San Sebastiano
| San Sebastiano | |
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San Sebastiano in un dipinto di Marco Palmezzano, (Museo di Belle Arti, Budapest)
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| Nascita | Narbona ? (Gallia), 256 circa |
| Morte | Roma, 287, 288 o 304 circa |
| Venerato da | Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi |
| Santuario principale | Basilica di San Sebastiano fuori le mura, Roma |
| Ricorrenza | 20 gennaio in Occidente, 18 dicembre in Oriente |
| Attributi | Frecce, Palma del martirio |
| Patrono di | Costruttori di aghi, Arcieri, Polizia municipale, Sportivi, Militari in genere |
San Sebastiano (Narbona?, 256 – Roma, 20 gennaio 288) fu un santo romano, di origine francese, venerato come martire dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa Cristiana Ortodossa.
Indice |
[modifica] Biografia
Secondo la leggenda il santo visse quando l'impero era guidato da Diocleziano. Nacque forse a Milano da padre di Narbona e da madre milanese, e fu istruito nei principi della fede cristiana. Si recò poi a Roma dove entrò a contatto con la cerchia militare alla diretta dipendenza degli imperatori. Divenuto alto ufficiale dell'esercito imperiale, fece presto carriera e fu il comandante della prestigiosa prima coorte della prima legione, di stanza a Roma per la difesa dell'Imperatore. In questo contesto, forte del suo ruolo, poté sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte, approfittando della propria carica imperiale. La Passio racconta che un giorno due giovani cristiani, Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino, furono arrestati su ordine del prefetto Cromazio. Il padre fece appello a una dilazione di trenta giorni per il processo, per convincere i figli a desistere e sottrarsi alla condanna sacrificando agli dei. I fratelli erano ormai sul punto di cedere quando Sebastiano fece loro visita persuadendoli a perserverare nella loro fede e a superare eroicamente la morte. Mentre dialogava con loro, il viso del tribuno fu irradiato da una luce miracolosa che lasciò esterrefatti i presenti, tra cui Zoe, la moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, muta da sei anni. La donna si prostrò ai piedi del tribuno il quale, invocando la grazia divina, le pose le proprie mani sulle labbra e fece un segno di croce, ridonandole la voce.
Il prodigio di Sebastiano portò alla conversione un nutrito numero di presenti: Zoe col marito Nicostrato e il cognato Castorio, il prefetto romano Cromazio e suo figlio Tiburzio. Cromazio rinunciò alla propria carica di prefetto e si ritirò con altri cristiani convertiti in una sua villa in Campania. Il figlio invece rimase a Roma dove patì il martirio, poi, uno a uno, anche gli altri neocristiani morirono per aver abbracciato la nuova religione: Marco e Marcelliano finirono trafitti da lance, il loro padre Tranquillino lapidato, Zoe sospesa per i capelli a un albero e arrostita.
Quando Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano esclamò: “Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell’ombra contro di me.”; Sebastiano fu quindi da lui condannato a morte. Fu legato ad un palo in un sito del colle Palatino, denudato, e trafitto da così tante frecce da sembrare un istrice. I soldati, al vederlo morente e perforato dai dardi, lo credettero morto e lo abbandonarono sul luogo affinché le sue carni cibassero le bestie selvatiche; ma non lo era, e fu amorevolmente curato da Santa Irene e riuscì a guarire. Cercando il martirio, sarebbe ritornato da Diocleziano per rimproverarlo e questi avrebbe ordinato di flagellarlo a morte, per poi gettarne il corpo nella Cloaca Maxima.
Ambrogio (340-397) nel suo Commento al salmo 118 riferisce che Sebastiano era originario di Milano e si era trasferito a Roma. Informazioni e leggende sulla sua vita sono narrate nella Legenda Aurea scritta da Jacopo da Varagine e in particolare nella Passio Sancti Sebastiani ("Passione di San Sebastiano"), opera a cura di Arnobio il Giovane, monaco del V secolo. Dato storico certo, che ne testimonia il culto sin dai primi secoli, è l'inserimento del nome di Sebastiano nella Depositio martyrum, il più antico calendario della Chiesa di Roma e risalente al 354.
