Sant'Egidio del Monte Albino

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Sant'Egidio del Monte Albino
comune
Sant'Egidio del Monte Albino – Stemma Sant'Egidio del Monte Albino – Bandiera
veduta panoramica di Sant'Egidio
veduta panoramica di Sant'Egidio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Nunzio Carpentieri (lista civica Carpentieri Sindaco) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°44′00″N 14°36′00″E / 40.733333°N 14.6°E40.733333; 14.6 (Sant'Egidio del Monte Albino)Coordinate: 40°44′00″N 14°36′00″E / 40.733333°N 14.6°E40.733333; 14.6 (Sant'Egidio del Monte Albino)
Altitudine 56 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 8 942[1] (31-12-2010)
Densità 1 490,33 ab./km²
Frazioni Orta Loreto, San Lorenzo
Comuni confinanti Angri, Corbara, Pagani, San Marzano sul Sarno, Tramonti
Altre informazioni
Cod. postale 84010
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065130
Cod. catastale I317
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sant'egidiani
Patrono San Nicola di Bari, Sant'Egidio Abate, Santa Maria Maddalena.
Giorno festivo Festa Liturgica 6 dicembre (S. Nicola)

Festa Civile: seconda Domenica di Luglio insieme alla Madonna delle Grazie

Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Egidio del Monte Albino
Posizione del comune di Sant'Egidio del Monte Albino all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Sant'Egidio del Monte Albino all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Sant'Egidio del Monte Albino (San Gilje in campano) è un comune italiano di 8.865 abitanti della provincia di Salerno in Campania, il cui territorio rientra parzialmente nel Parco regionale dei Monti Lattari. La cittadina è detta "Porta della Costa d'Amalfi", attraverso il Valico di Chiunzi. È la città dove visse e morì Aniello Califano, autore della famosissima canzone 'O surdato 'nnammurato.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Vista dell'Agro dal Valico di Chiunzi


Il comune sorge alle pendici dei Monti Lattari, sulla sponda settentrionale dell'entroterra della Costiera Amalfitana. Ha fatto parte, fino allo scioglimento della stessa (2008), della Comunità Montana Penisola Amalfitana. Il comune rientra nella Comunità montana Monti Lattari.

Dall'aprile 2013 fa parte dell'Unione dei comuni Terre dell'Agro, assieme ai comuni di San Marzano sul Sarno e Corbara.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il fonte Helvius (con immagine del dio Sarno)
Accesso all'acquedotto
Vista del Valico di Chiunzi

La più antica traccia di insediamento sul territorio del comune riguarda una villa rustica del II secolo a.C., successivamente inglobata nella cripta dell'abbazia di Santa Maria Maddalena. Sempre ad epoca romana appartengono un blocco marmoreo con raffigurazioni del dio Sarno, utilizzato nella "fontana di San Nicola" o "fonte Helvius". Il dio compare nelle due versioni iconografiche conosciute (come giovane e come uomo maturo) sui diversi lati del blocco, riferibili al fiume alla sorgente e alla foce.

La fontana è alimentata da un acquedotto, risalente alla stessa epoca, costituito da un condotto lungo diverse centinaia di metri, alto circa 2 m e largo intorno ai 1,20 m, che prende avvio in un punto posto a circa 20 metri sotto il livello del suolo e lungo il suo sviluppo risulta munito di diversi pozzi di aerazione.

Tra l'VIII e l'XI secolo, l'area in cui sorgeva la villa rustica divenne sede di un monastero benedettino dedicato a saint Gilles (sant'Egidio), attestato per la prima volta in un documento del 1113[2], con il quale passa in proprietà dell'abbazia di San Trifone di Ravello, possesso confermato da Federico II di Svevia nel 1231, insieme alla chiesa di Santa Maria Maddalena annessa al monastero.

