Santarcangelo dei Teatri - Festival Internazionale del Teatro in Piazza

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Santarcangelo dei Teatri
Luogo Santarcangelo di Romagna
Anni 1971 - oggi
Fondato da Piero Patino
Date Luglio
Genere Teatro contemporaneo, Teatro di ricerca, teatrodanza
Sito ufficiale http://www.santarcangelofestival.com

Il Santarcangelo dei Teatri - Festival Internazionale del Teatro in Piazza è una delle più importanti manifestazioni teatrali d' Italia.

Nel tempo ebbe direttori autorevoli come Roberto Bacci, Ferruccio Merisi, Antonio Attisani e Leo de Berardinis.


Storia del Festival[modifica | modifica wikitesto]

Direzione artistica: Piero Patino[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione ebbe luogo nel 1971 sotto il nome di Festival Internazionale del Teatro in Piazza, sotto la direzione artistica del romano Piero Patino. La manifestazione trovò propulsione nelle istanze politiche legate al '68 e nel folklore locale. Il primo direttore del festival Piero Patino sosteneva e incitava: "Il teatro sgorga dalla collettività, per ritornare alla collettività", sottolineando così il carattere sociale e politico dell'arte scenica, in opposizione a un teatro che si fa "merce". Attorno al festival nascono fermenti nuovi, proposti e sostenuti assieme al direttore artistico dagli altri realizzatori Flavio Nicolini, Piersilverio Pozzi e dell'allora sindaco Romeo Donati che lo vollero indirizzare al "teatro propedeutico" e con "finalità educative", coinvolgendo subito la popolazione locale.

Vengono presentati in questi anni nomi come Dario Fo e Franca Rame, il Club Teatro, Giorgio Gaber, Giovanna Marini, Il Granteatro con Carlo Cecchi, La Maschera di Memè Perlini e la compagnia Il Cerchio diretta da Roberto De Simone, Lina Sastri, Teresa De Sio e Marco Messeri. Al fianco di questi nomi vengono messi gruppi teatrali nascenti: il Tascabile di Bergamo, il Teatro di Ventura, il Teatro delle Briciole, Attori e Tecnici, Mago Povero, Quelli di Grok e il Piccolo Teatro di Pontedera ed ospiti stranieri dall'Europa dell'est, dal Brasile e dagli Stati Uniti. In questi anni il festival fu coinvolto da Patino e dal pittore e poeta spagnolo Rafael Alberti in diverse iniziative a sfondo prettamente politico che videro la partecipazione di Isabel Allende e numerosi altri intellettuali. Ad Alberti e alla moglie Maria Teresa Leon Santarcangelo ha conferito nel 1974 la cittadinanza onoraria per meriti legati alla "lotta per la libertà dei popoli".

La direzione di Piero Patino durò fino al 1977.

Roberto Bacci, Antonio Attisani, Ferruccio Merisi[modifica | modifica wikitesto]

Con le direzioni di Roberto Bacci, Antonio Attisani, Ferruccio Merisi si fecero sempre più strada le posizioni invocate da Eugenio Barba nel 1976 di un Terzo Teatro.

I maestri di cui si nutre questo movimento sono Jerzy Grotowski, il Bread and Puppet e Julian Beck con il Living Theatre: Il punto di riferimento per tutti è Antonin Artaud. In quest' ottica il festival di Santarcangelo apre al teatro orientale che tanto ha ispirato il Terzo Teatro (teatro giapponese, balinese e indiano). Nasce il sodalizio fra Santarcangelo dei teatri, le compagnie teatrali che partecipano attivamente alla manifestazione e i professori del DAMS di Bologna che sostengono il festival. Fu inoltre fonte di particolare polemica la direzione di Antonio Attanasi che tentò di fare del festival un punto d' incontro fra generazioni, anche aprendo una zona di libero campeggio che divenne in seguito e per molti anni una peculiarità della manifestazione.

Tra gli artisti occidentali che portarono i propri spettacoli a Santarcangelo fra il 1978 e il 1983 vanno ricordati El Teatro Campesino, Augusto Boal, Iben Nagel Rasmussen, Yves Lebreton, Boleslav Polivka, e tra gli italiani il Teatro Potlach, Akroama, il Teatro degli Dei, il Tico Teatro con Danio Manfredini, il Carrozzone (poi Magazzini Criminali) e il Teatro dell'Arte Maranathà (alcuni dei quali passarono poi al Teatro delle Albe). Attisani poi invita, tra gli altri, Katzenmacher di Santagata e Morganti, il Teatro dell'Elfo, il Teatro Valdoca, Il Teatro Nucleo, il Kismet, la Banda Osiris, Osmego Dnia, e molti artisti dagli States come Laurie Anderson, ma anche dalla Francia, e da Gran Bretagna, Portogallo, Argentina.

Direzione artistica: Roberto Bacci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 la direzione viene affidata a Roberto Bacci per cinque anni. La prima edizione di questo quinquennio viene intitolata provocatoriamente "L'ultimo festival di Santarcangelo".

