Santuario della Madonna della Riva

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Sul lungolago di Angera, a chiudere la piazza Garibaldi di fronte al porto austriaco si erge l'imponente edificio del Santuario detto della Madonna della Riva, costruito in seguito al miracolo avvenuto il 27 giugno 1657 e divenuto centro della devozione mariana non solo degli Angeresi ma anche di tutte le popolazioni circostanti.

[modifica] Storia

Sul luogo un tempo c'era una semplice capitello votivo campestre addossata al muretto di Casa Berna, con l'immagine di una Madonna che allatta il Bambino Gesù, affresco del 1443.

Dopo il miracolo si pensò di inglobare l'opera in un monumentale santuario.

Il progetto originario del santuario, opera dell'architetto milanese Gerolamo Quadrio, prevedeva un ampio edificio con aula centrale in forma ottagonale allungata, con colonnati e portici attorno alla facciata, due torri campanarie all'innesto dei colonnati e due grandi sacrestie ai fianchi del presbiterio. Se completato come da progetto, la sua facciata sarebbe arrivata a oltre la metà dell' attuale porto delle barche.

Posta la prima pietra il 10 agosto 1662, si poté costruire solo il coro e il presbiterio. La mancanza di fondi e altre difficoltà sorte durante la costruzione impedirono la realizzazione completa del progetto per cui il santuario è rimasto un'opera incompiuta, come appare chiaramente dal suo aspetto esterno.

Nel 1753, sul lato posteriore del tetto, fu costruito un piccolo campanile, e nel 1943 la facciata, che era diventata pericolante, fu rafforzata con un apparato murario di stile moderno, opera dell'architetto Rino Ferrini di Angera.

[modifica] Il miracolo della Madonna della Riva

« Nel 1657 alli 27 giugno seguì il miracolo di sudor di sangue, che si vede dalla fronte della beata vergine, quale era sopra d'un muro laterale della porta che serviva alla Casa Berna. Così come si postuama di preferire, avevano fatta la ghirlanda di fiori alla suddetta effigie le diverse donzelle di Angera. Ed una donna che era solita passando avanti inginocchiarsi a salutare con l'Ave Maria la divina immagine, osservava che mandava dalla faccia il sangue e poi sangue ancora. La donna, intimorita dal fatto, gridò al miracolo. Intervenne il Prevosto Sig.Giorgio Castiglioni, il quale asciugò il sangue miracoloso con un bianco lino »

(Dal Registro dei Battesimi, Morti, Matrimoni e Cresime 1678-1704, annotato dal prevosto Aicardo e dal Coadiutore Gatto).

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