L'abitato sviluppatosi intorno al monastero, l'università di Sant'Egidio, insieme a quelle di Pagani e Corbara fece parte dei casali del dipartimento di "Nocera Sottana" della Civitas Nuceriae, la confederazione di casali che conservava il ricordo della città di Nocera de' Pagani dopo la distruzione subita da Ruggero II nel 1137[3]. L'università di Sant'Egidio era costituita da tre casali, Sant'Egidio, San Lorenzo e Corbara, ma quest'ultima si costituì in università autonoma nel 1570, parallelamente alla concessione da parte del vescovo di Nocera di una nuova parrocchia nel 1587.

Sant'Egidio venne colpita da una alluvione nel 1610 e dall'eruzione del Vesuvio del 1631. Un'epidemia di peste nel 1656 causò la morte di almeno il 35% della popolazione. Il catasto onciario redatto nel 1753 mostra un maggiore benessere rispetto agli altri centri della valle e testimonia il passaggio dalla coltivazione della vite a quella degli agrumi.

Gli ordinamenti municipali delle università furono aboliti dal re di Napoli Giuseppe Bonaparte nel 1806 e sostituiti da comuni. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, per distinguersi dagli altri comuni con toponimi simili prese il nome attuale[4] e furono condotte nel territorio opere pubbliche, riguardanti sia il regime delle acque (sistemazione dell'alveo del torrente Corbara), sia la viabilità (strada per il Valico di Chiunzi e la costiera amalfitana).

Durante il regime fascista nell'ambito della riorganizzazione amministrativa dovuta alla creazione del nuovo comune di Pompei nel 1928, il comune di Sant'Egidio fu accorpato nel 1929 al comune di Angri e riottenne la propria autonomia amministrativa nel 1946[5]. La città ha dato i natali ad Aniello Califano, autore della canzone "O' Surdat' 'Nammurato". Il Centro storico è patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Nocera de' Pagani.
Lo Stemma Comunale
Acquedotto Romano di Sant'Egidio del M.A.

Lo stemma del comune riprende quello dell'abbazia, già attestato nel 1549: vi compaiono un albero di noce, elemento presente in tutti gli stemmi dei comuni che avevano fatto parte della Civitas Nuceriae, e due leoni rampanti affrontati. Lo scudo dello stemma è sovrapposto ad un pastorale d'argento che richiama il titolo abbaziale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Ritratto del cardinale Ascanio Filomarino
Ritratto del cardinale Giuseppe Renato Imperiali

L'antico convento benedettino di Sant'Egidio, sorto tra l'VIII e l'XI secolo su una villa rustica romana, appartenne in origine all'abbazia di San Trifone di Ravello. Dopo la distruzione di quest'ultimo nel 1438 ne ereditò il titolo abbaziale. La chiesa dell'antico convento benedettino, dedicata a Santa Maria Maddalena fu demolita alla fine del XV secolo a causa delle sue precarie condizioni e sostituita da un nuovo edificio edificato tra il 1506 e il 1542. L'edificio conserva affreschi dal XII al XIV secolo (San Nicola del XII secolo, Sant'Egidio e il miracolo della cerva del XIII secolo e Crocifissione e Maria Maddalena del XIV secolo) e un polittico collocato sull'altare maggiore e variamente attribuito, oltre a una tela con Madonna del Rosario alla quale avrebbe contribuito Luca Giordano. Nel XVIII secolo furono attivi nella chiesa Angelo e Francesco Solimena, mentre al secolo successivo appartiene una Pietà di Tommaso De Vivo. Accanto alla chiesa sorge il palazzo abbaziale (oggi in proprietà privata), che ha ospitato, nel corso dei secoli, vari abati, alcuni dei quali vescovi e cardinali di una certa notorietà: tra questi ultimi, Ascanio Filomarino, arcivescovo di Napoli dal 1641, e Giuseppe Renato Imperiali, che, nel 1730, fu sul punto di succedere sul soglio pontificio a papa Benedetto XIII.

