Sant'Elia Fiumerapido

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Sant'Elia Fiumerapido
comune
Sant'Elia Fiumerapido – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Fabio Violi (lista civica) dal 14/06/2004, riconfermato il 07/06/2009
Territorio
Coordinate 41°33′00″N 13°52′00″E / 41.55°N 13.866667°E41.55; 13.866667 (Sant'Elia Fiumerapido)Coordinate: 41°33′00″N 13°52′00″E / 41.55°N 13.866667°E41.55; 13.866667 (Sant'Elia Fiumerapido)
Altitudine 120 m s.l.m.
Superficie 41,03 km²
Abitanti 6 283[1] (31-12-2010)
Densità 153,13 ab./km²
Frazioni Olivella, Portella, Valleluce
Comuni confinanti Belmonte Castello, Cassino, Cervaro, Picinisco, San Biagio Saracinisco, Terelle, Vallerotonda, Villa Latina
Altre informazioni
Cod. postale 03049
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060068
Cod. catastale I321
Targa FR
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti santeliani
Patrono sant'Elia
Giorno festivo 20 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Elia Fiumerapido
Posizione del comune di Sant'Elia Fiumerapido nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Sant'Elia Fiumerapido nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Sant'Elia Fiumerapido è un comune italiano di 6.283 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Sant'Elia Fiumerapido.

Classificazione climatica: zona C, 1311 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome di S. Elia è menzionato per la prima volta nel “Chronicon Casinense” all’epoca delle devastazioni saracene (859 e 866). In epoca romana l'attuale territorio santeliano era compreso in quello dell'antica Casinum, come documentano le superstiti iscrizioni.

La storia del paese si lega strettamente a quella del vicino Monastero benedettino di Montecassino. Infatti fu fondata, su una collinetta alla sinistra del corso del fiume Rapido, dall’abate Mansone di Montecassino attorno all'anno 990 e prese il nome da una piccola chiesa dedicata al Santo Profeta, esistente all'epoca di poco più a valle del nuovo paese, proprio nei pressi del fiume, dove ancora oggi è possibile ammirare la parte superiore di un ponte romano detto di Sant'Elia Vecchio.

La chiesetta, fondata nell'VIII secolo, ebbe a subire, assieme al villaggio che gli era attorno, devastazioni e distruzioni durante le scorrerie saracene dell'859 e dell'866. Ricostruita sul finire del X secolo, fu definitivamente distrutta durante la guerra fra aragonesi e angioini, nel corso del XV secolo, per il possesso del Regno di Napoli.

Sul suo territorio sono stati rinvenuti reperti archeologici di epoca pre-romana e romana: mura poligonali del IV o III secolo a.C., resti di due ponti romani, lunghi e ben conservati tratti di un acquedotto romano di epoca claudia (I secolo d.C.), resti di colonne e frontoni di ville ed edifici sacri romani, epigrafi latine. Ben conservato è il centro storico di Sant'Elia, attraversato in tutta la sua lunghezza da via Angelo Santilli da cui si diramano, verso l'alto, dedali di vicoli e porticati che aggirano alle spalle la duecentesca Chiesa Madre di Santa Maria la Nova. Sono ancora ben visibili lunghi tratti delle mura di recinzione e di difesa dell'antico centro abitato con alcune torri ancora in buono stato o ben riconoscibili.

Le porte di accesso al vecchio "castellum" furono smantellate fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. Di quella che era rivolta verso sud, restano le vestigia ricomposte su un prato della Villa Comunale; di quella rivolta verso nord in fondo a via Angelo Santilli, resta uno stipite con capitello incassato in un muro di una casa; la terza, detta la Portella, è ancora intatta, rivolta verso ovest e giù in basso di fronte alla chiesa di Santa Maria la Nova.

Magnifiche anche le chiese e le cappelle romaniche, rinascimentali e barocche con affreschi e dipinti d'epoca: la già nominata chiesa di Santa Maria la Nova (XIII sec.), in pieno centro storico, con arricchimenti rinascimentali e barocchi: ammirevoli il seicentesco organo ligneo a canne, opera di Giuseppe Catarinozzi di Affile ed il coevo coro ligneo intarsiato dai maestri intagliatori della famiglia Mosca di Pescocostanzo; la romanica chiesetta di Santa Maria Maggiore, un po' discosta dal paese, con affreschi del XIV secolo, pavimento musivo cosmatesco e altare con dipinto bizantineggiante; la settecentesca chiesa di Santa Maria dell'Ulivo, in contrada Olivella e in perfetto stile barocco, racchiudente una settecentesca tela dipinta dall'artista napoletano Lorenzo de Caro, raffigurante la visitazione della Madonna a Santa Elisabetta; l'ormai sconsacrata chiesa romanica di Ognissanti (XI sec.) con affreschi del XIII e XIV secolo; i resti della distrutta chiesa di San Cataldo (X sec.), costruita all'epoca dai monaci basiliani di rito bizantino, residenti nel monastero di Valleluce; infine le cappelle affrescate di Santa Maria degli Angeli (XV sec.), Madonna del Carmine (XVI sec.) e Santa Maria di Palombara (XIV sec).

Nel 1862, per Regio Decreto Sabaudo, al nome Sant'Elia furono aggiunte le parole "sul Rapido" ma con il tempo si usò chiamarla Sant'Elia Fiumerapido.

L'8 dicembre del 1943, Sant'Elia Fiumerapido fu fatta oggetto di un furioso bombardamento aereo alleato. Il paese fu distrutto per il 91% e fra le vittime civili ci furono 37 morti e 97 feriti.

Architetture[modifica | modifica sorgente]

Degne di nota la Chiesa di Santa Maria La Nova, il Santuario di Casalucense, Chiesa di San Sebastiano, Chiesa di San Biagio, Chiesa di Santa Maria dell'Ulivo, Chiesa di Ognissanti, Chiesa di Madonna degli Angeli, Chiesa di San Cataldo, Chiesa di San Michele Arcangelo, Chiesa di Santa Maria Maggiore, Chiesa di Santa Maria Palombara[2]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla linea Gustav, durante l'ultima guerra mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo violenti rastrellamenti da parte delle truppe tedesche e devastanti bombardamenti alleati, che provocarono la morte di numerosissimi cittadini, tra cui molti giovani e bambini, e la totale distruzione dell'abitato. I sopravvissuti, sebbene provati dagli stenti e dalla sofferenza, seppero reagire ed intraprendere la difficile opera di ricostruzione.»
— S. Elia Fiumerapido (FR), 1943-1944

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Sant'Elia Fiumerapido[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Vini DOC[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è luogo di produzione di alcuni vini regolamentati dal disciplinare Atina DOC.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Sant'Elia Fiumerapido passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Lista desunta da http://www.comune.santeliafiumerapido.fr.it/index%20citt/index%20citt.htm dal menu Arte e Luoghi di culto
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]