Santa ('Ndrangheta)

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Le cariche nella gestione di un Locale che ha una Società Maggiore e Minore detta anche Società

La Santa o Società maggiore è un'organizzazione malavitosa, secondo le confessioni dei pentiti, nata a metà degli anni settanta in seno alla 'Ndrangheta. Chi fa parte di questa associazione viene chiamato santista, ed è uno degli ultimi gradi della gerarchia calabrese. I santisti delle varie locali si pensa si riuniscano annualmente ad Africo.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Girolamo Piromalli

Nacque a metà degli anni settanta del XX secolo, con l'esigenza di dover conferire con uomini non appartenenti alla 'Ndrangheta per poter meglio gestire gli affari illeciti e avere accesso al potere. Per arrivare ai livelli alti del potere bisognava avere come tramite gli appartenenti alla massoneria che spesso non erano affidabili. Il pentito Gaetano Costa afferma che fu don Mommo Piromalli a introdurre la regola che chi fosse santista poteva avere contatti anche con la massoneria. Si ebbero però ben presto disaccordi, soprattutto da parte di don Antonio Macrì e don Mico Tripodo, per il fatto che il "Santista" poteva tradire la propria 'ndrina per salvare l'organizzazione santista. Il pentito Lauro però affermò che lo stesso Macrì fosse un massone. All'inizio l'associazione poteva essere composta solo da 33 elementi, ma per le richieste pressanti di molti 'ndranghetisti il numero fu incrementato fino a far creare, per i troppi appartenenti, un grado superiore il Vangelo, di cui parla anche Pino Scriva.

Nel giugno 1987, viene ritrovato a Pellaro a casa dello ndraghetista Giuseppe Chilà il primo codice riguardante i riti della Santa[1]. Nel 1992 dopo loperazione Olimpia si ebbero maggiori informazioni, si scoprirono le persone che fecero accedere i santisti nella massoneria calabrese: il notaio Pietro Marrapodi, Pasquale Modafferi e il capo-loggia Cosimo Zaccone[2].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

In precedenza potevano essere massimo 33, ma col tempo ne furono accettati anche di più. Chi appartiene alla Santa può avere contatti con persone non affiliate e che hanno prestato giuramento ad altri corpi come: carabinieri, politici, magistratura e soprattutto con la massoneria[3]. La Santa inoltre possiede regole diverse da quella consuete alla 'Ndrangheta: infatti per formare un'organizzazione di Santa o Società maggiore all'interno di una locale servono almeno 7 persone col grado di santista.

Le doti della Società maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Doti in ordine di valore dal più basso al più alto di chi appartiene alla Società maggiore[4][5]:

  • Santa
  • Vangelo
  • Quartino e trequartino
  • Padrino o Quintino
  • Crociata (scoperta nel 2010)
  • Stella (scoperta nel 2010)
  • Bartolo (scoperta nel 2010)
  • Mammasantissima o Mamma (scoperta nel 2010)
  • Infinito (scoperta nel 2010)
  • Conte Ugolino (scoperta nel 2010)

Protettori e segni di riconoscimento[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Mazzini, uno dei 3 protettori della Santa

Nella Santa potevano essere ammessi i giovani e ambiziosi esponenti delle cosche, smaniosi di rompere le catene dei vecchi vincoli della società di sgarro e di misurarsi con il mondo esterno, che offriva infinite possibilità di inserimento, di arricchimento, di gratificazione. Due sono gli elementi che appaiono decisivi. Il primo è costituito dall’impegno assunto dai santisti di “rinnegare la società di sgarro”. Dunque le vecchie regole, ancora valide per tutti i “comuni” mafiosi, non valgono più per la nuova élite della 'ndrangheta. Come detto i Santisti possono entrare in contatto con uomini politici, forze dell'ordine, avvocati Ne risulta che l’infamità non rappresenta più uno sbarramento invalicabile, può essere aggirata e superata in vista dei vantaggi che la rete dei contatti non più preclusi può assicurare. Il secondo importante elemento è costituito dalla “terna” dei personaggi di riferimento prescelti per l’organizzazione della “Santa”. Non più gli Arcangeli della società di sgarro – Osso, Mastrosso e Carcagnosso - ma personaggi storici, ben noti nella tradizione culturale e politica italiana: Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Alfonso La Marmora. Come va spiegato allora un richiamo così solenne ed esplicito a tali personaggi? Qual è il messaggio che attraverso tale indicazione si vuole mandare al popolo della ‘ndrangheta? La risposta è chiara se si osserva come Garibaldi, Lamarmora, Mazzini erano tutti e tre appartenenti a logge massoniche, per di più in posizioni di vertice.[6] Si spiega così la loro adozione come punti di riferimento da parte della Santa. Il santista viene riconosciuto da una croce grande pochi millimetri fatta con una lama su una spalla.