Tuttavia le biografie e le leggende che lo narrano al servizio di Diocleziano a Roma o l'intervento di Ivo l'Imperatore nelle vicende del suo martirio, comprese quelle attestate da Sant'Ambrogio poco dopo, sono spurie perché Diocleziano non risiedette mai a Roma.
Sebastiano, martirizzato sotto Diocleziano, viene raffigurato solitamente trafitto da frecce.
La salma venne recuperata da mani pietose e sepolta nelle catacombe che oggi vengono appunto dette "di San Sebastiano". San Sebastiano sarebbe stato martirizzato sui gradus Helagabali ovvero i gradini di Elagabalo. In quello stesso luogo venne eretta una chiesa in suo nome. I gradini di Elagabalo si identificano, forse, in un tempio Romano sul versante orientale del Palatino.
[modifica] Culto e festeggiamenti
Spesso, in passato, Sebastiano veniva invocato come protettore contro la peste. Attualmente, in Italia, è il santo patrono della polizia municipale. Oggi è anche invocato contro le epidemie in generale, insieme a san Rocco.
È particolarmente venerato in Sicilia fin dal 1575, anno in cui infuriò la peste e in molte città veniva invocato contro la terribile epidemia. Ma il culto si diffonde sin dal 1414 anno in cui, secondo un antichissimo documento custodito negli archivi della Basilica in Melilli, una statua del Santo martire sarebbe stata ritrovata presso l'isola Magnisi in provincia di Siracusa. Sempre secondo questo documento alcuni marinai sostennero di essersi salvati da un naufragio grazie alla protezione di quella statua. Subito accorsero in quel luogo centinaia di persone incuriosite da tutta la provincia. Nessuno riuscì a sollevare la cassa contenente il simulacro del santo, nemmeno il vescovo di Siracusa accompagnato dal clero e dai fedeli della città. Ma i cittadini di Melilli il 1º maggio 1414 giunti sul posto riuscirono a risollevare la cassa che entrata in paese tra invocazioni e preghiere divenne di nuovo pesante: segno che San Sebastiano voleva fermarsi lì. All'ingresso del paese si sarebbe verificato il primo miracolo: un lebbroso venne guarito. Da allora ogni anno (la festa è stata spostata al 4 maggio per motivi di ordine pubblico da quando fu istituita la festa del lavoro) San Sebastiano viene festeggiato solennemente. Il 4 maggio alle ore 04.00 del mattino viene aperto il santuario per accogliere i pellegrini provenienti da ogni parte invocando il santo: "semu vinuti di tantu luntanu, Primu Diu e Sammastianu! E chiamamulu ca n'ajuta!" Melilli si popola di tantissimi fedeli provenienti da Avola, Siracusa, Cassaro, Cassibile, Lentini, Floridia, Mistretta, Priolo, Solarino, Sortino, Ferla, Ragusa, Palazzolo, Canicattini, Francofonte, Grammichele, Scordia, Ramacca, Vizzini, da tutta la Sicilia orientale e oltre. Anche all'estero gli emigrati hanno diffuso la devozione. Commovente l'arrivo dei nuri di Melilli e di Solarino. Questi pellegrini sono chiamati nuri perché in passato facevano il pellegrinaggio quasi nudi, con pantaloncini o mutande e a torso scoperto, con in mano fiori in omaggio al Santo. Oggi, invece, i nuri di San Sebastiano indossano vestiti bianchi e fascia rossa, camminando sempre scalzi. Affrontano chilometri di strada, offrendo torce e ceri votivi (ex voto) rappresentanti parti di corpo guarite miracolosamente o per le quali si chiede la grazia. Dopo il 4 maggio segue il solenne ottavario che si conclude il giorno 11 maggio quando tra grida di invocazione e richieste di intercessione il simulacro viene velato e conservato. Ritornerà ai fedeli il 20 gennaio giorno della sua festa liturgica.
