Sant'Alfio (CT)

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Sant'Alfio
Panorama di Sant'Alfio (CT)
Sant'Alfio (CT) - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Catania
Coordinate: 37°45′0″N 15°8′0″E / 37.75, 15.13333Coordinate: 37°45′0″N 15°8′0″E / 37.75, 15.13333
Altitudine: 531 m s.l.m.
Superficie: 23 km²
Abitanti:
1.664 07-2006 (ISTAT)
Densità: 72 ab./km²
Comuni contigui: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Piedimonte Etneo, Randazzo, Zafferana Etnea
CAP: 95010
Pref. telefonico: 095
Codice ISTAT: 087046
Codice catasto: I216 
Nome abitanti: santalfiesi (santaffioti in siciliano
Santo patrono: Santi Alfio, Filadelfo e Cirino 
Giorno festivo: prima domenica di maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Sant'Alfio (Sant'Arfiu a Vara o semplicemente Sant'Arfiu in siciliano) è un comune di 1.664 abitanti della provincia di Catania.

Il comune di Sant'Alfio nella provincia di Catania

Indice

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Contea di Mascali.

L'origine del nome è legato alla tradizione religiosa. Tre fratelli, Alfio, Filadelfo e Cirino, furono, nel 253 d.C., deportati in Sicilia per essere qui martirizzati. Durante il loro viaggio verso Lentini, attraversando il luogo dove oggi sorge Sant'Alfio avvenne il cosiddetto "miracolo della trave": un improvviso vento si scatenò violento al loro passaggio, scagliando via la trave che portavano sulle spalle.

Nel '600 Sant'Alfio rappresentò una delle sette "torri" della Contea di Mascali. Solo nel 1923 divenne comune autonomo, staccandosi da Giarre, di cui era stato frazione dal 1815. In questo frangente fu aiutato dalle vicine Milo e Fornazzo, che all'epoca erano a loro volta piccole frazioni del paese. Tuttavia anche queste ottennero la loro indipendenda da Sant' Alfio negli anni immediatamente successivi.

Nei secoli il paese si sviluppò sempre grazie alla coltivazione tenace della vite, da cui si derivava un vino pregiato, scuro e di elevato tenore alcolico, che raggiungeva le tavole dei cavalieri di Malta e quelle dei generali inglesi. Divenuto nell'Ottocento produttore ed esportatore di vino tra i più importanti dell'area etnea, Sant'Alfio si vide investito da un eccezionale benessere economico che ne incrementò velocemente dimensioni e popolazione. Nel corso del nuovo secolo giunse però una crisi, che negli anni Venti fu causa di un violento crollo dei prezzi del vino, dovuto anche alla depressione abbattutasi sui mercati finanziari. Ciò nonostante da quache anno la produzione vinicola si sta rivalutando grazie all'indipendenza di alcuni produttori locali. Ancor oggi, dunque, il vino è il prodotto più caratteristico, a cui si è aggiunta l'attività di promozione turistica della zona dell'Etna e del suo parco.

[modifica] Il paese

Il centro storico del paese, segnato da vie anguste su cui si ergono i palazzi più importanti, mantiene pressocchè inalterate le sue caratteristiche iniziali. Particolare è la facciata della Chiesa Madre, allestita interamente in pietra lavica. Inoltre la piazza Duomo è attorniata da diversi palazzi patrizi, tra i quali quello del Municipio, sito in via Vittorio Emanuele II. Da qui si giunge in via Monsignor Nicotra, che salendo diventa prima via Contarino e successivamente via delle Scuole. Su quest'ultima si apre infine via Armando Diaz dove è ubicata la chiesa del Calvario, piccola struttura risalente al 1878, data in cui furono realizzate le sue parti iniziali, allo scopo di avere un luogo di culto per le celebrazioni del Venerdì Santo; la costruzione venne seguita dai sacerdoti Domenico e Peppino Caltabiano. La chiesa si erge alla sommità di una collina di notevole interesse paesaggistico. Ad essa si può accedere per mezzo di una piccola scalinata in pietra lavica, che conduce direttamente all'ingresso e alle tre navate che compongono l'edificio sacro. Al suo interno esso offre vari altari in legno che testimoniano l'arte prodotta dagli artigiani di un tempo.

Continuando a salire è facile raggiungere il quartiere di Nucifori, il cui aspetto particolare è la copertura dell'asse viario con delle lastre prodotte in pietra lavica. Inoltre nel quartiere si trova un'altra piccola chiesa, denominata appunto chiesa di Nucifori; progettata nel 1957, la sua edificazione avvenne solo negli anni successivi. Le linee architettoniche che la caratterizzano sono essenziali. Al suo interno essa conserva il busto della Madonna di Tindari, alla quale gli abitanti sono particolarmente devoti; l'immagine viene festeggiata solennemente la prima domenica di settembre. Da Nucifori, proseguendo in direzione di via Fossa Politi, è possibile imbattersi in varie edicole votive, e raggiungere infine il Castagno dei Cento Cavalli. Nei pressi dell'albero è ormai tutta campagna, la cui coltivazione prevalente è quella della vite.