Riti[modifica | modifica wikitesto]

Formula riguardante il santista[modifica | modifica wikitesto]

D: Quando è nato il primo santista?
R: è nato il giorno della nascita del nostro santo Cristo
D: Quando è stato santizzato il primo santista?
R: Il 25 dicembre quando il santo Cristo è nato io sono stato santizzato
D: per mezzo di che cosa dimostrate di essere un santista?
R: per mezzo di una croce dietro la spalla destra[7].

Il rito della chiave d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Garibaldi

Uno sgarrista, massimo grado della società minore che vuole passare alla società maggiore cioè la Santa riceve idealmente la cosiddetta chiave d'oro e attende il benestare della società maggiore di San Luca. Questo periodo di attesa è detto Santa del Purgatorio. La chiave viene così restituita in una riunione di santisti. La tradizione vuole che questa chiave si trovi in fondo al mare e possa essere prelevata solo da santisti[8]

Formula di concessione della dote di Santa[modifica | modifica wikitesto]

Giuro di portare sempre con me questa boccetta di veleno e se per disgrazia dovrei tradire questi nuovi fratelli di Santa di avvelenarmi con le mie stesse mani[9].

Giuro su questa arma e di fronte a questi nuovi fratelli di Santa di rinnegare la società di Sgarro e qualsiasi organizzazione e fare parte alla santa corona e dividere sorte e vita con questi nuovi fratelli[10].

Riti di riunione[modifica | modifica wikitesto]

Formazione della società di santa:

« 
Capo società: Capo santista

Tutti: Assemblea santisti
Capo società: Saggi fratelli buon giorno per ogni giorno, santa sera per i santisti, siete conformi?
Tutti: Su di che?
Capo società: Per formare società di Santa
Tutti: Conformissimi
Capo società: In questa santa notte sotto lo splendore delle stelle e della luna che abbraccia tutta la destra de santisti si forma e si riforma società sacra segreta con parole di uomo e parole d'omertà è formata la trinità, la società.
 »

([11])

Notizie ante litteram[modifica | modifica wikitesto]

Le prime informazioni su una organizzazione chiamata "Santa" in Calabria si hanno nel reggino nel luglio del 1969, quando ne vengono arrestati i componenti capeggiati dal capobastone di Santa Caterina Oreste Sammarco. La notizia fu data da Franco Lefevre e Mino Monicelli per L'espresso.

Locali in cui c'è una Santa[modifica | modifica wikitesto]

Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere aggiornata.
  • Locale di Africo[12]
  • Locale di Bova[12]
  • Locale di Gioia Tauro[12]
  • Locale di Gioiosa Jonica[12]
  • Locale di Palmi[12]
  • Locale di Platì[12]
  • Locale di Reggio Calabria[12]
  • Locale di Rosarno[12]
  • Locale di San Luca[12]
  • Locale di Sinopoli[12]

Santisti di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Quartino, Trequartino e Padrino[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della Società maggiore Si è a conoscenza di doti superiore a quella di Vangelo ma di cui non si hanno ancora le idee ben chiare come testimoniano le operazioni Infinito, Crimine e Minotauro[13]. In ordine dalla più bassa alla più alta: Quartino ,Trequartino e Padrino[5][14] (o quintino)[13]. Il capo locale di Natile di Careri a Torino aveva una dote di padrino[13]. Secondo il pentito Iannò appartenente al Locale di Gallico, santista e poi braccio destro di Pasquale Condello fino alla seconda guerra di 'Ndrangheta esistevano i gradi di Vangelo, e trequartino e solo dagli anni novanta si è aggiunto il quartino.[15] Secondo il pentito Fonte la dote di quartino e trequartino vennero create "...per comodità di alcuni personaggi che volevano rimanere particolarmente segreti"[16]. Si sa che il trequartino si differenzia dal vangelista per una croce sulla spalla destra[17].

