Santa Cristina d'Aspromonte

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Santa Cristina d'Aspromonte
comune
Santa Cristina d'Aspromonte – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Carmela Madaffari (lista civica) dal 26-05-2014
Territorio
Coordinate 38°15′00″N 15°58′00″E / 38.25°N 15.966667°E38.25; 15.966667 (Santa Cristina d'Aspromonte)Coordinate: 38°15′00″N 15°58′00″E / 38.25°N 15.966667°E38.25; 15.966667 (Santa Cristina d'Aspromonte)
Altitudine 514 m s.l.m.
Superficie 23 km²
Abitanti 994[1] (30-11-2012)
Densità 43,22 ab./km²
Comuni confinanti Careri, Cosoleto, Oppido Mamertina, Platì, San Luca, Scido
Altre informazioni
Cod. postale 89056
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080078
Cod. catastale I176
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti cristinesi
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Cristina d'Aspromonte
Posizione del comune di Santa Cristina d'Aspromonte all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Santa Cristina d'Aspromonte all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Santa Cristina d'Aspromonte è un comune della provincia di Reggio Calabria con 977 abitanti (al 31.12.2013), è attraversato dalla sp 2 ex s.s. 112 che parte da Bagnara e continua a salire inerpicandosi tortuosamente sugli altipiani dello Zillastro aspromontano. Le cartoline si rincorrono, una più suggestiva dell’altra. Alle spalle la Piana di Gioia Tauro, il maestoso porto, il mar Tirreno e le isole Eolie. Davanti le vette, la maestosità della roccia. Quadri in movimento in cui secolari e nodosi ulivi ad alto fusto cedono il passo ai pini, abeti bianchi e faggi. Caleidoscopio di una natura incontaminata in cui è bello tuffarsi e perdersi, almeno per un attimo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Ai piedi di Zervò e dello Zillastro, è il paese più interno dell’Aspromonte settentrionale ( 513 metri slm.). Ha una superficie territoriale di 23,06 km² e confina con i comuni di Careri, Cosoleto, Oppido Mamertina, Platì, S. Luca, Scido. Dista 70 Km dal capoluogo Reggio Calabria.

VETTE Monte Scorda ( m 1572 ), Cucuzzolo del Diavolo o “Puntuni du diavulu” (m 700)

CORSI D’ACQUA Fiumara Lago, torrente Calivi

POPOLAZIONE (31.12.2010) 1056 abitanti, di cui 524 maschi e 532 femmine. Le famiglie residenti sono 474. Gli abitanti sono detti Cristinesi (in dialetto Cristinoti)

Storia[modifica | modifica sorgente]

È stato chiamato soltanto Santa Cristina fino al regio decreto dell’8 maggio 1864 (la specificazione “ d’Aspromonte” fu aggiunta per distinguerlo da altri centri che portavano lo stesso nome). Il toponimo è di origine agionimica e risulta attestato in una serie di documenti. Il più antico, in greco, è del X secolo, “Αγία Κρίστίνα”, poi “εκ την Αγίαν Κρίστίνα” (anno 1188) e “Clerici S.Christine” (anno 1325).

Secondo alcuni potrebbe derivare dal nome dell’antico castello che si trova menzionato nella vita di S. Elia il Giovane il quale, pare, vi abbia dimorato per un certo periodo (forse alla fine del IX secolo). Questa ipotesi porta ad argomentare che un primitivo insediamento esistesse già prime di questa epoca. Il maniero, che aveva funzioni difensive, fu espugnato nel corso delle lotte tra Aragonesi e Angioini. Il borgo nel Medioevo faceva parte del feudo dei Ruffo. Nel 1466, però i Ruffo subirono il sequestro da parte di re Ferrante, a causa della loro adesione alla ribellione di Antonio Centelles, marchese di Crotone.

Santa Cristina passò quindi al regio demanio sino al 1841, quando fu ceduta a titolo vitalizio a Florio Rovarello, cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano. Poco dopo, però, a causa del dissesto finanziario della Corte, re Ferrante la vendette per 2000 ducati ai nipoti dello stesso, Antonio e Geronimo Rovarello. Con la discesa di Carlo VIII, i Ruffo riuscirono a riottenere i loro feudi grazie al loro sostegno al monarca francese. Con il ritorno degli Aragona al potere anche queste concessioni vennero annullate.

Successivamente Giovanni Ruffo riuscì a riprendersi solo Sinopoli, tra tutti i suoi possedimenti confiscati. Santa Cristina passò quindi, intorno al 1495, agli Spinelli nella persona di Carlo I (furono prima duca di Seminara e primo principe di Cariati). Gli Spinelli vi incardinarono anche il titolo di conti. Rimasero fino al 1806. Casali di Santa Cristina furono Pedavoli, Paracorio, Cozzapodine, Santa Giorgia, Lubrichi, Scido e Sitizano.

Nel 1783 fu violentemente colpita dal terremoto, tristemente noto con il nome di “flagello”, che fece molte vittime, provocò il crollo di gran parte del paese (compreso il castello, il convento dei Minori Osservanti e diverse chiese tra cui quelle di Santa Maria della Porta, la Matrice Protopapale di San Nicola di Mira, lo Santo Spirito, Santa Cristina, San Rocco, San Sebastiano e l’Assunta) e un’epidemia che causò altri morti. Gli abitanti superstiti furono costretti ad abbandonare le proprie case e a riedificare la cittadina più in alto, nella località S. Lorenzo della sconfitta (l’odierno sito), su una proprietà della famiglia Mazzapica (questa era arrivata nel 1495 al seguito del principe Spinelli). Santa Cristina diventò comune autonomo nel 1811, con il riordino amministrativo che le attribuì le frazioni (già casali) di Lubrichi, Scido e Santa Giorgia.

Nel 1837 perse questi ultimi due villaggi che andarono a costituire il comune di Scido. Precedentemente (nel 1811) perse anche i casali di Pedavoli e Paracorio (oggi Delianuova).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.