Santuario di Santa Caterina (Siena)
Coordinate: 43°19′13″N 11°19′46″E / 43.320268°N 11.329301°E
| Santuario di Santa Caterina | |
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Il portico dei Comuni d'Italia |
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| Paese | Italia |
| Regione | Toscana |
| Località | Siena |
| Religione | Cristiana cattolica di rito romano |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino |
| Stile architettonico | rinascimentale, barocco, neorinascimentale |
Il santuario di Santa Caterina si trova a Siena sulla Costa di Sant'Antonio. Il santuario incorpora l'antica dimora dei Benincasa, casa natale di Santa Caterina e si articola in vari portici, loggiati, chiese ed oratori.
Indice |
[modifica] I portici e i loggiati
Al complesso si accede dal neorinascimentale portico dei Comuni d'Italia, voluto dall'arcivescovo di Siena Marco Toccabelli per festeggiare la proclamazione di Santa Caterina a Patrona d'Italia da parte di papa Pio XII nel 1939, proclamazione chiesta a gran voce dall'arcivescovo stesso (l'evento è ricordato da una targa). Il portico riporta anche i busti dei vari papi che riconobbero la santità e l'importanza di Santa Caterina nella storia della chiesa. Questi includono Papa Pio II, che la proclamò santa nel 1461, Papa Pio XII, che la proclamò Patrona d'Italia nel 1939, Papa Paolo VI, che la nominò Dottore della Chiesa nel 1970, e Papa Giovanni Paolo II, che la proclamò Patrona d'Europa nel 1999.
Seguono due loggiati, di cui il più antico eretto nel 1530-1550 da Giovan Battista Pelori, allievo del più famoso Baldassarre Peruzzi.
[modifica] La chiesa del Crocifisso
Un portale immette nella seicentesca chiesa del Crocifisso che fu consacrata nel 1623. La chiesa ha pianta a croce latina e deriva il nome dal "Crocifisso" miracoloso dal quale Caterina ricevette le stimmate. Il crocifisso risale alla fine del XII secolo, è di scuola pisana ed era collocato in origine nella chiesa di Santa Cristina a Pisa, luogo ove la santa ricevette la stimmate nel 1375. Il crocifisso fu trasportato a Siena nel XVI secolo ed è ora collocato nell'altare maggiore entro una cornice con gli sportelli decorati.
La chiesa contiene varie tele seicentesche, dipinti da vari autori e raffiguranti scene della vita di Santa Caterina.
Nella chiesa è conservata anche una lampada votiva in bronzo voluta dalle madri dei soldati caduti nella seconda guerra mondiale. L'olio per alimentare la fiamma della lampada viene offerto ogni anno, in occasione di precise ricorrenze, da un Comune italiano o da un'Associazione.
[modifica] Gli oratori ricavati dalla casa
Di fronte all'entrata della Chiesa del Crocifisso si trova l'entrata dell'Oratorio della Cucina. Era in origine la cucina della famiglia Benincasa (famiglia della santa), fu utilizzato dai discepoli della santa come luogo di incontro e fu trasformato successivamente in oratorio di forme tardocinquecentesche. Conserva un pavimento maiolato, un soffitto a cassettoni, un coro ligneo e una ricca decorazione pittorica sulle pareti con scene della vita della Santa. Le tele sono di vari autori cinquecenteschi (Pietro Sorri, Alessandro Casolani, Francesco Vanni, Cristofano Roncalli, Bartolomeo Riccio), seicenteschi (Rutilio Manetti) e ottocenteschi (Pietro Aldi e Gaetano Marinelli). Sull'altare, sorto dove in origine si trovava il focolare della cucina, si trova una tavola con la Stimmate della Santa di Bernardino Fungai (1496).
Scendendo le scale dallo stesso loggiato si accede ad un altro oratorio con tele ottocentesche di Alessandro Franchi e Gaetano Marinelli, descriventi ancora scene della vita della santa. L'oratorio contiene sull'altare una tavola rafiggurante la Stimmate di Santa Caterina, di Giovanni di Benvenuto. Dall'interno dell'oratorio si può osservare il cubicolo in cui riposava Caterina. Qui si conservano varie reliquie ed è visibile sul pavimento la sporgenza in pietra usata dalla Santa come cuscino per dormire in terra. Dentro un armadio sono conservati molti ex voto e i libri con i nomi dei componenti l'Associazione Internazionale dei Caterinati.
Scendendo ancora le scale troviamo l'oratorio della Tintoria, officiato dalla Nobile Contrada dell'Oca. Si tratta di un locale corrispondente alla tintoria del padre di Caterina trasformata in chiesa nel 1465-1474, quando fu realizzata anche l'elegante facciata in mattoni e pietra serena che è rivolta sulla Via Santa Caterina (la facciata è stata tuttavia ripristinata nel 1877). In posizione adiacente è la sagrestia, con la quattrocentesca statua di Caterina di Neroccio di Bartolomeo de' Landi (1474) e le pareti completamente affrescate con episodi della vita della santa (XV e XVI secolo).
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