Sant'Antonio Abate (Italia)

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Sant'Antonio Abate
comune
Sant'Antonio Abate – Stemma
Panorama di Sant'Antonio Abate con il Vesuvio sullo sfondo.
Panorama di Sant'Antonio Abate con il Vesuvio sullo sfondo.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Antonio Varone (UDC) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°43′20″N 14°32′40″E / 40.722222°N 14.544444°E40.722222; 14.544444 (Sant'Antonio Abate)Coordinate: 40°43′20″N 14°32′40″E / 40.722222°N 14.544444°E40.722222; 14.544444 (Sant'Antonio Abate)
Altitudine 20 m s.l.m.
Superficie 7,93 km²
Abitanti 19 693[1] (31-12-2010)
Densità 2 483,35 ab./km²
Frazioni Casa Iovine, Fusara, Buonconsiglio, Pontone
Comuni confinanti Angri (SA), Gragnano, Lettere, Pompei, Santa Maria la Carità, Scafati (SA)
Altre informazioni
Cod. postale 80057
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063074
Cod. catastale I300
Targa NA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti abatesi
Patrono sant'Antonio abate, compatrono san Gerardo Maiella
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Antonio Abate
Posizione del comune di Sant'Antonio Abate nella città metropolitana di Napoli
Posizione del comune di Sant'Antonio Abate nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Sant'Antonio Abate (Sant'Antuono in napoletano) è un comune italiano di 19.726 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sito nella pianura sovrastata dalla catena dei Monti Lattari, culminante nella penisola sorrentina con la vetta del Faito, Sant'Antonio Abate si estende nell'immediato entroterra stabiese (Ager Stabianus) e, in parte, nell'Agro Nocerino Sarnese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini amministrative recenti, la cittadina si è costituita comune autonomo nel 1925, distaccandosi nel 1929 dalla sovrastante Lettere. Il suo territorio è stato abitato, sin dalle epoche remote, da popolazioni indigene e di origini indoeuropee come gli Opici, gli Osci, gli Etruschi, i Greci, i Sanniti, i Campani ed i Romani. Soprattutto la civiltà di questi ultimi è documentata da numerosi reperti archeologici, riportati alla luce in loco in anni di ricerche.

Di particolare importanza storica è stato lo scontro finale della guerra Gotico-Greca, specialmente nella Battaglia dei Monti Lattari, avvenuta in territorio abatese e risoltasi con la diaspora dei Goti e la morte del loro re Teia, il quale fu molto probabilmente ucciso in territorio abatese e buttato in un pozzo, presso la località Pozzo dei Goti di Angri. Dopo un oscuro periodo di abbandono fino all'anno Mille, la cittadina ha conosciuto, a partire dall'XI secolo, una lenta ripresa economica grazie alla bonifica delle zone paludose, un tempo molto estese, favorita anche dalla nascita, intorno al XV secolo, delle prime masserie che hanno costituito il nucleo del vecchio "Borgo di Sant'Antuono".

Nei secoli successivi il paese si è sviluppato gradatamente, fondando la sua ricchezza sull'agricoltura prima e sulle attività ad esso connesse poi. Negli ultimi anni l'economia di Sant'Antonio Abate si è concentrata soprattutto sul settore industriale della trasformazione del pomodoro e delle colture specializzate in serre che hanno comportato anche, tra le altre, lo sviluppo delle attività del terziario.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La compagine calcistica principale di Sant'Antonio Abate è il Football Club Sant'Antonio Abate, ex campione della Coppa Italia di Serie D ed attualmente militante proprio in Eccellenza regionale, dopo circa sette presente nel massimo campionato dei dilettanti. La città ospita la squadra di basket G.S.A. Primavera Abatese e la squadra di pallavolo Juvenila Abatese: entrambe le squadre giocano le partite casalinghe al PalaTenda, costruito nel 2013, primo palazzetto dello sport del paese. Dal 2012, inoltre, è affiliata alla Fitet (Federazione Italiana Tennistavolo) l'Associazione Sportiva Dilettantistica Tennis Tavolo Sant'Antonio Abate, squadra trasferitasi, però, dal vicino comune di Angri.

È originario di Sant'Antonio Abate il calciatore italiano Gennaro Scognamiglio, attualmente in forza al Perugia, in prestito dal Parma, al momento militante in Lega Pro Prima Divisione.

Stemma civico[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma civico di Sant'Antonio si ispira alla presenza del Castello di Lettere sulla omonima collina. Il castello è posto su di uno scudo ornato da una corona e due rami di ulivo, uniti da un fiocco.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, nei giorni circostanti al 17 gennaio (Sant'Antonio), si tiene la sagra della porchetta. Da notare inoltre che, prima del 1929, quando il comune di Sant'Antonio Abate apparteneva alla gestione comunale di Lettere la popolazione andava a piedi fino a Lettere per venerare la santa patrona Sant'Anna.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte della popolazione è cattolica di rito latino.