Ancora oggi, alimentato da diverse sorgenti, fornisce d'acqua la Fontana Helvius. Non è difficile supporre l'epoca di edificazione, se la sua funzione originaria era quella di portare l'acqua a valle per alimentare la villa Helvius e la sua fontana. Scavato interamente nella roccia e nella montagna ed interrato ad una profondità che arriva fino ai 25 metri, alterna un percorso in cui allo stupore per la tecnica di edificazione (opus incertum con lastroni di tegole a fare da volta) si unisce la meraviglia per il paesaggio naturalistico, laddove il bianco del deposito calcareo dell'acqua spicca nell'oscurità.

  • Torre di Chiunzi

La Torre di Chiunzi si trova a 700 mt sul livello del mare, tra la confluenza fra la strada che conduce a Maiori e quindi verso la costa, e la strada che conduce a Ravello. Si trova sull'unico valico naturale che nei secoli ha messo in comunicazione la zona costiera con l'entroterra, permettendo antichi scambi commerciali. Al di sopra del valico, sul lato occidentale, fu costruita la torre di difesa e tra il valico e la torre furono costruiti i fortilizi. Come la Rocca di S. Maria La Nova (oggi sede del cimitero), anche la Torre di Chiunzi fu fatta costruire dal Principe Raimondo del Balzo Orsini (conte palatino di Nola e di Sarno, maestro giustiziere del Regno, principe di Salerno e duca di Amalfi) da lui ordinati con diploma del 10 agosto 1453, alla cui morte (1459) i lavori per il proseguimento della costruzione furono continuati per ordine della Principessa Eleonora d'Aragona, nel 1459, come appare da un documento riportato dallo storico Camera. Nel corso di oltre quattro secoli la Torre fu spettatore di tante vicende e guerre. E fu anche passaggio obbligato per chi doveva recarsi verso l'Agro Nocerino, venne applicato il diritto di passaggio o pedaggio o “pedatico”, preteso da Antonia e Margherita Sanseverino, contesse di Montoro, “ma non sappiamo con quale titolo” come ribadisce il Camera. Di proprietà della famiglia Ermenelgildo Giordano, è ora sede operativa dell'Associazione Costiera amalfitana Riserva della Biosfera.

  • Chiesa di San Lorenzo e San Diodato Martiri

In S.Lorenzo, fin da tempi remoti, esisteva una cappella intitolata al martire Lorenzo, posta sotto la giurisdizione del Monastero di S.Angelo in Grotta di Nocera e dell'Abazzia della Trinità di Cava, ma si trovava in aperta campagna. Solo nel 1616, su iniziativa del chierico Geronomo Stile, iniziarono i lavori di costruzione di un oratorio, col titolo di S.Lorenzo, nel centro abitato del villaggio. Ottenuta, nel 1626, l'elevazione al titolo di Parrocchia per il suo Oratorio, Geronimo Stile con atto del notaio Tiberio Tortora del 4 settembre 1626, donò alla predetta Chiesa e al suo Rettor Curato una camera ed una casa, accoste alla Chiesa, oltre ad un terreno in località Rondinella. Tuttavia, fu sul finire del Seicento che la nuova parrocchia cominciò a funzionare abbastanza regolarmente, ma bisognò attendere la metà dell'Ottocento e la reggenza del Parroco don Salvatore Buoninconti, perché la Chiesa assumesse, nell'aspetto esteriore e nella conduzione, quella dignità che il suo fondatore aveva inteso conferirle. Attualmente, così come nell'antichità, si trova al centro del paese, nella frazione omonima. Si erge su un sagrato, dove dominano tre ingressi. La chiesa è a tre navate, con un interessante altare centrale in marmi policromi. Tra le opere d'arte, dopo la perdita della tela di S. Lorenzo, vanno segnalati gli affreschi dedicati al Santo sulla copertura centrale.

  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Realizzata nel 1700 conservava un quadro raffigurante la Madonna (recentemente trafugato), acquistato da un mercante di S. Egidio presso un turco all’epoca della Repubblica di Amalfi, a cui la legenda attribuisce poteri miracolosi.

