Abbondio di Como

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Sant'Abbondio
Sant'Abbondio

Vescovo

Nascita Tessalonica, data incerta.
Morte 468
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Basilica di Sant'Abbondio, Como
Ricorrenza 2 aprile (31 agosto a Como)
Attributi bastone pastorale
Patrono di Como, diocesi di Como, diocesi di Lugano (co-patrono)

Sant' Abbondio di Como, in latino Abundius o Abondius (Tessalonica, ... – Como, 468), fu un vescovo italiano di origine bizantina; è venerato come santo.

Sono sconosciuti sia la data che il luogo di nascita: la tradizione riporta come egli fosse nativo di Tessalonica. Il fatto che il nome sia di origine latina non fa dubitare di tale circostanza, poiché simili appellattivi erano relativamente diffusi anche fra i Romani d'Oriente. Certamente Abbondio conosceva assai bene il greco.

Abbondio di Como
Vescovo della Chiesa cattolica
[[Immagine: Immagine di Abbondio di Como]]
titolo
[[Immagine:|100px|Stemma di Abbondio di Como]]
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Nato  ?
Ordinato
sacerdote
Consacrato
vescovo
Ruoli
ricoperti
Vescovo di Como dal 450 al 468
Deceduto 468
 

Indice

[modifica] Biografia

Secondo la tradizione, Abbondio era inizialmente coadiutore di Sant'Amanzio, terzo vescovo della diocesi di Como, che aveva consolidato la presenza cristiana in città e nella vastissima diocesi (che comprendeva le attuali province di Como, Sondrio, il terzo superiore della provincia di Varese, le tre valli sud-alpine del Canton Grigioni ed il Canton Ticino). Amanzio aveva anche edificato la grande basilica protocristiana dei Santi Pietro e Paolo (oggi basilica di Sant'Abbondio), ove aveva fissato la cattedra vescovile.

Amanzio aveva ordinato Abbondio sacerdote e già prima della morte lo aveva designato alla propria successione, consacrandolo vescovo il 17 novembre 440. Alla morte di Amanzio, nel 450 circa, Abbondio divenne così il quarto vescovo di Como, dopo San Felice, San Provino e, appunto, Amanzio.

[modifica] Attività diplomatica

Nel V secolo si era diffusa nell'Impero Romano d'Oriente l'eresia nestoriana, che predicava la presenza in Cristo di due persone distinte (l'una divina e l'altra umana). L'eresia era già stata condannata dal Concilio di Efeso del 431, ma la questione si era riaccesa con la eresia di Eutiche (378 - 454), archimandrita di un grande monastero di Costantinopoli, esponente influente alla corte dell'imperatore Teodosio II di Bisanzio. Eutiche predicava come prima dell'incarnazione vi fossero due nature, ma poi solo quella divina, derivata dall'unione delle due (monofisismo).

[modifica] Secondo concilio di Efeso

Nel 449 il secondo concilio di Efeso, indetto da Flaviano, vescovo di Costantinopoli con l'intento di combattere il monofisismo, venne invece dominato da un clima di terrore instaurato dai potenti sostentori di Eutiche: furono destituiti i più importanti teologi antiocheni (Teodoreto di Ciro, Iba di Edessa), con l'accusa di nestorianesimo e Flaviano venne percosso fino alla morte[senza fonte]. Il Concilio si concluse con l'assoluzione di Eutiche e la scomunica di Flaviano e di papa Leone I Magno.

In preparazione del Concilio, papa Leone Magno aveva inviato due rappresentanti, latori di una lunga lettera nota come Tomus ad Flavianum, in cui sottolineava la propria posizione contraria al monofisismo. Di fronte all'insuccesso, egli dichiarò nullo il Concilio, definendolo un latrocinium, ma l'imperatore Teodosio II lo ritenne valido.

[modifica] Concilio di Calcedonia

Le cose cambiarono con la morte di Teodosio, quando il trono passò al cognato di lui Marciano, che ne aveva sposato la sorella Pulcheria. Papa Leone inviò nel 450 una nuova missione, capeggiata questa volta da Sant'Abbondio: egli ottenne che il successore di Flaviano, Anatolio di Costantinopoli (già eletto in contrapposizione a Flaviano) accettasse finalmente la famosa Tomus ad Flavianum, inviata già due anni prima al suo predecessore. Il successo di questa missione è dovuto anche alle pressioni di Valentiniano III, imperatore d'Occidente, cugino di Pulcheria. L'interesse comune dei cugini era la preservazione dell'unità dell'Impero, già duramente provato dalle invasioni barbariche.

L'imperatrice, rifiutando le conclusioni del secondo concilio di Efeso, convocò poi un nuovo concilio a Calcedonia nel 451: il monofisismo venne condannato, Dioscoro ed Eutiche esiliati, Flaviano proclamato martire della fede e la scomunica a papa Leone Magno dichiarata nulla. I teologi antiocheni vennero reinsediati nelle loro sedi vescovili.

[modifica] Concilio di Milano

Di ritorno in Occidente, nel 451 Abbondio venne accolto festosamente da papa Leone Magno a Roma. Venne quindi incaricato di ripetere la missione in un concilio locale convocato a Milano (probabilmente esteso alle diocesi d'Occidente più esposte) ove, a nome di papa Leone, Abbondio fece proclamare al vescovo di Milano Eusebio l'adesione al Concilio di Calcedonia con connessa condanna delle eresie di Nestorio ed Eutiche.

[modifica] L'episcopato comense

Negli anni successivi Abbondio si dedicò alla propria diocesi, diffondendo la fede nelle vasti valli che si aprono verso le Alpi, ancora largamente pagane. Il diplomatico e teologo tornò a fare il predicatore. Secondo la tradizione, Abbondio morì un giorno di Pasqua dopo la predica festiva, probabilmente nel 468 (o nel 469). Le 'vite' che pospongono la morte al 488 od al 499, certamente errate, sono da considerarsi null'altro che il riflesso della perdurante influenza che Abbondio ebbe nella evangelizzazione della grandissima diocesi[senza fonte].

[modifica] Il ricordo

Sin dall'alto Medioevo Abbondio fu venerato come patrono della città e della Chiesa comense e invocato nelle preghiere più solenni della Diocesi insieme ai suoi predecessori. Gli vennero attribuiti vari episodi miracolosi. La Chiesa lo festeggia come santo il 31 agosto. È patrono della città e della diocesi di Como. Inoltre è patrono secondario della Diocesi di Lugano

[modifica] Bibliografia

  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896, 531.
  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986, 25, 29, 34, 36, 45, 49, 53, 55, 72, 81, 93, 95, 111, 128, 154, 163, 164, 167, 169, 170, 172, 179, 226.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 128, 226, 228, 280, 285, 443.

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Successioni

Predecessore: Vescovo di Como Successore: Bishopcoa.png
Sant'Amanzio
420-450
450-468 San Console
468-495
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