Santuario della Madonna del Castello

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Santuario della Madonna del Castello
Madonna del Castello
Madonna del Castello
Stato Italia Italia
Regione Lombardia
Località Almenno San Salvatore
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Bergamo
Stile architettonico Romanico-bergamasco
Inizio costruzione XI-XII secolo

Il santuario della Madonna del Castello si trova nella omonima località del comune di Almenno San Salvatore, in provincia di Bergamo.

Si tratta di un edificio ecclesiale cinquecentesco molto particolare in quanto costituisce un insieme con la pieve di Lemine a cui è addossato e che ha inglobato.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lemine.
Il portale, XVI secolo

Nel XIV e XV secolo Lemine, l'antico comprensorio territoriale già corte longobarda, aveva raggiunto un'identità topografico-politica definita.

Il suo centro amministrativo faceva capo a quell'agglomerato urbano, le cui radici risalivano alla presenza romana nei pressi del ponte di Lemine, che grosso modo corrisponde all'attuale Almenno San Salvatore.

Alla fine del XIV secolo, il 26 gennaio 1393, la comunità, nel cui interno si erano formate le due fazioni contrapposte e reciprocamente ostili dei Guelfi e dei Ghibellini, si suddivise formalmente nei due comuni di Almenno[1] Superiore e Almenno Inferiore, rispettivamente guelfo il primo e ghibellino il secondo.

Questi secoli furono un periodo di lotte fratricide violente e sanguinose tra le due comunità, lotte che si aggravarono con l'avvento nella bergamasca della signoria viscontea, di cui erano tradizionali alleati i ghibellini di Almenno Inferiore.

La guerra quattrocentesca che oppose Venezia ai Visconti vide impegnate su opposti fronti le due comunità leminesi ormai separate dagli odi personali che si erano accumulati e dai lutti e distruzioni che si erano reciprocamente inferti.

La vittoria di Venezia e dei suoi alleati di Almenno Superiore portò, nel 1443, alla distruzione di Almenno Inferiore e alla dispersione dei suoi abitanti: uno dei pochi edifici sopravvissuti fu la pieve.

Il miracolo[modifica | modifica wikitesto]

Madonna, dettaglio

Dopo la distruzione di Lemine Inferiore la pieve cadde in uno stato di abbandono materiale e religioso assoluto, destinata probabilmente a scomparire se non fosse intervenuto alla fine del XIV secolo un intervento straordinario.

Un assestamento dell'edificio aveva fatto spostare un muro di rinforzo che copriva l'affresco di una Madonna col Bambino di cui si era persa la memoria.

La riapparizione dell'affresco fu ritenuto un evento miracoloso, un segno divino diretto alla riappacificazione della comunità, che gli attribuì effetti miracolosi.

La profonda fede della gente, provata da faide fratricide, produsse una notevole messe di offerte e donazioni non solo da parte dei fedeli locali ma anche di quelli delle zone limitrofe.

Si determinò così la volontà di costruire una nuova chiesa per onorare il miracolo della riapparizione della Madonna col Bambino, non più del suo affresco, nello stesso posto in cui l'evento si era verificato, addossandola cioè alla vecchia pieve che veniva a fare parte del nuovo edificio e recuperava così l'importanza religiosa perduta.

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della nuova chiesa, piuttosto lenta, probabilmente a causa di difficoltà di ordine finanziario, fu consacrata il 4 giugno 1590 e dedicata alla Madonna del Castello,

« [...] CONSACRATIO HUIUS TEMPLI
S. MARIAE DE CASTELLO
DIE QUARTA JUNII 1590 [...]
.[2] »

La sua struttura architettonica ha caratteristiche cinquecentesche, con un elegante portale in marmo bianco che si inserisce bene nella facciata esterna dalle linee rigorose e austere, ingentilite tuttavia da due snelle monofore e da un rosone.
Le monofore e il rosone, racchiusi da sottili cornici di marmo bianco, alleggeriscono il rigore della facciata in cui sono inseriti.

Il tempietto

L'interno si sviluppa su pianta rettangolare in un'unica navata a quattro campate unite da ampi archi a sesto acuto di tipo gotico.

La parete di fondo è costituita da quella che era la facciata della pieve e che ora la separa da essa pur mettendovela in comunicazione tramite un'apertura alla destra dell'altare. Il risultato è un edificio unico, ma composito per diversità di stili e origini, di grande effetto artistico e scenografico, sicuramente raro in area lombarda.

Al centro della parete campeggia l'altare particolarmente bello e originale per la sua composizione architettonica. L'altare, infatti, è racchiuso dentro un piccolo tempio ottagonale in marmo bianco che ne fa quasi un'altra chiesa incastonata in una parete multicolore per le pitture che la ornano. La copertura di questa graziosa struttura è costituita da un tamburo, anch'esso ottagonale, che termina con una lanterna su cui svetta il Creatore in postura benedicente.