La città fa parte dell'Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia ed il santo patrono è Sant'Antonio Abate, compatrono San Gerardo Maiella.

Il 2 febbraio 1931 don Mosè Mascolo vi fondò la congregazione delle Suore Gerardine di Sant'Antonio Abate.

La fiera di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

La processione di Sant'Antonio Abate dinanzi alla chiesa parrocchiale

Particolarmente sentita, data la festa del santo patrono, è la fiera che si tiene ogni anno nei giorni adiacenti al 17 gennaio, data che segna la ricorrenza di Sant'Antonio Abate. La fiera, che ha il suo cuore nella Sagra della Porchetta e nella fiera campionaria, dura ogni anno dai nove agli undici giorni. La fiera campionaria, posta all'interno di una tendostruttura, si trova accanto a vari stand gastronomici di locali del paese che, data anche la nomenclatura della fiera, servono specialmente porchetta. La vigilia della festa del santo, inoltre, è di tradizione l'accensione del cippo, un colossale fuoco alimentato da rami d'ulivo nel quale tutti i fedeli sono tenuti a lanciare bigliettini contenenti peccati da ardere nel fuoco (uno dei tanti attributi di Sant'Antonio Abate), attorno al quale si balla e si intonano canti della tradizione popolare locale (e, in particolare, le varie tammurriate). L'apice delle celebrazioni si raggiunge il 17 gennaio, giorno dedicato appunto alla memoria del santo, durante il quale le strade si popolano di venditori ambulanti e l'affluenza alla sagra e alla fiera campionaria diventa massima. Particolare anche è la benedizione degli animali domestici da parte dei parroci. Durante il pomeriggio, poi, ha luogo la grande processione religiosa in onore del santo patrono, alla quale partecipano, oltre ai parroci, i membri della Confraternita dell'Immacolata Concezione (fondata dal dott. Leonardo Santoro nel lontano 1834), le autorità civili e militari e i fedeli. A caratterizzare la processione i fedeli ai balconi che creano un'atmosfera di festa con fuochi d'artificio e partecipazione alle preghiere e ai canti. La fiera prosegue poi, con i vari spettacoli ed esibizioni fino alla domenica successiva al 17 gennaio.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio abatese sono presenti circa sedici edifici scolastici statali. Sono presenti infatti sei scuole materne (l'Istituto Comprensivo Statale Mosè Mascolo è presente in tre istituti, siti in via Casa D'Auria, in via Stabia e in via Santa Maria la Carità e il Circolo didattico Antonio de Curtis è invece presente in tre istituti, siti in via Buonconsiglio, in via Cesano ed in via Casa Russo), sei scuole primarie (l'Istituto Comprensivo Statale Mosè Mascolo è presente in due istituti, siti in via Santa Maria la Carità e in via Stabia e il Circolo didattico Antonio de Curtis è presente in quattro istituti, siti in via Dante Alighieri, che fa da capoluogo, in via Cesano, in via Buonconsiglio ed in via Casa Russo), tre scuole secondarie di primo grado (l'Istituto Comprensivo Statale Mosè Mascolo con l'edificio sito in via Giovanni XXIII e la Scuola Media Statale Enrico Forzati, presente sia in via Casa Aniello che in via Casa Russo) ed infine una sola scuola secondaria di secondo grado (il Liceo Scientifico Statale Ernesto Pascal di Pompei, presente con una sede staccata abatese sita in via Casa Aniello).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Il trono di Sant'Antonio Abate

