San Stino di Livenza
| San Stino di Livenza comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Luigino Moro (lista civica Livenza) dal 15/04/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°44′0″N 12°41′0″E / 45.73333°N 12.68333°ECoordinate: 45°44′0″N 12°41′0″E / 45.73333°N 12.68333°E | ||||
| Altitudine | 6 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 68,09 km² | ||||
| Abitanti | 13 088[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 192,22 ab./km² | ||||
| Frazioni | Biverone, Corbolone, La Salute di Livenza
Località: Bivio Triestina, Bosco, Ca' Cottoni, Ottava Presa, Sant'Alò |
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| Comuni confinanti | Annone Veneto, Caorle, Cessalto (TV), Concordia Sagittaria, Eraclea, Motta di Livenza (TV), Portogruaro, Torre di Mosto | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 30029, 30020 | ||||
| Prefisso | 0421 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 027036 | ||||
| Cod. catastale | I373 | ||||
| Targa | VE | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 649 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | sanstinesi | ||||
| Patrono | santo Stefano | ||||
| Giorno festivo | 26 dicembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di San Stino di Livenza nella provincia di Venezia |
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| Sito istituzionale | |||||
San Stino di Livenza (fino al 2011 Santo Stino di L.[3], San Stin in veneto[4]) è un comune di 13.129 abitanti[5] della provincia di Venezia in Veneto.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Il territorio comunale presenta una forma allungata che si sviluppa da nord-ovest a sud-est ed è delimitato dai corsi dei fiumi Livenza e Malgher. La posizione centrale nella pianura Veneta orientale, tra le cittadine di San Donà di Piave e Portogruaro, e una ben sviluppata rete viaria, permettono una ottimale fruizione dell'intero territorio e la possibilità di una veloce connessione con i maggiori centri culturali e commerciali (Venezia, Treviso, Pordenone) oltre ad un rapido raggiungimento delle località turistiche sia balneari (Caorle, Jesolo, Bibione) che alpine (Cansiglio, Piancavallo). Il casello dell’Autostrada A4 e la stazione ferroviaria consentono la possibilità di agevoli collegamenti con le grandi direttici europee. Altra via di comunicazione, utilizzata oramai prettamente solo per scopi turistico-ricreativi, è il fiume Livenza che, tranne brevi tratti, risulta navigabile dalla foce (a Caorle) fino a Pordenone (attraverso il Meduna). San Stino di Livenza, Corbolone e Località Bosco sono i centri residenziali situati nella parte settentrionale del territorio comunale; quest’area presenta aspetti morfologici tipici degli ambienti di pianura. Procedendo, invece, verso meridione e seguendo il corso del fiume Livenza, il paesaggio muta assumendo i tratti caratteristici delle aree bonificate, fra le quali la bonifica delle Sette Sorelle.
[modifica] Storia
[modifica] Il periodo romano
I primi segni di insediamenti abitati rinvenuti nel comune di San Stino risalgono all'epoca romana, quando il territorio, assai inospitale, era ricoperto a nord da foreste, mentre a sud si estendeva una zona di lagune che comprendeva tutta la costa veneto-friulana.
Sempre a nord transitava l'importantissima via Annia, che collegava Roma a Bisanzio. A questo riguardo, nel 1883 sono stati rinvenuti i resti di un ponte in pietra sul Livenza, a circa 150 metri di distanza dall'attuale ponte della Strada statale 14 della Venezia Giulia.
[modifica] I successivi sviluppi e il Medioevo
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476 d.C., le scorrerie dei barbari misero a ferro e fuoco l'entroterra, mentre le popolazioni che vivevano nelle aree lagunari riuscirono a sfuggire alle devastazioni, grazie all'inospitalità di quei territori. Fu proprio in questi luoghi che, nel V secolo d.C., su delle terre un po' più alte sul livello del mare, fu edificata la Pieve del Grumello, (una delle più antiche diocesi del vicino insediamento romano di Concordia Sagittaria), che si ritiene sorgesse nei pressi dell'attuale paesino di Sant'Alò. Più tardi si sviluppò un piccolo borgo attorno al monastero di San Pietro di Romadina, ubicato lungo il fiume Livenza, nel tratto di fronte il paese di Boccafossa.
Intorno al X secolo d.C. iniziò il ripopolamento dell’entroterra; nei pressi di un antico insediamento romano, venne costruito dalla famiglia dei da Prata il Castello, attorno al quale in seguito sorgerà l’abitato di San Stino di Livenza. Poco dopo, sotto l’influenza dei monaci di Sesto al Reghena, ebbe origine la “Villa di Corbolone”, dotata anche di strutture di difesa. Con la Bolla del 1186 si notificò il passaggio dei territori comunali di San Stino di Livenza, alla diocesi di Concordia Sagittaria.
