Teofilo di Antiochia

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San Teofilo di Antiochia

Vescovo

Nascita ?
Morte 183/185
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 13 ottobre

Teofilo di Antiochia (II secoloAntiochia, 183/185[1]) è stato vescovo di Antiochia[2]. È venerato come santo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dalla sua opera Apologia ad Autolico si deduce che fosse nato pagano, non lontano dal Tigri e dall'Eufrate, e che decise di convertirsi al Cristianesimo dopo aver studiato i testi sacri, in particolar modo i libri profetici[3]. All'interno di questa opera, l'unica pervenuta, non fa riferimento al proprio mandato episcopale né ad altri episodi della sua vita; tuttavia Eusebio di Cesarea descrive lo zelo di Teofilo e di altri capi nell'affrontare gli eretici che stavano insidiando i fedeli, citando in maniera particolare il suo lavoro contro Marcione[4].

Teofilo diede contributi alla letteratura, polemica, esegesi e apologetica cristiana. William Sanday[5] lo descrive come «uno dei precursori di quel gruppo di scrittori che, da Ireneo a Cipriano, non solo rompono l'oscurità che si stende sulla storia iniziale della Chiesa cristiana, ma che, in Oriente come in Occidente, la portano in evidenza dal punto di vista letterario, distanziando tutti i loro contemporanei pagani».

Culto[modifica | modifica sorgente]

La sua memoria liturgica cade il 13 ottobre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ John Lightfoot, S. Ignatius, vol. ii. p. 166.
  2. ^ Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, iv. 20; Girolamo, Ep. ad Algas. quaest. 6.
  3. ^ Apologia ad Autolycum i. 14, ii. 24.
  4. ^ Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, iv. 20.
  5. ^ Studia Biblica, p. 90.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di Antiochia Successore PrimateNonCardinal PioM.svg
Sant Eros II
151 (*) (o 154) - 169
(*)Secondo la tradizione calcedonese
169 - 182 San Massimo I
188 (*) (o 182) - 191
(*)Secondo la tradizione calcedonese