[modifica] Luoghi di interesse

Castagno dei Cento Cavalli: albero di castagno plurimillenario, (la sua età si aggira tra i 3600 ed i 4000 anni), ubicato nel Parco dell'Etna in contrada Carpineto. Molto studiato e visitato negli ultimi secoli, la sua storia si fonde con una leggenda secondo cui la regina Giovanna I d'Angiò col suo seguito di cento cavalieri si riparò da un improvviso temporale proprio sotto la chioma imponente del castagno.

La chiesa del Calvario è una piccola struttura che risale al 1878, data in cui furono realizzate le sue parti iniziali, allo scopo di avere un luogo di culto per le celebrazioni del Venerdì Santo; la costruzione venne seguita dai sacerdoti Domenico e Peppino Caltabiano. La chiesa si erge alla sommità di una collina di notevole interesse paesaggistico. Ad essa si può accedere per mezzo di una piccola scalinata in pietra lavica, che conduce direttamente all'ingresso e alle tre navate che compongono l'edificio sacro. Al suo interno esso offre vari altari in legno che testimoniano l'arte prodotta dagli artigiani di un tempo.

La chiesa di Nucifori sorge nel quartiere Nucifori della città. Fu progettata nel 1957, ma la sua edificazione avvenne solo negli anni successivi. Le linee architettoniche che la caratterizzano sono essenziali. Al suo interno essa conserva il busto della Madonna di Tindari, alla quale gli abitanti sono particolarmente devoti; l'immagine viene festeggiata solennemente la prima domenica di settembre.

[modifica] La festa

Piazza Duomo il giorno della festa.

Il paese di Sant’Alfio dedica la prima domenica di maggio al festeggiamento dei suoi Santi Patroni: Alfio, Filadelfo e Cirino con intense cerimonie religiose. Queste hanno inizio sin dall'ultima domenica di aprile, denominata dai paesani la Domenica dell' entrata, a sottointedere l'entrata nel cuore dei festeggiamenti. A dare ufficialmente il via alle celebrazioni è uno spettacolo pirotecnico che con 100 spari alle ore 12:00 in punto annuncia l'evento alla cittadina. A partire da questo giorno le sere dei due Giovedì e i due Venerdì che precedono la festa vera e propria, si accende davanti alle case un piccolo falò chiamato dera con il quale viene ricordato nel paese il passaggio dei tre Santi Martiri. La dera ricorda appunto la notte in cui i tre fratelli attraversarono Sant'Alfio per recarsi a Lentini dove avrebbero subito le torture. In quel frangente i paesani uscirono dalle case accendendo delle torce per illuminare loro il passaggio. Da qui la tradizione che dura tutt'ora. Il Sabato antecedente le celebrazioni avviene la cosiddetta sbarrata, ovvero l'esposizione sull'altare della Chiesa Madre delle statue dei patroni, le cui reliquie compiono la Domenica un giro dell'abitato, ossia una processione tra le vie del paese. Alle ore 15,00 iniziano i preparativi per scendere i simulacri dei Santi sul fercolo (Vara). Alle ore 16,00 la "Vara" si affaccia dalla porta centrale della chiesa dove è attesa da un suono festoso di campane da una sparatoria di bombe e da un coro spontaneo di fedeli che eseguirà l’inno dei Tre Santi, denominato "a Cantata". I festeggiamenti si concludono infine la Domenica successiva, chiamata l' ottava, nel corso della quale i simulacri dei tre Santi vengono esposti nuovamente sull'altare della Chiesa Madre.

[modifica] Altri appuntamenti

  • febbraio: Giorno 3 nella Chiesa del Calvario la festa di San Biagio con distribuzione durante le messe, dei cuddureddi sammrasi, piccoli pani benedetti.
  • la Pasqua: Passione e morte di Cristo vengono rivissute con una Via Crucis dalla Chiesa Madre a quella del Calvario, da dove la statua del Cristo morto viene accompagnata alla matrice.
  • settembre: La prima domenica del mese si festeggia nel quartiere di Nucifori la Madonna del Tindari. Inoltre a fine mese viene allestita una rassegna gastronomica, con la quale vengono promossi i prodotti tipici del luogo.
  • 3 novembre: Una processione raggiunge in località Magazzeni, la piccola Chiesa-santuario costuita nel 1958 dove, trent'anni prima, una colata lavica che minacciava il paese si arrestò all'arrivo delle reliquie dei Santi patroni.
  • il Natale: Nelle serate che precedono il 25 dicembre vengono celebrate le novene, messe solenni le cui celebrazioni sono affidate ogni giorno ad una diversa categoria sociale di abitanti del paese, come ad esempio la categoria dei muratori, quella delle Signore (le donne sposate), quella delle Signorine (le nubili) e infine quella dei "picciotti", i giovani ragazzi santalfiesi.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Salvatore Russo (lista civica) dal 17/06/2008
Centralino del comune: 095 968017
Posta elettronica: sindaco@comune.sant-alfio.ct.it

[modifica] Galleria fotografica

Strumenti personali