Apollinare di Ravenna

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Apollinare di Ravenna
Apollinare di Ravenna

Il santo vescovo in un particolare del mosaico absidale di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna

Vescovo e martire

Nascita Antiochia, Provincia Romana della Siria (attuale Antiochia, in Turchia), I secolo
Morte Ravenna, I secolo
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa cristiana ortodossa
Ricorrenza 20 luglio (Chiesa cattolica, Chiesa cristiana ortodossa)
Attributi Bastone pastorale, Palma, Pallio
Patrono di Epilessia; gotta;
Emilia-Romagna (Italia); Aquisgrana; Burtscheid; Düsseldorf; Ravenna; Lucrezia; Remagen

Sant' Apollinare di Ravenna (Antiochia, floruit II sec.) è un vescovo italiano. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Originario di Antiochia, Apollinare fu il primo vescovo della città di Ravenna e ne è il santo patrono. Il Martirologio Romano lo descrive come un "vescovo, che, facendo conoscere tra le genti le insondabili ricchezze di Cristo, precedette come un buon pastore il suo gregge, onorando la Chiesa di Classe presso Ravenna in Romagna con il suo glorioso martirio."[1]

Indice

[modifica] Notizie storiche

La prima scarna menzione del santo viene fatta nel documento del Martirologio Gerominiano, risalente all'inizio del V secolo, in cui una nota - «X kl aug. Ravennæ Apollinaris» - classifica il santo come "confessore" e "sacerdote" e fissa la sua ricorrenza al 23 luglio.

In epoca romana, a Ravenna si svolgeva in quel giorno un solenne festeggiamento. Fu probabilmente in questa occasione che san Pietro Crisologo (425-451) pronunciò il sermone 128, offrendo qualche informazione storica sulla vita del santo:

  • Apollinare fu il primo vescovo della città;
  • a causa della sua fede, patì molti tormenti e versò il suo sangue, morendo infine per le ferite ricevute.

[modifica] Biografia

Una fonte completa ma purtroppo non attendibile sulla vicenda biografica del santo è la Passio sancti Apollinaris, risalente al VII secolo e datata al tempo dell’arcivescovo Mauro (642-671), che quasi certamente ne fu l’autore, probabilmente per rivendicare l'autorità della Chiesa ravennate nei confronti di quella di Milano, da cui era dipesa fino ad allora. Secondo questo scritto, Apollinare, originario di Antiochia, fu ordinato vescovo da San Pietro, di cui era ritenuto discepolo, e inviato a Ravenna dove subì il martirio sotto Vespasiano.

[modifica] La Legenda Aurea

Nel medioevo, questa Passio venne rielaborata dai devoti, confluendo infine nello scritto della Legenda Aurea di Jacopo da Varazze. Gli avvenimenti ivi raccontati sono totalmente frutto della leggenda e della devozione popolare.

Si racconta che Apollinare, nato ad Antiochia nella provincia romana della Siria, divenne discepolo dell'apostolo Pietro, allorché questi si trasferì in città, probabilmente intorno al 44. Su incarico del santo, Apollinare si recò a Ravenna, nella cui città guarì la moglie del tribuno, portando alla conversione e al battesimo tutta la sua famiglia. Non appena il giudice lo venne a sapere, convocò il santo, costringendolo a sacrificare alle divinità pagane nel nome di Giove. Apollinare rispose affermando che gli idoli erano solo oro e argento, materiali che era meglio destinare ai poveri. I pagani lì presenti, adirati dalle sue parole, gli si avventarono addosso, malmenandolo e abbandonandolo mezzo morto per la strada. Tuttavia i fedeli lo raccolsero affidandolo alle cure di una vedova, la quale, dopo sette mesi, riuscì a farlo riprendere.

Il dies natalis, o data del martirio, corrisponde al 23 luglio, mentre la memoria liturgica si celebra il 20 luglio. Secondo altre leggende sarebbe invece vissuto nel IV secolo e martirizzato forse sotto l'imperatore Valente.

Sul luogo del martirio, nel porto di Ravenna (Classe) fu eretta nel VI secolo la chiesa di Sant'Apollinare in Classe. Le reliquie del santo furono nel IX secolo spostate in città, nella chiesa che da quel momento prese il nome di Sant'Apollinare Nuovo e furono riportate nell'antica basilica solo al momento della sua riconsacrazione nel 1748.

La sua popolarità è andata via via crescendo a partire dal XX secolo, anche perché in sostanza era considerato il santo nazionale della dominazione bizantina in Occidente.[2]

Si conoscono anche altri due Apollinare:

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Stefano Calvi. Martirologio Romano. URL consultato il 6 luglio 2009.
  2. ^ Angela Cerinotti, Santi e Beati, Verona, Demetra, 1999. pag. 97

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