Santa Anatolia (Borgorose)

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Santa Anatolia
frazione
Santa Anatolia – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Comune Borgorose-Stemma.png Borgorose
Territorio
Coordinate 42°09′57.87″N 13°17′25.06″E / 42.166075°N 13.290294°E42.166075; 13.290294 (Santa Anatolia)Coordinate: 42°09′57.87″N 13°17′25.06″E / 42.166075°N 13.290294°E42.166075; 13.290294 (Santa Anatolia)
Altitudine 751 m s.l.m.
Abitanti 385[1]
Altre informazioni
Cod. postale 02021
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti santanatoliesi
Patrono santa Anatolia
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Anatolia

Santa Anatolia è una frazione del comune di Borgorose, in provincia di Rieti nell'alto Cicolano (Lazio), situata ai piedi delle Montagne della Duchessa e del Monte Velino, alle sue origini ubicata su di un colle denominato Noce di Cristo che domina la vallata detta ncantu Riu (accanto al Rio), nome dato dal rigagnolo che dalla antica fonte abbeveratoio scorreva fino alla vicina valle del fiume Salto.

Sorta intorno all'anno mille, nelle vicinanze delle antiche rovine della città romana di Tora (Tiora Matiene), si è sviluppata sul colle e solo dopo il terremoto del 1915 si è dato inizio alla costruzione della parte bassa del paese ('u paese abballe) intorno al Santuario dedicato alla Santa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Sita vicino alla città di Alba Fucens, ricca di storia d'età romana e medioevale, Santa Anatolia è un villaggio abitato fin dalle origini da contadini e pastori. Come altri centri limitrofi, negli ultimi decenni, ha subito uno spopolamento dovuto alla carenza di risorse locali e, di conseguenza, alle scarse opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Tutto ciò ha contribuito ad una forte emigrazione delle nuove generazioni verso centri più grandi, la vicina Avezzano, Rieti, L'Aquila e Roma.

Il villaggio si risveglia in estate, quando molti rientrano per passare le vacanze nel paese natio. L'aria salubre, la tranquillità del paesaggio, le fresche serate alleviano la stanchezza e lo stress accumulati in un anno di lavoro nel caos delle grandi città. In occasione della festa annuale del 9 e 10 luglio dedicata a Santa Anatolia V.M., il paese sembra rivivere i fasti di un tempo, pellegrini che arrivano dalle vicine province ripopolano le strade approfittando dell'occasione per visitare la fiera, una volta più fastosa e ricca, che si tiene nei giorni di festeggiamento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il terremoto del 1915 segnò la fine del villaggio antico di Santa Anatolia. Per circa dieci anni i sopravvissuti vissero per lo più in baracche poste nella valle "Cantu Riu" ('ncantu u riu) finché il comune non ricostruì le abitazioni. Sia nella zona alta che nella zona bassa del paese sorsero case antisismiche che diedero vita agli attuali rioni "dejiu Ruscioje", "della Madonna Addolorata" e lungo la via Equicola "dajiu Capu Croce" salendo adiacenti al Santuario, dando la possibilità alla popolazione di tornare a vivere in abitazioni decorose.

Le case antiche, ruderi del terremoto, vennero dichiarate inagibili e per ricostruirle i proprietari furono costretti ad abbatterle o a ricorrere a ristrutturazioni poco fedeli alle architetture originali. Sono poche le abitazioni che si salvarono ed oggi sono ancora riconoscibili lungo la strada principale di San Nicola che porta alla chiesa parrocchiale. Altre si possono ammirare lungo la vecchia via Vittorio Emanuele che dalla piazza scende fino 'Ajiu Terrone' dove troviamo il vecchio Palazzo Placidi e le costruzioni del cosiddetto rione delle 'Stalli Scure', unico scorcio del paese medievale dove è possibile vedere ancora, incastonati nelle vecchie costruzioni, i cantoni in pietra che facevano da sostegno ad una delle porte di accesso al paese stesso.

Dopo la seconda guerra mondiale si diede inizio ad un'ulteriore ricostruzione del paese dando origine ai rioni "dell'Ara 'eji Santi" e "dejiu Quarticciolo" e la conseguente possibilità alla popolazione, che per via dei bombardamenti aveva avuto le abitazioni distrutte e costretta a vivere in baracche di legno, di tornare a vivere una vita normale.

Il 15 aprile 2012 una presunta lacrimazione della statua della Madonna all'interno della chiesa dedicata alla santa protettrice fa gridare al miracolo, tuttora sono in corso ispezioni canoniche per accertarne l'attendibilità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ circa

A Santa Anatolia nacque nel 1914 il famoso alpinista Gigi Panei che divenne Guida Alpina del Monte Bianco e istruttore di sci. Arrampicò insieme a Giusto Gervasutti,Walter Bonatti e altri grandi alpinisti dell'epoca compiendo molte imprese. Morì nel 1967 sotto una valanga.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]