Parrocchia del paese, intitolata a Sant'Antonio Abate. La chiesa, risalente al 1801, divenne parrocchia solamente nel 1812, ma fu del tutto completata nel 1829. Molte delle opere presenti nella chiesa provengono dall'Abbazia di Santa Maria di Realvalle di Scafati, tra le quali le due acquesantiere marmoree databili al XVIII secolo, le tele della Deposizione e della Immacolata Concezione e le formelle marmoree poste sul tabernacolo, su una delle quali è anche inciso MONASTERIUM SANCTAE MARIAE REGALIS VALLIS, a maggior testimonianza della loro provenienza. La chiesa, composta da una sola navata e con pianta a croce latina, è composta anche di quattro cappelle, dedicate all'Addolorata, a San Giuseppe, al Sacro Cuore di Gesù e all'Immacolata Concezione. La Cappella dell'Addolorata, posta come prima a sinistra dall'ingresso della chiesa, è composta da un altare (contenente reliquia) sovrastato dal quadro della Vergine Addolorata (opera del saccense Giuseppe Cammarano e datata al 1828), inserito in una composizione di marmi pregiati. La Cappella, realizzata a spese del dott. Leonardo Santoro, nel 1828 (come detto anche nell'iscrizione della Cappella), è composta anche di una lapide, contenente i resti mortali delle due nipoti dello stesso Santoro, Luisa e Sofia. La Cappella di San Giuseppe, posta a destra della navata poco prima dell'altare, è composta da una nicchia all'interno della quale è posta una statua in legno di San Giuseppe padre putativo di Gesù. Ai lati della Cappella sono presenti due statue raffiguranti la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e San Pio da Pietrelcina. La Cappella del Sacro Cuore di Gesù, prima cappella posta a destra dell'ingresso principale, è composta da una nicchia, all'interno della quale è presente una statua del Sacro Cuore di Gesù. La nicchia, incastonata in una composizione di marmi pregiati, sovrasta un altare contenente reliquia. Ai lati della Cappella, su basi di marmo, sono poste due statue, raffiguranti San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova. La Cappella dell'Immacolata Concezione di Maria, posta alla sinistra della navata poco prima dell'altare, vicino all'organo della chiesa, messa in una nicchia incastonata in marmi che compongono l'altare che, prima dei lavori che modificarono la chiesa tra gli anni '10 e '20 del XX secolo, costituiva la parte finale dell'abside della chiesa. Ai lati della Cappella sono presenti due statue, raffiguranti Sant'Alfonso Maria de' Liguori e la Madonna Immacolata. Alla fine della navata è posta l'abside, dominata dal maestoso altare di Sant'Antonio Abate e dall'altare. Ulteriori opere notevoli presenti nella chiesa sono il Fonte battesimale in marmo della seconda metà del ventesimo secolo e la statua, posta in una nicchia alla prima destra dall'ingresso, della Vergine Addolorata. Ulteriori opere in legno accrescono il pregio dell'edificio, come il pulpito e la Cassa lignea dell'organo, entrambe opere di grande pregio eseguite dal maestro locale Pasquale D'Aniello, oltre ad altre teche e confessionali della chiesa. Il pulpito, grande opera di intarsio e di intaglio, è posto sulla destra della navata, tra la Cappella del Sacro Cuore e quella di San Giuseppe. È inoltre qui che è posta la statua di sant'Antonio Abate, oggetto di grande devozione e che viene posta ogni anno, nelle date adiacenti al 17 gennaio, festa del santo, nel maestoso e colorato trono a lui dedicato.

Santuario di San Gerardo Maiella[modifica | modifica wikitesto]

Completato nel 1966, dopo la posa della prima pietra avvenuta nel 1937 con la benedizione dell'allora vescovo della Diocesi di Castellammare di Stabia Federico Emanuel. Dopo vari e ripetuti lavori, infatti, il 4 dicembre 1966 mons. Corrado Ursi, arcivescovo di Napoli, consacra solennemente il tempio e il suo Altare Maggiore. Il completamento dell'edificio, la cui costruzione fu chiesta e voluta da don Mosè Mascolo, fondatore dell'ordine delle Suore Gerardine di Sant'Antonio Abate, avvenne quindi di fatto sei anni dopo la morte dello stesso, avvenuta il 24 febbraio del 1960. La fine dei lavori fu inoltre anche motivata dal fatto che il 16 aprile 1962 la Sacra Congregazione dei Riti dichiarò San Gerardo Maiella compatrono del paese. L'11 dicembre 2005, inoltre, a 49 anni dalla consacrazione del tempio, la chiesa di San Gerardo diventa Santuario diocesano. Dalla facciata monumentale, alta più di 42 metri in altezza e con un'altezza alla cupola di 33 metri, il santuario si estende su più di 900 m² di superficie. Con pianta a croce latina e tre navate, di particolare impatto è il mosaico in oro misto posto alle spalle della statua di San Gerardo, che ne compone la nicchia, la cui cornice è in marmo rosso di Francia e il cui piedistallo (pesante ben cinque quintali) è in marmo ornato di piccole croci di amiato fondo oro. Di marmo anche la cattedra del celebrante, con sfondo di marmo rosso di Spagna e troni di marmo bianco. Arricchiscono l'edificio la Cappella del Santissimo Sacramento, le statue del Sacro Cuore di Gesù e dell'Immacolata Concezione, il Sarcofago del fondatore don Mosè Mascolo e il confessionale da quest'ultimo usato durante il suo ministero.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria del Buon Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Completata nel 1863, la costruzione della chiesa cominciò nel 1858, su un terreno donato dalla sig.ra Anna D'Antuono alla Diocesi. Dedicata alla Beata Vergine del Buon Consiglio, la sua prima messa viene celebrata l'8 novembre 1863 dal sacerdote don Alfonso d'Aniello, dopo la benedizione da parte del canonico Primicerio della Cattedrale di Lettere don Luca Andrea Galasso e il discorso di inaugurazione tenuto dal canonico Gennaro Fattoruso. A causa del forte aumento della popolazione frequentante la chiesa, viene deciso nel 1894 di ampliarla e il 25 novembre 1894 mons. Sarnelli benedice la prima pietra. L'ampliamento, completato nel 1900, aggiunge all'edificio l'abside e la casa canonica. Chiesa ad una navata, con abside e altari laterali, trova alla fine della navata l'altare della titolare della chiesa, ove era presente fino al 1975 un'antica tela ovale raffigurante la Vergine del Buon Consiglio, poi trafugata da ignoti. La tela ovale sarà poi prontamente sostituita da un'altra nuova, ora presente sul Trono. L'abside, presentante molti affreschi, ha raffigurati, fra gli altri, anche San Gerardo Maiella (compatrono del paese) e Sant'Alfonso Maria de' Liguori. Sono inoltre presenti nella chiesa varie statue, tra le quali quella di San Francesco da Paola e della Vergine Addolorata. Sul soffitto della chiesa, inoltre è presente una tela rappresentante la gloria della Vergine del Buon Consiglio, datata al 1935, mentre sono presenti tre altari, dedicati al Transito di San Giuseppe, a Sant'Antonio da Padova e al Sacro Cuore di Gesù. È presente inoltre una Cappella, dedicata Santa Lucia, un fonte battesimale e una pila dell'acquasanta in marmo, oltre che una tela della Madonna del Rosario risalente al secolo XIX e una tela ovale, rappresentante Sant'Antonio Abate, datata a XVIII secolo, e da molti ipotizzata come una delle tele che fecero parte dell'antica chiesetta di Sant'Antuono.