Il nuovo periodo si apre con una forte polemica sull' identità e il futuro del festival. È in questi anni che nasce il nome "Santarcangelo dei Teatri" per dar slancio e forza ad un'attività annuale che esca dalla manifestazione estiva e che dia forza a nuove possibilità e progettualità. Si rafforza così un nucleo di intellettuali, docenti e personalità della cultura tra cui Claudio Meldolesi, Ferdinando Taviani, Piero Meldini, Raimondo Guarino, Piergiorgio Giacché.

In questi anni trovano spazio nella programmazione del festival alcuni nuovi gruppi italiani, avulsi dal Terzo Teatro e portatori di nuovi linguaggi. Passano di qui Odin Teatret, Akademia Ruchu, Teatro Nucleo e Teatro Potlach, compaiono Societas Raffaello Sanzio e i già nominati Teatro Valdoca e Albe, Parco Butterfly (Compagnia Virgilio Sieni Danza), Enzo Cosimi, Marcido Marcidoris, Thierry Salmon con le sue memorabili Troiane, il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller, e poi Ariane Mnouchkine, Manoel De Oliveira, Leo de Berardinis, Mario Martone, il circo equestre Zingaro, Silvio Castiglioni, Raul Ruiz, Robledo Delbono, Jerzy Stuhr, Judith Malina e Jerzi Grotowski e i Magazzini Criminali, autori di uno storico Genet a Tangeri nella location del macello di Riccione, dove l'atto della macellazione di un cavallo, era stato inserito nello spettacolo. L' evento susciterà un forte dibattito che vedrà scendere in campo intellettuali e artisti tra cui Enzo Biagi, Giorgio Albertazzi, Ugo Volli, Dario Fo, Franco Quadri, Carlo Infante, Ferdinando Taviani e Antonio Attisani.

Nel 1989 la direzione del festival viene affidata per cinque anni ad Antonio Attisani.

Direzione artistica: Antonio Attisani[modifica | modifica wikitesto]

La direzione dei successivi cinque anni viene presa in mano da Antonio Attisani, che dopo le polemiche succedute alla sua prima direzione, intitola il festival "Luoghi d'intesa". Il suo approccio, più teorico rispetto ai direttori precedenti, permette al festival di ampliare sguardo e proposte. Il proposito è quello di aprire canali di scambio dal Teatro di ricerca a diversi linguaggi contemporanei favorendo nuovi e inaspettati incontri. La svolta crea di nuovo polemiche, ma determinerà comunque una linea forte negli anni successivi con festival dai titoli emblematici come: "Lavori in corso", "Lavoro d'arte comune", "Teatro per bande e predatori solitari", "Voci umane sempre presenti", "Santarcangelo dei teatri d'Europa".

Il festival del 1989 vede in programmazione Kazuo Ohno, Giovanni Testori e Franco Branciaroli sono affiancati a Diamanda Galas, Danio Manfredini ai Laibach. Teatro comico con Daniele Luttazzi e l'Archivolto (di cui facevano parte Maurizio Crozza e Marcello Cesena), ma anche teatro per ragazzi, danza e performance.

Negli anni successivi Théâtre du Radeau e i monaci tibetani, Remondi e Caporossi e César Brie, i concerti rap delle posse italiane anni '90 e Leo Bassi, Valére Novarina e le parate della Mutoid Waste Company, il cyberpunk della rivista della Shake edizioni Decoder e il Teatro delle Albe, Masque Teatro, Andrea Adriatico con :riflessi e il Velemir Teatro di Claudio Misculin, e poi Tam Teatromusica, Kismet, Valter Malosti col Teatro di Dioniso, Alfieri Mago Povero, Giardini Pensili, Marcello Sambati, Franco Scaldati. Vi sarà inoltre nel 1993 invernale del festival con dedica alla Sarajevo martoriata dal conflitto etnico.

Le produzioni ufficiali del festival negli anni della direzione artistica di Attisani sono: "Corvi di luna" di Marco Baliani (1989), "Coro" di Remondi e Caporossi (1990), "Leggenda" di Remondi e Caporossi (1991), "oplà. noi viviamo" di Andrea Adriatico (1992) e "La voce umana" di Andrea Adriatico (1993).

Direzione artistica: Leo de Berardinis[modifica | modifica wikitesto]

Con la direzione di Leo de Berardinis, che inizia nel 1994 nascono i quaderni di Santarcangelo che, diretti da Gianni Manzella, raccolgono interventi teorici in chiave etica ed estetica sul teatro contemporaneo di artisti, tra i quali, il codirettore del festival Silvio Castiglioni, così come di studiosi e critici quali Laura Mariani, Claudio Meldolesi, Renata Molinari, Stefania Chinzari e Oliviero Ponte di Pino. Compare in quegli anni l'articolo del direttore che si intitolava "Riaprire il pianoforte di Cage": Ci si riferiva ad un concerto di John Cage durante il quale questi si limitò a sedersi davanti al piano e a chiudere il coperchio della tastiera. In questo articolo in cui si dichiarano intenti di continuità con le precedenti impostazioni del festival, acquista un'importanza fondamentale la relazione con lo spettatore.