Riti per la dote di Trequartino, Quartino e Padrino[modifica | modifica wikitesto]

  • Quartino:
« A nome del principe russo, conte leonardo e fiorentino di Spagna, con spada e spadino è formato il Quartino »
([18])
  • Trequartino:
« A nome di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, giuro sulla punta dello spadino, hanno formato il Trequartino". »
([18])
  • Padrino:
« A nome del principe russo, conte leonardo e fiorentino di Spagna, con spada e spadino è formato il Padrino »
([19])

Crociata, Stella, Bartolo, Mammasantissima, Infinito e Conte Ugolino[modifica | modifica wikitesto]

Dalle intercettazioni delle ultime operazioni Crimine e Infinito si viene a conoscenza di ulteriori doti assegnabili ad un affiliato che abbia almeno la dote di padrino[4]. Le dote in ordine crescente sono:

  • Crociata
  • Stella
  • Bartolo
  • Mammasantissima o Mamma
  • Infinito
  • Conte Ugolino

Dalle intercettazioni emerge che Conte Ugolino sarebbe la dote più alta[5][20].

Si ricava dalle intercettazione che Pasquale Oppedisano (nipote di Domenico Oppedisano) avrebbe la dote di Stella[21] e Santo Caridi la dote di Crociata (conferitagli tra il 7 novembre e il 19 dicembre 2008)[22].

Associazione[modifica | modifica wikitesto]

Esisterebbe inoltre la dote di associazione o Società, però mai menzionata nell'Operazione Crimine del 2010, ma nominata dal pentito Rocco Varacalli nell'operazione Minotauro come dote di alcuni affiliati in Piemonte[23]. Essa viene dalla terminologia giuridica: associazione a delinquere ed è dedicata ai capi che sono ai vertici dell'organizzazione[24] Attualmente (2007) ci sarebbero solo 7 persone con la dote di associazione tra cui: Domenico Tegano e Antonio Papalia[25].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enzo Ciconte, Australian 'ndrangheta, Cosenza, Rubbettino Editore, p.89.
  2. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, cap.5, ISBN 88-8101-373-8.
  3. ^ ndrangheta massoneria e la rivolta dei boia chi molla. URL consultato il Youtube.
  4. ^ a b Enzo Ciconte, 'Ndrangheta padana, Rubbettino editore, 2010, p105-106, ISBN 978-88-498-2840-5.
  5. ^ a b c Ordinanza Crimine del 2010, p.448
  6. ^ p34, Relazione della Commissione parlamentare sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa di On. Francesco Forgione
  7. ^ Enzo Ciconte, Australian 'ndrangheta, Cosenza, Rubbettino Editore, p.93.
  8. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p172, ISBN 88-8101-373-8.
  9. ^ Enzo Ciconte, Australian 'ndrangheta, Cosenza, Rubbettino Editore, p.92.
  10. ^ Enzo Ciconte, Australian 'ndrangheta, Cosenza, Rubbettino Editore, p.91.
  11. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p253, ISBN 88-8101-373-8.
  12. ^ a b c d e f g h i j Fratelli di Sangue di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Luigi Pellegrini Editore
  13. ^ a b c Operazione Minotauro Parte I. URL consultato l'8 giugno 2013.
  14. ^ Ciconte, 2010
  15. ^ Santa, Vangelo, Quartino e Trequartino di Lucio Musolino, Calabria Ora del 27 novembre 2008
  16. ^ Gratteri, 2007
  17. ^ Gratteri, 2007
  18. ^ a b Ordinanza Crimine del 2010, p.499
  19. ^ Ordinanza Crimine del 2010, p.498
  20. ^ In Lombardia la cassaforte delle cosche in Avvenire.it. URL consultato il 22 novembre 2010.
  21. ^ Ordinanza Crimine del 2010, p.520
  22. ^ Ordinanza Crimine del 2010, p.543
  23. ^ http://cuorgne.liberapiemonte.it/files/2012/08/MINOTAURO_Parte_I.pdf Minotauro Parte I
  24. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p256-257, ISBN 88-8101-373-8.
  25. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p75, ISBN 88-8101-373-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]