Chiesa Parrocchiale di Maria Santissima Rifugio dei peccatori vulgo Salette[modifica | modifica wikitesto]

Posta sulla strada che da Gragnano porta a Sant'Antonio Abate, viene inizialmente costruita nell'anno 1864 e dedicata a San Clemente I Papa, la chiesa viene chiusa nell'anno 1870. Riaperta pochi anni dopo, viene dedicata a San Clemente I Papa e alla Beata Vergine de La Salette. La chiesa, ad una navate, è decorata con alcuni affreschi originali della prima costruzione, tra i quali uno rappresentante San Francesco d'Assisi ai piedi della Croce e uno, posto sulla volta, rappresentante l'apparizione della Vergine de La Salette. Altri affreschi sono quelli dei quattro evangelisti, posti sulle trombe d'angolo della cupola, in modo simile a quanto accade nella chiesa del Buon Consiglio o nella Parrocchia di Sant'Antonio Abate. Una statua dal grandissimo valore artistico è posta sull'altare, rappresentante la Vergine de La Salette. Sono presenti inoltre varie statue, fra le quali si vedono una rappresentante sant'Isidoro, una rappresentante san Pio da Pietrelcina, una raffigurante Sant'Antonio da Padova e una raffigurante san Francesco d'Assisi, oltre ad un pulpito di legno databile al XIX secolo.

Chiesa Parrocchiale di Gesù Redentore in località Pontone[modifica | modifica wikitesto]

Costruita e benedetta nel 1945, la chiesa originale era composta da una navata che culminava in un altare al centro del quale, fra tante candele, era posta un'icona del Cristo Emmanuele Redentore del Mondo. Il ministero nella chiesa originale procede tranquillo dal 1945 al 1979, quando questa viene chiusa per condizioni inagibili della struttura. A peggiorare le cose, inoltre, influì il Terremoto dell'Irpinia del 1980. L'ultimo rettore della chiesa fu don Vincenzo Rosanova, poi diventato parroco della Parrocchia di Sant'Antonio Abate e restato tale dal 1985 al 2009. Contemporaneamente, nel 1985 è posto un prefabbricato per soddisfare l'esigenze della popolazione. Nel 1997 la chiesa viene eretta Parrocchia. Nel 2001, in seguito al conferimento del beneficio parrocchiale al sacerdote parroco, don Luigi Elefante diventa il primo Parroco della Chiesa Parrocchiale di Gesù Redentore in Pontone. Lo stesso Parroco Don Luigi ha da tempo avviato una raccolta fondi e iniziato i lavori per la costruzione della nuova Parrocchia di Gesù Redentore, che diverrà uno dei più grandi edifici di culto del paese.