Si intensificano Laboratori, seminari, incontri, convegni e viene più volte usata la pratica delle prove aperte e degli studi. Un occhio particolare viene rivolto verso un "teatro pubblico popolare", ad una ricerca testuale che percorre le lingue e i dialetti, alla figura dell'attore-autore e si apre al Teatro-danza.

I protagonisti sono in questi anni Enzo Moscato, Claudio Morganti, Alfonso Santagata, Giorgio Barberio Corsetti, Moni Ovadia, Sanjukta Panigrahi, Giovanna Marini, Antonello Salis, Steve Lacy, il flamenco, Ivano Marescotti, che interpreta il primo testo teatrale di Raffaello Baldini, Marco Baliani, il Kismet, Judith Malina che con Lorenza Zambon per la compagnia Alfieri interpreta Doris Lessing, mentre trovano conferma Albe, Valdoca, Societas Raffaello Sanzio, e per la danza Sosta Palmizi, Enzo Pezzella, Enzo Cosimi, Virgilio Sieni, Solari Vanzi. Negli anni di de Berardinis si affacciano a Santarcangelo gli artisti dell' allora nuovo teatro italiano da Motus a Teatrino Clandestino, da Fanny & Alexander all'Impasto poi Libera mente, La Nuova Complesso Camerata e altri.

Leo de Berardinis lascerà la direzione del festival nel 1997 a Silvio Castiglioni.

Direzione artistica: Silvio Castiglioni[modifica | modifica wikitesto]

Silvio Castiglioni, fu attore e cofondatore assieme a Merisi del Teatro della Ventura, quindi in perfetta sintonia con le linee fino a questo punto assunte. In questi anni nasce per favorire un rapporto con gli operatori internazionali, il "Quotidiano del festival" creato dal direttore del festival, in collaborazione con il giornalista Massimo Marino che lo coordina, e diretto dal solito Gianni Manzella.

In questi anni la selezione di artisti va da Leo de Berardinis a Giuliano Scabia, da Sotigui Kouyaté a Hideo Kanze, da Rézo Gabriadzé a Massimo Schuster, da Franco Scaldati a Mimmo Cuticchio, Claudio Morganti e Alfonso Santagata, fino alla Compagnia Pippo Delbono e a Marcido Marcidoris, Tam Teatromusica, Teatro delle Briciole e Raffaella Giordano. Ma nelle proposte ci sono ancora I Magazzini e i gruppi emilianoromagnoli, punta di diamante della ricerca e parte integrante della storia del festival: Socìetas Raffaello Sanzio, Teatro Valdoca e Teatro delle Albe, cui si aggiungono oggi nuove identità artistiche forti come Motus, Fanny & Alexander, Teatrino Clandestino e L'Impasto. Ma ancora più folte sono le realtà emergenti come Spiro Scimone, Libera mente, Babbaluck, Agar, Teatro del Lemming, Accademia degli artefatti, Domenico Castaldo. In questi anni viene anche presentato e promosso all' interno del festival il Premio Scenario.

Silvio Castiglioni abbandona la direzione del festival nel 2001.

Direzione artistica: Olivier Bouin[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 il festival viene condotto da Olivier Bouin, che in precedenza era addetto culturale all' ambasciata francese a Roma. Sotto la sua direzione il festival cambia nome in Santarcangelo, festival des Arts.

Nel 2008, tre mesi prima del festival, Olivier Bouin dà le dimissioni in seguito a dissapori con le amministrazione locali.[1] Dopo un anno di transizione in cui la direzione artistica viene presa da Sandro Pascucci, viene promosso un triennio in cui la direzione artistica viene messa in mano agli artisti. Questi sono Chiara Guidi della Societas Raffaello Sanzio, Enrico Casagrande dei Motus e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe. Il sottotitolo di questo triennio sarà potere senza potere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ guide.supereva.it - Terremoto ai vertici del festival di Santarcangelo di Guglielmo Speranza

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I quaderni di Santarcangelo - (coedizione Santarcangelo dei teatri/Maggioli Editore 1994)
  • I quaderni di Santarcangelo - (coedizione Santarcangelo dei teatri/Maggioli Editore 1995)
  • La città dentro il teatro. Santarcangelo di Romagna, Festival internazionale del teatro in piazza, luglio 1978, Cappelli editore, 1979
  • Una storia meravigliosa. Il Festival del teatro in piazza di Santarcangelo di Giannini Rita, Sapignoli editore, 1993.
  • Un festival in movimento – documentario di Stefano Bisulli, 2010
  • Festival di Santarcangelo – special tv a cura di Michele Sancisi, 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]