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GiorcesMadonnaCastello12.jpg GiorcesMadonnaCastello10.jpg

Le facce del tamburo sono ornate da coppie di Sibille che tengono un cartiglio[3].
Queste immagini di grande bellezza e di ottima fattura sono state attribuite al Previtali[4], altri vi vedono la mano del Cariani[5].

L'interno del tamburo è interamente dipinto con scene della vita della Vergine, di incerta attribuzione, databili attorno all'inizio del '500.

Sulla parete immediatamente sopra l'altare, all'interno del tempietto, si trova l'affresco, ritenuto miracoloso, della Madonna con il Bambino in braccio; la Madonna è coronata da due angeli mentre il Bambino benedicente tiene un vangelo. L'affresco, nel quale sono ancora perfettamente leggibili le dediche SCA MARIA e IHS[6], restituisce una scena di particolare dolcezza e leggiadria.

Di difficile datazione, anche perché ha subito alcuni ritocchi, l'affresco è stato attribuito a un periodo antecedente al 1100.

Il tempietto, in posizione rialzata, è separato dal pavimento da tre gradini, mentre il suo tamburo poggia tramite delle colonne su una bassa balaustra che quasi isola la struttura dal resto dell'ambiente.

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GiorcesMadonnaCastello5.jpg GiorcesMadonnaCastello6.jpg

La parete di fondo è ornata, alla destra del tempietto, da raffigurazioni della vita di Gesù, che facendo da quinta pittorica al tempietto stesso lo esalta maggiormente creando un effetto scenografico di grande fascino.

Sulle pareti laterali interne ci sono, a destra, una tela che raffigura San Giovanni Battista, attribuito al Cavagna da alcuni e a discepoli del Moroni da altri, e sulla parete di sinistra un ottimo dipinto del Cavagna[7] che raffigura San Carlo Borromeo con a fianco San Rocco e San Pantaleone.

Il miracolo artistico[modifica | modifica wikitesto]

Recenti ispezioni artistiche hanno rilevato la presenza di un affresco sotto quello della Madonna col Bambino, di datazione ben più antica. Si è posto così il problema della possibilità di riportarlo alla luce senza danneggiare quello della Madonna, sia per non rovinare un'opera d'arte di grande pregio sia per non offendere la devozione dei fedeli tuttora molto viva.

Madonna del castello e santi

L'affresco della Madonna raffigura una scena che richiama nella sua ieraticità le posture fisse bizantine ma reinterpretate dalla sensibilità locale che ne addolcisce il linguaggio. La Madonna regge con la destra il Bambino e con la sinistra indirizza a lui e al messaggio che tiene in mano, il rotolo del Vangelo.

Fanno da cornice due affreschi cinquecenteschi raffiguranti, quello di destra, un incontro con il San Giovannino e, quello di sinistra, un'adorazione dei re Magi; pure cinquecenteschi sono gli angeli che celebrano la Madonna nell'affresco principale.

La fusione di stili ed epoche artistiche diverse esalta la composizione che risulta di grande impatto visivo ed emotivo: un miracolo artistico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lemine e Almenno sono due toponimi della stessa realtà sociopolitica, due sinonimi.
  2. ^ Iscrizione sulla parte interna della facciata, sopra l'ingresso.
  3. ^ Il cartiglio è un ornamento costituito da una striscia di carta con un'iscrizione che funge da didascalia, spesso è retto da una figura.
  4. ^ Andrea Previtali, nato in Valle Imagna forse a Berbenno nel 1475, altri autori indicano il 1480, morì a Bergamo il 1528. Fu discepolo di Giovanni Bellini, come lui stesso spesso si firmò discipulus Ioannis Bellini.
  5. ^ Giovanni Cariani, il cui vero nome era Giovanni de' Busi, nacque a Fuipiano al Brembo il 1485 ca., morì a Venezia il 1547. Sentì l'influenza di Giovanni Bellini e di Giorgio Zorzi detto il Giorgione e successivamente di Palma il Vecchio e di Tiziano.
  6. ^ Sancta Maria e Iesus.
  7. ^ Gian Paolo Cavagna nacque a Bergamo attorno al 1550, morì il 20 maggio 1627 a Bergamo; frequentò la bottega di Cristoforo Baschenis il Vecchio. In molte sue pitture sono rilevanti le influenze del Tintoretto, dei Bassano e del Veronese filtrate dalla sua cultura lombarda e dalla vicinanza al Moroni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bortolo Belotti. Storia di Bergamo e dei bergamaschi. Bergamo, Bolis, 1959.
  • E. Fornoni. L'antica corte di Lemine, La Madonna del Castello. Bergamo, 1883.
  • Paolo Manzoni. Lemine dalle origini al XVII secolo. Comune di Almenno San Salvatore, 1988. BNI 90-5949.
  • A Rota. La madonna del Castello. Albino, Tipografia Breda & Carrara 1971. SBN SBL0356393.
  • Paolo Manzoni. Madonna del Castello: Almenno San Salvatore (Bergamo). Almenno S. Salvatore, Biblioteca comunale di Almenno S. Salvatore, 2001.
  • Madonna del Castello: Almenno. Almenno S. Bartolomeo, PressR3, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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