Santuario di Gesù Bambino in Casa Russo[modifica | modifica wikitesto]

Ultimata nel 1946, la prima pietra fu posata il 17 dicembre 1939. La consacrazione avviene il 29 ottobre 1950, festività di Cristo Re, quando il vescovo di Castellammare mons. Federico Emanuel la intitola a Gesù Bambino. La chiesa, ad una navata, mostra sull'altare, posta in baldacchino in metallo dorato, la statua lignea del Bambino Gesù, il quale proviene dalla Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate, dopo essere stato in via Casa D'Auria e in Pozzo dei Goti (Angri). Nella chiesa, inoltre, sono presenti varie opere d'arte di antica data (oltre ovviamente al Bambinello originale, che era datato alla metà del XIX secolo), come le due tele provienti dall'Abbazia di Santa Maria di Realvalle di Scafati, rappresentanti una la Madonna con il Bambino fra i santi Bruno e Giacomo apostolo (risalente al 1701) e l'altra rappresentante la Regina delle Vittorie (particolarmente posta davanti al bosco di Scafati, data tra il secolo XVII e il XVIII, che celebra la vittoria di Carlo I d'Angiò su Manfredi dopo la Battaglia di Benevento) e una statua dell'Immacolata Concezione, risalente al XIX secolo e proveniente dalla Certosa di San Giacomo di Pozzo dei Goti.

Chiesa di Sant'Antonio Abate di Vienne[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa più antica di Sant'Antonio, ora non più in uso, è risalente al XIII secolo circa, posta sulla strada che collegava la città di Nuceria Alfaterna alla città di Castrum ad Mare Stabiae, risalente all'epoca romana. La prima prova certa della presenza della chiesa risale all'anno 1470, anche se si intuisce che la chiesa sia molto più antica. Nel 1470, infatti, la chiesa viene inserita nella descrizione di un feudo, il feudo dei Certosini di Pozzo dei Goti. Nel 1520 mons. Geronimo Cannavacciuolo, Vicario Generale della Diocesi di Lettere, parla appunto della chiesa in una bolla, data la morte del sacerdote don Tolomeo Pentangelo, consacrando nuovo prete della chiesa il sacerdonte Andriano Sorrentino. La chiesa viene visitata il 17 settembre 1627 da mons. Andrea Caputo, vescovo di Lettere, che la trova però sprovvista nella decorazione e anche nella struttura. Va notato che la chiesa era infatti l'unico riferimento per tutti i contadini che abitavano le zone contigue e che già da un po' di tempo aveva costituito il Borgo di Sant'Antuono ed erano in continuo aumento. Il 27 dicembre 1651 la chiesa riceve una nuova visita da parte del nuovo vescovo di Lettere, mons. Onofrio De Ponte, il quale viene in visita del cappellano, il sacerdote don Onofrio De Angelo (originario di Gragnano). Il 27 giugno 1735, il vescovo di Lettere mons. Agostino Giannini effettua la Santa Visita alla chiesa e nomina nuovo sacerdote l'abate della Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate a Porta Capuana, parrocchia del Borgo Sant'Antonio Abate di Napoli, don Giovanni Battista Zola (per precedente concessione del cardinale Francesco Pignatelli, deceduto qualche mese prima). Il successivo parroco diviene don Francesco Grasso, che riceve la visita dello stesso mons. Giannini, nel 15 ottobre 1746. Il vescovo di Lettere (e poi futuro vescovo di Castellammare) mons. Bernardo Maria della Torre la fa ingrandire e ristrutturare, in modo da renderla molto più adeguata alle esigenze della popolazione. Lo stesso Bernardo della Torre la erige parrocchia di Sant'Antonio Abate in Lettere nel 1813, rimanendo tale fino al 1829, quando, con il completamento della nuova Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate, questa riceve il titolo con la benedizione, avvenuta il 5 febbraio 1829, da parte di don Bonaventura Rispoli, primo parroco della nuova chiesa. Sarà però in questa chiesa che, grazie al dott. Leonardo Santoro, su decreto reale di Ferdinando II re di Napoli, verrà istituita la Confraternita dell'Immacolata Concezione. La Confraternita userà la chiesa come propria chiesa dal 1834 all'inizio degli anni quaranta dell'XIX secolo, quando questi si spostano nella seconda Chiesa di Sant'Antonio Abate, la quale, con il completamento della nuova Parrocchia (l'attuale Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate), aveva perso il titolo ed era stata dai confratelli intitolata all'Immacolata Concezione di Maria. Dopo lo spostamento nella nuova Chiesa della Congrega (costruita in sopraelevazione), la Chiesa viene adibita, dalla stessa Confraternita, a cripta funeraria per gli stessi confratelli. La chiesa, ad una navata ed in stile romanico con volte a vela e archi a tutto sesto, è stata poi spogliata di tutte le decorazioni, e sono ora visibili solo gli elementi architettonici, oltre agli ambienti romani ad essa contigui, data l'antica costruzione della chiesa e la sua posizione.