  • Chiesa diruta di Sant'Angelo
  • Palazzo Ferrajoli della Cappella

Adiacente alla cappella di S. Maria delle Grazie, sembra essere stato realizzato in epoca precedente a quest’ultima pur possedendo una veste settecentesca. Presenta sicuramente la facciata più elegante tra i palazzi storici presenti a Sant’Egidio nonché un patio in muratura, nel giardino retrostante, edificato assieme all’edificio e degno di nota per i suoi stucchi decorativi.

  • Palazzo Ferrajoli della Fontana

Realizzato in epoca anteriore al 1500, apparteneva originariamente alla famiglia Desiderio e, dal 1605, passò come dote alla famiglia Ferrajoli. Presenta nella corte una stele funeraria del periodo adrianeo.

  • Palazzo Ferrajoli della Starza

Edificato nei primi del 1800 su una ex proprietà ecclesiastica, sorse in posizione vicina alla precedente residenza della ricca famiglia dei Ferrajoli della Starza, demolita in seguito al sisma del 1980.

  • Palazzo Abbaziale
  • Palazzo di Capo Casale

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti alla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno con una percentuale del 90% sul totale della popolazione. L'unica minoranza esistente è quella musulmana che conta gli immigrati extra comunitari tra cui ortodossi che non sono che 1% della popolazione, e quella islamica è del circa 3% della popolazione, soprattutto tra Orta Loreto e San Lorenzo anche se non ci sono praticanti sicuri. Il comune appartiene alla forania di Angri della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, suddivisa in tre parrocchie:


La città è sotto il Patronato del Santo Vescovo San Nicola da Bari dal 16 luglio 1702. Il Busto ligneo del 1700 è conservato nella Monumentale Abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis. I compatroni sono Sant'Egidio abate e Santa Maria Maddalena.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa Medieval-Rinascimentale "I Cortili Della Storia"[modifica | modifica sorgente]

È organizzata dalla Pro Loco ogni anno il terzo sabato e la terza domenica di settembre nell'antico Centro Storico. Tra le manifestazioni di Sant'Egidio, è sicuramente la più importante e quella a più alta valenza culturale. Coniugando cultura, tradizioni e folclore, in pochi anni, è giunta agli onori dell'attenzione regionale, con pubblicazioni su quotidiani, magazine, riviste culturali. Nei due giorni della manifestazione, figurati in costumi d'epoca fanno bella mostra all'interno delle caratteristiche corti cinquecentesche e seicentesche, rievocando momenti della vita di un tempo, antichi mestieri e proponendo l'assaggio di pietanze preparate con prodotti tipici locali, come il fusillo e la pasta di sciuanelle, marmellate agli agrumi, ecc… In sintesi, il visitatore, accompagnato da canti e musiche, compie un vero e proprio viaggio nel passato, ammirando le caratteristiche urbanistiche e artistiche di un borgo rimasto intatto nel corso dei secoli Con questa manifestazione, la Pro Loco ha avuto l'indubbio merito di fare una vera e propria opera di marketing di un Centro Storico, ricco di storia, tradizioni, arte e cultura a pochi chilometri dai siti di maggiore interesse della Campania.

Il Corteo Storico[modifica | modifica sorgente]