Per un lungo periodo l’ubicazione di San Stino, lungo il fiume Livenza si dimostrò strategicamente importante, in quanto ai confini tra Venezia, il patriarcato di Aquileia, i domini trevigiani e quelli dei da Camino. Nel 1259 i da Prata cedettero ville e castelli, tra cui S. Stino e Corbolone, ai patriarchi di Aquileia. Questi non assunsero direttamente il potere, ma istituirono il capitanato di San Stino. Durante una delle numerose guerre tra il Patriarcato di Aquileia e la Repubblica di Venezia, nel 1387, il castello di San Stino fu affidato all'arcidiacono di Gorizia, Simone de' Gavardi, che compì diverse incursioni nei territori dei veneziani e si spinse fino a saccheggiare e incendiare il vicino paese di Caorle. La rappresaglia della Serenissima Repubblica fu altrettanto violenta e si concluse, nel 1388, con l'assalto e l'incendio del castello di San Stino.
In seguito, con l'annessione del Friuli alla Repubblica di Venezia, nel 1420, San Stino non fu più terra di confine, perse quindi la sua importanza strategica e il castello divenne la fastosa residenza della nobile famiglia veneziana degli Zeno. In questo periodo ricche famiglie di patrizi veneziani acquistarono le fertili terre della campagna sanstinese e in seguito costruirono le loro ricche e sontuose case dominicali. Nel 1514 a Corbolone venne edificata, dai maestri muratori Giorgio e Bernardino da Crema, la chiesa di San Marco, splendido scrigno che raccoglie importanti opere d'arte del Pordenone, del de' Pitati e del Diziani.
[modifica] Le gravi inondazioni del Livenza
Lungo tutto questo periodo la vita dei sanstinesi, oltre che dalle guerre e dalle epidemie, fu profondamente segnata soprattutto dalle disastrose esondazioni del fiume Livenza; nel 1766 d.C. nel territorio si potevano contare solamente 317 famiglie per un totale di 1731 persone. Dello stesso anno è l'edificazione di una chiesetta, a metà strada tra Biverone e Caorle, dedicata alla Madonna della Salute, e attorno alla quale in seguito si sviluppò un piccolo borgo che diventerà La Salute di Livenza. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, nel 1797, San Stino, con il Trattato di Campoformio, (1798), passò sotto il dominio austriaco e nel 1805, con il Trattato di Presburgo, finì a far parte del Regno d'Italia. Nel 1815, con il Congresso di Vienna, San Stino divenne parte del Regno Lombardo-Veneto.
Nel periodo successivo all'unità d'Italia furono effettuati i primi interventi sul corso del fiume Livenza con alcune rettifiche dell'alveo, ma soprattutto con la costruzione dei primi argini, con scopo di difendere il territorio dalle disastrose alluvioni. La I Guerra Mondiale vide ancora San Stino di Livenza direttamente interessata dagli eventi bellici quando, dopo la Disfatta di Caporetto, venne invasa dalle truppe austriache avanzate fino al fiume Piave. Tra le due guerre mondiali il Paese fu interessato dalla bonifica che strappò all’acquitrino più di 3000 ettari di terreno. La fatica dei braccianti, veri protagonisti dell’opera, è magistralmente raccontata dal poeta sanstinese Romano Pascutto.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Di seguito viene riportato l'elenco dei dieci gruppi più consistenti della popolazione straniera residente[6]:
| Pos. | Cittadinanza | Popolazione |
|---|---|---|
| 1 | 222 | |
| 2 | 193 | |
| 3 | 180 | |
| 3 | 170 | |
| 5 | 159 | |
| 6 | 71 | |
| 7 | 50 | |
| 8 | 42 | |
| 9 | 42 | |
| 10 | 41 |
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a San Stino di Livenza
- Romano Pascutto, sindaco dal 1975 al 1980, poeta dialettale di fama nazionale.
- Marcello Basso, politico
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Luigino Moro (lista civica Livenza) dal 15/04/2008 (2º mandato)
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 2003 | Marcello Basso | centrosinistra | Sindaco |
| 2003 | 2008 | Luigino Moro | Lista Civica Livenza L'Ulivo | Sindaco |
| 2008 | in carica | Luigino Moro | Lista Civica Livenza Partito Democratico | Sindaco |
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ La forma attuale, che riprende il veneto San Stin, è stata ufficializzata a seguito della deliberazione della Giunta Comunale N. 170 in data 10 novembre 2011 avente ad oggetto Atto ricognitivo della esatta denominazione del Comune di San Stino di Livenza ([1]). "San Stino" era comunque utilizzata da tempo anche livello istituzionale (si pensi ad esempio al sito del Comune, sanstino.it).
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 603.
- ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 30-09-2011 [2].
- ^ Sono stati omesse alcune minoranze meno consistenti: per l'elenco completo consultare Dati Istat al 31 dicembre 2009. URL consultato il 25 gennaio 2012.
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