Congrega dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel 1813 per soddisfare le esigenze della popolazione durante la costruzione dell'attuale Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate in sopraelevazione dell'antica chiesetta di Sant'Antuono. La chiesa fu allora intitolata all'Immacolata Concezione dalla Confraternita dell'Immacolata Concezione del dott. Leonardo Santoro, medico di camera delle Altezze Reali, oltre che professore di Medicina e Chirurgia alla Regia università degli Studi di Napoli. Il primo priore della Confraternita fu eletto Filippo Ferrigno Santoro, nipote di Leonardo. Ad una sola navata, viene definitamente completata (anche nelle decorazioni) qualche decennio dopo la metà dell'XIX secolo. La chiesa è ricca di opere d'arte, dovute anche ai vari finanziamenti ricevuti dai Confratelli per abbellirla. Prima fra tutte è, ad esempio, l'edicola votiva della Madonna del Rosario, che si trova appena fuori la chiesa in mattonelle maioliche, posta sulla parete absidale esterna della chiesa. Ai lati della navata sono presenti i bancali in legno, ove siedono i confratelli durante le celebrazioni, e la stessa navata si conclude con l'altare dell'Immacolata, ove è posta la statua dell'Immacolata. Le vesti stesse dei Confratelli sono del tutto identiche a quelle indossate dalla statua della Vergine Maria. Nella chiesa è presente anche un confessionale in legno datato alla costruzione della chiesa, ancora in ottime condizioni, realizzato dal maestro di Pagani Domenico Mantiello. Il pavimento della chiesa è fatto, come l'edicola votiva, anch'esso di 2200 mattonelle maiolicate. Fra gli affreschi presenti nella chiesa, si notano quattro affreschi di parete, tutti eseguiti dall'artista Francesco Galizia di Angri, raffiguranti la Buona Comunione, la Rosa Mistica, la Buona Confessione e la Torre d'avorio. Quest'ultimo dipinto è molto interessante perché la Torre d'avorio viene rappresentata dall'artista in modo molto simile alla torre principale del Castello di Lettere, specie nel suo aspetto come si presenta se visto proprio da Sant'Antonio Abate. Nelle pareti della chiesa sono inoltre presenti tre nicchie, dentro le quali sono presenti le statue di San Ciro di Alessandria, San Ludovico di Tolosa e del profeta Elia. Sulla volta è presente un affresco rappresentante la proclamazione del Dogma dell'Immacolata Concezione. La chiesa beneficia di due campane, una risalente al 1857 e l'altra risalente al 1881.

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della chiesa, intitolata a San Giuseppe padre putativo di Gesù, inizia nel 1931 nell'area di un precedente fabbricato. La chiesa viene completata nel 1936 e viene benedetta da mons. Pasquale Ragosta, Ordinario Diocesano. La chiesa è ad una sola navata, che si conclude con l'altare, in marmo arabescato, dietro al quale è presente il tabernacolo, inserito in una struttura in marmo a forma di croce. Al di sopra del tabernacolo, poggiata su una base di marmo pendente al muro, vi è una statua di San Giuseppe Artigiano, raffigurato come un carpentiere nell'atto di intagliare un tronco di legno. La chiesa contiene inoltre, oltre ad un artistico confessionale in legno, di dodici formelle rappresentanti la sequenza della Via Crucis, e di due statue, raffiguranti una la Madonna con il bambino e l'altra il Sacro Cuore di Gesù, poste l'una alla destra e l'altra alla sinistra dell'altare. Sul soffitto è presente un notevole dipinto, rappresentante il Transito di San Giuseppe, dell'artista Beniamino Gargiulo. La chiesa beneficia inoltre di un portale d'ingresso in legno e di una torretta campanaria sulla quale è posta anche una piccola campana. Della stessa struttura della chiesa fa parte, inoltre, il Centro Pastorale San Giuseppe, usato fino a qualche anno fa per le attività pastorali della parrocchia, quando si è cominciato ad usare il nuovo centro in costruzione, il Centro Pastorale Santa Maria Rosa Nova, grande progetto portato avanti dai parroci.