Si tratta della rievocazione in costume dell'Elezione del Sindaco Particolare dell'antica Università di Sant'Egidio che si svolse ininterrottamente dagli inizi del Cinquecento al 1806, anno in cui per effetto della legge di abolizione della feudalità di Giuseppe Bonaparte, Re di Napoli, furono soppresse le Università e costituiti i Comuni. Per il casale di Sant'Egidio fu un evento di grande significato storico, destinato ad incidere in maniera profonda sul futuro della comunità. Infatti, a seguito della legge Bonaparte, Sant'Egidio del Monte Albino rompeva i suoi legami millenari con la città di Nocera, una confederazione di casali che, con un sistema di tipo "federalista", retto da una costituzione nota come "Laudo Baldini", legava amministrativamente i casali di un territorio piuttosto esteso, che oggi potremmo identificare grosso modo nel comprensorio che da Nocera Superiore arriva fino a Corbara. La rievocazione, dunque, si prefigge di tramandare alle giovani generazioni un fondamentale momento che caratterizzava la vita delle antiche comunità nocerine: l'elezione dei propri rappresentanti istituzionali. Essa si svolge nella terza domenica di settembre con la sfilata del corteo dei figuranti per le strade cittadine e due rappresentazioni: il saluto al rappresentante del Governatore della Città di Nocera sul sagrato della chiesa di Santa Maria delle Grazie e la rievocazione dell'elezione del Sindaco (col sistema delle fave e delle noci deposte in un sacchetto) sul sagrato dell'abazia di Santa Maria Maddalena. Nata per iniziativa dell’Associazione per l’Elezione dei Sindaci Universali della Città di Nocera, oggi si avvale della collaborazione dell’Associazione "Maggio nel ’600" di Nocera Inferiore, "Comunità in cammino" di Pagani, "Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Nocera Inferiore", e della consulenza storica e scenografica della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino.

Secolare Festa di Maria Santissima delle Grazie e San Nicola da Bari[modifica | modifica sorgente]

Si svolge, ogni anno, da oltre 100 anni, la seconda domenica di luglio nel Centro Storico.

I festeggiamenti sono caratterizzati da concerti, spettacoli canori, artistiche luminarie e da grandiosi e suggestivi spettacoli pirotecnici. La domenica mattina, dopo la Santa Messa, segue la tradizionale Peregrinatio dei Santi per strade della cittadina fino a sera. Particolare suggestivo è lo spettacolo di fuochi pirotecnici che si svolge in Piazza Cappella per concludere la processione con l'entrata dei Santi in Chiesa. Ogni anno nei giorni dei festeggiamenti la città ha ospitato concerti di noti artisti italiani e partenopei tra cui si annoverano Fausto Leali, Toto Cutugno, Annalisa Minetti, Nino D'Angelo, Pupo, Little Tony, Anna Tatangelo e Luisa Corna.

Vivacultura[modifica | modifica sorgente]

Rassegna culturale promossa dal Comune di Sant'Egidio del Monte Albino in collaborazione con la Pro Loco di Sant'Egidio del Monte Albino. Si tiene nel mese di settembre nel Cortile di Palazzo Ferrajoli della Fontana. Da alcuni anni la Rassegna è dedicata al Nobiluomo Francesco Ferrajoli. Tra gli ospiti di Palazzo Ferrajoli si annoverano: Marisa Laurito, Roberto Saviano, Michele Placido, Pietro Grasso, Nando Paone, Dario Vergassola, Benedetto Casillo, Raffaele Cantone, Pippo Franco, Pamela Villoresi, David Sebasti, Raffaele Cantone, Liliana De Curtis, Gino Rivieccio e altri ancora.

Feste a Sant'Egidio del Monte Albino[modifica | modifica sorgente]

  • Festa Patronale: seconda domenica di luglio;
  • Festa SS. Lorenzo e Diodato: 10 agosto;
  • Festa Sant'Antonio di Padova: 13 giugno;
  • Festa Liturgia S. Nicola, patrono: 6 dicembre.

Persone legate a Sant'Egidio del Monte Albino[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

