Orso di Ravenna

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Sant'Orso di Ravenna
Sant-orso-basilica-classe.jpg

Vescovo

Morte 13 aprile 412
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 13 aprile
Patrono di Pellicciai e conciatori
Orso
vescovo della Chiesa cattolica
Incarichi ricoperti Vescovo di Ravenna
Consacrato vescovo ante 402
Deceduto 412 a Ravenna

Orso (latino: Ursus; ... – 412) è stato un vescovo romano. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Esistono solamente due dati certi sulla sua esistenza: 1) Era già vescovo quando Ravenna fu nominata capitale dell'Impero romano; 2) Nell'anno in cui Orso morì, la Pasqua cadeva il 13 aprile. Dal momento che la Pasqua è una festa mobile, è possibile stabilire che Orso sia morto né prima né dopo il 412[1].

Ravenna divenne capitale dell'Impero romano d'Occidente nel 402. Successivamente, Orso vi stabilì la sede episcopale trasferendola dalla sede originaria di Classe.

A Ravenna Orso fece costruire la ecclesia catholica, cioè la cattedrale, dedicandola alla Hagìa Anástasis, ovvero alla Santa Resurrezione[2]. Dopo che Orso salì agli onori degli altari, la chiesa fu rinominata “basilica Ursiana”.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Dal Martirologio Romano al 13 aprile: "A Ravenna, sant’Orso, vescovo, che trasferì la sede episcopale di Classe in questa città e dedicò la chiesa cattedrale nel giorno di Pasqua in onore della Santa Anástasis; nello stesso giorno qualche anno più tardi anch'egli passò alla gloria della resurrezione".

La sua memoria era celebrata a Ravenna il giorno di Pasqua, anniversario della dedicazione per mano sua della basilica Ursiana.

Una tradizione vuole che Orso fosse di ricche origini siciliane, tanto da aver edificato la basilica Ursiana a sue spese con i proventi derivanti dai sui possedimenti in Sicilia. Questo spiegherebbe la diffusione del culto di santi siciliani a Ravenna sin dal IV secolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo lo storico Agnello (800-850 ca.), Orso morì dopo ventisei anni di episcopato il 13 aprile del 396. Il Testi Rasponi, nella sua traduzione, non concorda con l'anno della morte. Il curatore ha tutte le ragioni: già due secoli prima di lui l'opera di Agnello era stata stroncata dal padre benedettino Benedetto Bacchini (1651-1721), che fu méntore di Ludovico Antonio Muratori, fondatore della storiografia italiana. L'opera dell'abate benedettino era uscita a Modena nel 1708. La rivista Giornale de' letterati d'Italia (1710) la recensì nel suo primo numero. Il redattore scrisse: «Benché nella vita di S. Orso si legga, ch'egli sedesse 26 anni, avverte il P. abate Bacchini, che quella è una giunta postavi dal copista di suo mero capriccio; e che anzi il Vescovado di lui, a gran pena arriva a compiere il dodicesimo anno».
  2. ^ Nei primi decenni del XVIII secolo questa antica basilica fu demolita e ricostruita ex novo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Agnello Ravennate, Agnelli Liber pontificalis, a cura di Alessandro Testi Rasponi, Bologna 1924.
  • Il libro di Agnello Istorico, traduzione di Mario Pierpaoli, 1988.
  • Primo Uccellini, Dizionario Storico di Ravenna, 1855.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Orso di Ravenna in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.