Chiesa di Santa Maria del Carmine in località Teilliti[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu edificata nei primi cinquanta del XX secolo su un terreno donato dalla sig.ra Teresa Santonicola alla nascente comunità di Suore Carmelitane e di Piccole Ancelle di Maria Regina, unite nell'Unione Opere Pie di Somma Vesuviana. La comunità si sposta da Somma Vesuviana a Sant'Antonio Abate, proprio in località Teilliti, dove però non hanno un grande seguito. La superiora allora dona lo stabile alle locali Gerardine. La chiesa era aperta al culto dal 1956, ed era retta dai Padri appartenenti alla congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, comunemente detti Dehoniani. Dal 1970 il rettore è don Giovanni D'Auria. La chiesa è stata ricostruita, con il complesso monacale, nel 1981, in seguito ai danni subiti a causa del sisma dell'Irpinia del 1980. La chiesa è a una navata, alla fine della quale vi è un altare. Sul lato sinistro della chiesa, poco prima dell'altare, è presente una tela raffigurante la Vergine del Carmelo, titolare della chiesa. Nella chiesa sono presenti, inoltre, due Bambinelli, un pannello ligneo raffigurante la Vergine del Carmelo, una statua raffigurante il Sacro Cuore di Gesù e una statua raffigurante San Gennaro.

Cappella del Sacro Cuore[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della suddetta Cappella avviene agli inizi degli anni sessanta del XX secolo, assieme alla Scuola Missionaria gestita dai Padri della congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù. L'architettura dell'edificio è moderna, sorretta da poderosi archi che ricordano alcune chiese americane. La chiesa, ad una navata, termina in un altare in marmo al di sopra del quale è presente un grande dipinto raffigurante l'Ultima Cena. Ai lati della Cappella sono presenti vari pannelli della Via Crucis di stile moderno, a opera dell'artista Livio Orazio Valentini, risalenti al 1963. Un altra importante tela presente nella chiesa è quella raffigurante Cristo Sacerdote, opera dell'artista Luigi Fortunato.

Cappella Anime del Purgatorio nel Civico Cimitero[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella, completata nel 1936, venne edificata assieme al Civico Cimitero, risalente al 1934. La pianta della Cappella è circolare e la parte più rappresentativa della Cappella è l'enorme cupola, la cui pianta coincide con quella della cappella, di colore blu. All'esterno della cappella è presente un pannello in mattonelle, raffigurante Cristo Risorto. L'altare, di marmo, è posto in modo opposto all'entrata, con i banchi che si pongono circolarmente rispetto ad esso. Nella cappella sono presenti varie statue, tra cui una rappresentante l'Immacolata Concezione e un'icona del Cristo Pantocratore.

Ville romane[modifica | modifica wikitesto]

Villa Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Affresco raffigurante un cervo proveniente dalla villa.

Villa rustica rinvenuta nella località Casa Salese, nella parte alta del territorio abatese, prende proprio il nome dal paese. La costruzione si trova su quello che era il confine massimo dell' ager stabianus, al confine con le città di Nuceria Alfaterna e di Pompeii. La villa è stata scoperta tra la primavera e l'estate del 1974 ed ha fornito agli archeologi importanti notizie sugli usi e costumi dei romani: infatti non essendo mai stata scavata prima d'allora, neanche dai Borbone, ha offerto una grande varietà di oggetti, portati nell'antiquarium di Castellammare di Stabia[2]. La mancata scoperta in epoca borbonica ha però negato alla villa uno studio approfondito e la possibilità di avere un'idea della grandezza del sito tramite mappe redatte in quell'epoca: infatti oggi si pensa che soltanto un'ala della villa sia stata riportata alla luce. Nel 2009 è stato approvato un progetto di restauro e recupero della residenza romana per una spesa complessiva di 40.000 €[3].

Pianta della villa.

Villa Sant'Antonio Abate risale all'epoca augustea-tiberina e probabilmente si articola intorno a una corte a pianta quadrata. L'area rinvenuta riguarda un ampio ambiente vicino al muro perimetrale con una piccola aia protetta da muretti più bassi e tre colonne a base quadrata che fanno parte di un portico, non completamente scavato, il quale rappresenta l'ingresso alla villa, decorato con immagini di animali, piante e maschere[2].

Altro affresco raffigurante un'aquila.

Dal portico si accede a diversi ambienti: una stanza che presenta pareti dipinte con una zoccolatura in nero e la parte superiore in intonaco bianco, una piccola stanza, che ha la caratteristica di avere la volta ricavata da un dolio, ossia un recipiente dove era contenuto il vino, adibita a forno e ampio vano di ingresso nel quale sono presenti dei resti di una scala in legno che conduceva al piano superiore dove si trovavano stanze adibite a dormitorio per gli schiavi, e l'accesso alla corte: in questo ambiente si trova la cucina e cinque colonne in laterizio non intonacato. Oltre a un piccolo ripostiglio, è presente anche un triclinio a pianta rettangolare con pareti sempre a fondo nero. All'esterno della villa si trova la scala che porta al piano superiore e un collettore d'acqua, realizzato in cocciopesto, che aveva anche la funzione di isolare la villa. Di grande interesse anche i resti di una macina e una nicchia adibita a larario[2]. Altre particolarità, fra quelle rinvenute nella villa, sono le anfore vinarie. In esse sono state infatti ritrovati resti di vino per l'appunto, molto simile però a quello che attualmente si indica come il Lettere, che era di fatto più leggero di quello bevuto a Pompei. Furono ritrovati, inoltre, due scheletri, facendo ipotizzare che al momento della fatale eruzione del Vesuvio le due persone stessero ancora lavorando. Fra le tante cose ritrovate nella villa, anche vari affreschi e mosaici, rappresentanti per lo più scene rustiche, grazie alle quali si è potuto ipotizzare che la villa appartenesse a proprietari terrieri.

