Santo Sinodo in resistenza

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Santo Sinodo in resistenza
(GR) Ἐκκλησία τῆς Ἑλλάδος
Il monastero dei santi Cipriano e Giustina
Il monastero dei santi Cipriano e Giustina
Classificazione Ortodossa
Fondata 1924
Separata da Chiesa di Grecia
Diffusione Grecia
Rito bizantino
Calendario giuliano
Sede Monastero dei Santi Cipriano e Giustina
Forma di governo episcopale

Il Santo Sinodo in Resistenza era una chiesa ortodossa fondata in Grecia appartenente alle cosiddette "Chiese in Resistenza". Aveva sede presso il Monastero dei Santi Cipriano e Giustina in Filì, vicino ad Atene.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questo Sinodo si collega idealmente al movimento Florinita, così chiamato dal nome del Metropolita Crisostomo di Florina, uno dei Vescovi che si staccarono dal Santo Sinodo della Chiesa di Stato di Grecia al momento dell'introduzione del nuovo calendario detto "giuliano riformato", sostanzialmente identico al Calendario Gregoriano, per ispirazione del patriarca di Costantinopoli Melezio IV Metaxakis, che aveva convocato un Sinodo pan-ortodosso; a questo Sinodo, però, molte Chiese ortodosse non parteciparono, perché contrarie all'idea di grandi modifiche all'interno della tradizione ortodossa di quel patriarca. Infatti, molte di queste riforme non furono accettate nemmeno da chi era intervenuto e l'unica che passò fu la riforma del calendario avente lo scopo di avvicinare l'Ortodossia alle Chiese occidentali. L'appartenenza massonica di Melezio - pubblicata anche sul sito ufficiale della Gran Loggia di Grecia e quindi non più smentibile - lo portava ad una visione irenistica e relativistica della Chiesa. Il movimento che faceva capo a questo prelato adottò, tranne che per un momento difficile, una posizione moderata nei confronti della Chiesa di Grecia, riconoscendone la validità sacramentale e giustificando la sua separazione con lo scopo di ricondurre la Chiesa, che aveva sbagliato, a seguire l'errore di Melezio nella via della rettitudine ortodossa. Quando, dopo alterne vicende, sotto la presidenza di Crisostomo II, abbandonò la posizione moderata del fondatore, il Metropolita Cipriano abbandonò quel Sinodo, che lo condannò. Appellandosi per l'irregolarità della condanna alla Chiesa Russia fuori Frontiera, con loro in comunione, che riconobbe la palese nullità della condanna, fondò un nuovo Sinodo che mantenesse la tradizionale posizione moderata. Ne diede una giustificazione pubblicando le cosiddette "Tesi Ecclesiologiche", dove, richiamandosi alla dottrina della "colpa sanabile" di San Basilio il Grande, si sosteneva sia il diritto alla resistenza all'errore sulla base dei Canoni del Concilio Primo-Secondo, convocato e presieduto da San Fozio, sia il fatto che i resistenti non sono "La Chiesa di Grecia", né "La Chiesa di Grecia" è quella che era prima dell'errore e che, quindi, era necessario un Concilio, in cui si manifestasse il pentimento per l'errore e ritornare all'unione. Nel frattempo la Chiesa di Stato di Grecia non perse la Grazia Sacramentale e Crisostomo II non poté attribuirsi il titolo di "Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia" già detenuto dal Primate della Chiesa di Stato di Grecia. Sottolineò, inoltre, come l'errore fondamentale non fosse rappresentato dalla riforma del Calendario, quanto dal fatto che esso rappresentava un passo disastroso, facendo entrare la Grecia nel cosiddetto "Movimento Ecumenico", che relativizzava le verità della fede e della prassi tradizionale dell'Ortodossia, la quale è in perfetta continuità con gli Apostoli ed i Padri.

Situazione contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il Sinodo "dei Resistenti" ha oggi un Esarcato in America ed uno in Australia, una diocesi in Italia e consistenti missioni in Africa ed in Asia, oltre a presenze in vari paesi europei. La Diocesi Italiana si chiama "Diocesi di Luni ed Esarcato d'Italia" ed ha la sua sede presso il Monastero di San Serafino di Sarov a Pistoia. Presso lo stesso ha sede una facoltà di Teologia ed un Centro Interculturale. Si deve a questa realtà la fondazione della A.C.O. (Associazione dei Cristiani Ortodossi) in Italia - Giurisdizioni Tradizionali, Ente Morale di Religione e Culto riconosciuto con D.P.R. del 1998 e successivo del 2004 che rappresenta anche le Parrocchie della Chiesa Romena di Vecchio Stile, che ha alcune parrocchie in Italia.

Il 18 marzo 2014 il Santo Sinodo in resistenza si è unito alla Chiesa dei veri cristiani ortodossi di Grecia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]