In base allo statuto comunale di Sant'Egidio del Monte Albino[7] le frazioni sono:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La cittadina ha dato i natali ad Aniello Califano, autore della canzone napoletana 'O surdato 'nnammurato. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, quattordici cittadini, morirono nella sciagura del treno 8017. Il Centro Storico di Sant' Egidio Del Monte Albino è il set del cortometraggio La strada del ritorno, per la regia di Ciro D' Emilio e con la straordinaria partecipazione di Nicola Di Pinto e Carmine Borrino.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L' economia cittadina è basata sul settore agricolo-turistico. La cittadina è situata all'inizio della Costiera amalfitana e a 10 km da Pompei.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Pro Loco di Sant'Egidio del Monte Albino
  • Azione Cattolica Santa Maria Maddalena
  • Oratorio A.N.S.P.I. San Lorenzo e San Diodato
  • Associazione animalista " Una zampa per Amico "
  • A.R.T.A. Associazione Ritrovo Tradizioni Antiche
  • Pubblica Assistenza "San Lorenzo"
  • Associazione "Amici di Sant'Egidio"
  • Forum dei Giovani
  • Associazione "La Vecchia Guardia"
  • Associazione Motoclub "I Solidali"

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Principali arterie stradali[modifica | modifica sorgente]

  • Strada Provinciale 2 Italia.svg Strada Provinciale 2/a San Lorenzo-Corbara-Chiunzi, principale collegamento viario fra l'agro nocerino-sarnese e la costiera amalfitana.
  • Strada Provinciale 185 Italia.svg Strada Provinciale 185 Via Longa-Innesto SS 18-Ortoloreto-Ortalonga-Innesto SS 367.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Autobus Il trasporto pubblico è gestito dal CSTP (Consorzio Salernitano Trasporti Pubblici) e dalla SITA. Le linee che collegano Sant'Egidio del Monte Albino con i comuni limitrofi sono:

  • CSTP, Linea 4 - (Salerno-Pompei)
  • CSTP, Linea 74 - (Castellammare di Stabia-Corbara)
  • CSTP Linea 83 - (Scafati-Università)
  • SITA, Linea - (Salerno-Maiori)
  • SITA, Linea - (Amalfi-Napoli)

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

SINDACO: Nunzio Carpentieri (II mandato) LISTA CIVICA: Carpentieri Sindaco

INDIRIZZO: Palazzo di Città, piazza Martiri di Nassiriya, 1

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Sant'Egidio del Monte Albino.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Ha fatto parte della Comunità Montana Penisola Amalfitana fino al 2008, anno della soppressione dell'ente.

Il Comune si trova nel Parco regionale dei Monti Lattari.

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 3 Sarnese Vesuviano.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il principale sport praticato nella cittadina è il calcio.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Comunale "Antonio Spirito".
  • Centro Polisportivo Comunale.

Galleria Fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Atto di donazione del novembre 1113 del monastero di Sant'Egidio e di una vasta estensione di terra da parte di Giordano II, principe di Capua e signore di Nocera, all'abate Leone dell'abbazia di San Trifone a Ravello in cambio di messe in suffragio dell'anima del proprio padre.
  3. ^ Ciascuna università eleggeva nel mese di agosto il proprio "sindaco particolare" e gli altri magistrati cittadini ("eletti", "razionali") e in seguito gli abitanti dei vari casali eleggevano tre "sindaci universali", due per Nucera Soprana e uno per Nucera Sottana.
  4. ^ Il nome fu attribuito su proposta del consiglio comunale da un decreto di Vittorio Emanuele II del 4 gennaio 1863. Lo stemma del comune fu approvato con decreto del ministro dell'interno Giovanni Giolitti del 28 maggio 1913.
  5. ^ Real decreto L.L. n.189 del 29 marzo 1946.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ http://incomune.interno.it/statuti/statuti/santegidio_del_monte_albino.pdf

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore Silvestri, S.Egidio tra Storia e Leggenda (Appunti, ipotesi e documenti dal 216 a.C. al 1946), 1993
  • Salvatore Silvestri - Salvatore Vollaro, S.Egidio, S.Lorenzo e Corbara (La Storia e le Famiglie), 2001
  • Salvatore Silvestri, S.Egidio. Un luogo chiamato Preturo, Edizioni Gaia 2010, ISBN 978-88-89821-75-6
  • Pro Loco di Sant'Egidio del Monte Albino, Sant'Egidio del Monte Albino, Edizioni Gaia 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]