Personalità legate a Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1929 1935 Modestino Villani Partito Nazionale Fascista Podestà
1935 1937 Ercole Attanasio Partito Nazionale Fascista Podestà
1937 1937 Giulio Russo Partito Nazionale Fascista Podestà
1937 1941 Vincenzo Sabatino Partito Nazionale Fascista Podestà
1941 1942 Gioacchino Rosa Commissario prefettizio
1942 1943 Carlo Castellano Commissario prefettizio
1943 1944 Giuseppe Panico Commissario prefettizio
1944 1946 Zaccaria Sansone Sindaco
1946 8 settembre 1951 Modestino Villani Sindaco
8 settembre 1951 1952 Antonio Bozzaotre Sindaco
1952 22 ottobre 1953 Matteo La Torraca Sindaco
22 ottobre 1953 1956 Domenico Longobardi Sindaco
1956 1960 Andrea Galasso Sindaco
1960 4 gennaio 1961 Giuseppe Granata Sindaco
4 gennaio 1961 8 giugno 1964 Giuseppe Cinque Sindaco
8 giugno 1964 1964 Nestore Fasano Commissario prefettizio
1964 10 febbraio 1968 Domenico Mascolo Sindaco
10 febbraio 1968 1968 Mario Albano Commissario prefettizio
1968 1973 Bonaventura Rispoli Sindaco
1973 18 dicembre 1981 Giuseppe D'Antuono Sindaco
18 dicembre 1981 16 marzo 1983 Raffaele Alfano Sindaco
16 marzo 1983 1988 Giuseppe D'Antuono Sindaco
1988 4 giugno 1992 Bonaventura Rispoli Sindaco
4 giugno 1992 1993 Mario Savarese Sindaco
1993 2 settembre 1993 Giuseppe D'Antuono Sindaco Consiglio comunale sciolto per camorra per la durata di mesi diciotto.
1993 1993 Giovanni Cirillo Commissario prefettizio
1993 1993 Maria Assunta Falco Commissario prefettizio
1993 18 dicembre 1995 Augusto Polito Commissario prefettizio
18 dicembre 1995 28 aprile 2000 Gioacchino Alfano Unione di Centro Sindaco
28 aprile 2000 14 aprile 2005 Gioacchino Alfano Forza Italia Sindaco
14 aprile 2005 16 dicembre 2008 Antonino D'Auria La Margherita, poi Partito Democratico Sindaco
16 dicembre 2008 22 giugno 2009 Luigi Armogida Commissario prefettizio
22 giugno 2009 25 maggio 2014 Antonio Varone Unione di Centro Sindaco
25 maggio 2014 in carica Antonio Varone Lista civica Sindaco


Elezioni comunali del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni comunali a Sant'Antonio Abate
Comune Sant'Antonio Abate
Data 25 maggio 2014
Candidati Antonio Varone Nicola Mercurio
Partito indipendente centro-destra
I turno 8.965
70,15 %
2.596
20,31 %
Sindaco uscente
Antonio Varone (UDC)
Left arrow.svg 2009 2019 Right arrow.svg
Candidati e Liste Voti  % Seggi
Antonio Varone 8.965 70,15
Federazione abatese 2.344 18,68 4
Progetto Abatese 1.711 13,63 2
Sant'Antonio Abate Oltre 1.638 13.05 2
Varone Sindaco 1.615 12,87 2
Uniti per Varone 1.223 9,74 2
Insieme X Sant'Antonio Abate 1.051 8,37 1
Nicola Mercurio 2.596 20,31
Nuovo Centrodestra - Unione di Centro 1.188 9,46 1
Siamo il Paese 1.058 8,43 1
Work in Progress 144 1,14 -
Sant'Antonio Abate Protagonista 139 1,10 -
Pasqualino D'Aniello 1.217 9,52
La Città Giusta - SEL 436 3,47 -
Totale alle liste
TOTALE

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b c De Vos, p. 331.
  3. ^ Notizie archeologiche del 2009 su Archemail.it, Rosario Serafino. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]