apposito palco illuminato (cassa armonica) brani di lirica classica ed opere melodrammatiche.

All'una circa vengono eseguiti gli spettacoli pirotecnici spesso in gara tra diverse ditte locali.

Bancarelle di dolciumi locali (mostaccioli, copeta, torrone) e di frutta secca (mandorle, arachidi, pistacchi) si alternano a stand gastronomici e giocattoli. Un'apposita piazza è riservata alle giostre ed altre attrazioni.

Questa festa è l'occasione per tutti i soletani che durante l'anno vivono e lavorano in altre città o nazione di incontrare e rivedere vecchi amici o parenti.

[modifica] Bibliografia

  • Zacchino V. Berger M. Paesi e figure del vecchio Salento vol.secondo, Congedo editore, Galatina, 1980
  • Padre Antonio Febbraro O.F.M. Soleto: Cittadella di Maria Tipoffset Colazzo s.n.c., Corigliano d'Otranto, 1988
  • Padre Bonaventura da Lama Cronica de' Minori Osservanti Riformati della Provincia di S. Niccolò, Lecce, 1724


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