San Sebastiano è poi particolarmente venerato ad Acireale perché, durante la seconda guerra mondiale, sotto la minaccia di un bombardamento, gli Acesi fecero voto affinché la città non fosse bombardata e così fu. San Sebastiano è quindi, assieme a santa Venera, patrono di Acireale: il 20 gennaio si svolge una festa a lui dedicata.
Ad Accadia (FG), il 20 gennaio si svolge la festa patronale di San Sebastiano animata da tipici falò rionali che vengono benedetti durante la processione del santo e in seguito accesi.
È santo patrono di Mistretta e la festa si svolge due volte all'anno: il 20 gennaio e il 18 agosto. È pure santo patrono di Tortorici e la festa si svolge due volte l'anno: il 20 gennaio con replica la prima domenica successiva (l'ottava) e la prima domenica di maggio.
In Calabria, venerato e festeggiato a Pernocari (VV) il 20 gennaio e la terza domenica di agosto. È inoltre festeggiato come patrono a Fagnano Castello e Orsomarso, in provincia di Cosenza
San Sebastiano è festeggiato anche a Termoli (CB) il 20 gennaio, quando gruppi di persone intonano un brano dedicato al Santo per le strade della città ricevendo in dono soldi o leccornie. Lo spettacolo viene riproposto anche durante il periodo estivo, precisamente il 7 agosto, per permettere a coloro che vivono fuori città di potervi assistere.
S.Sebastiano è venerato nella cittadina di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) di cui ne è anche il santo patrono cittadino. Qui, nella basilica minore di S.Sebastiano sita in piazza duomo, nel centro città, è custodita un inestimabile reliquia che consiste nell'osso dell'avambraccio del santo martire detto ivi "Brazzu di San Bastianu", spesso citato in detti del luogo come "Ci voli u brazzu di san Bastianu!", il quale si invoca in un momento dove sarebbe propizio un ausilio.
Il culto di San Sebastiano è presente anche ad Ulassai in Sardegna. La sua festività ricorre il 20 gennaio, data in cui tradizionalmente viene realizzato un grande fuoco e si offrono arance in un grande banchetto. La notte di San Sebastiano apre le porte ai riti dell'antico carnevale denominato su Maimulu.
Anche in Liguria è presente il culto del santo da lungo tempo. A Costarainera si trova una chiesa dedicata a San Sebastiano, edificata probabilmente del XIV secolo e attualmente in degrado. Fu probabilmente edificata sull'antico tracciato della via Aurelia che in quel tratto passava nell'entroterra e non sulla costa ligure, a causa delle frequenti incursioni di pirati.
Bellissima struttura è il Protocenobio di San Sebastiano ad Alatri (Frosinone), dove, secondo diversi documenti, avrebbe avuto origine la Regula Magistri[1].
[modifica] Patronati
San Sebastiano è invocato come patrono delle Confraternite di Misericordia italiane, poiché si rileva in lui l'aspetto del soccorritore che interviene in favore dei martirizzati, dei sofferenti. Questo tipo di confraternite infatti ha tutt'ora un preciso carisma assistenziale e gestisce direttamente, con l'opera dei propri volontari, una fitta e variegata rete di servizi socio-sanitari. San Sebastiano è anche il Patrono della Polizia Locale Italiana. E' anche invocato come protettore degli arcieri.
[modifica] San Sebastiano e la comunità LGBT
San Sebastiano ha inoltre un'importanza particolare per la comunità LGBT, all'interno della quale numerosi cattolici omosessuali lo rivendicano come santo patrono e come intercessore, senza che però questo culto sia riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa Cattolica. Il suo ruolo di santo protettore contro le epidemie è stato talvolta esteso alla più grave epidemia della contemporaneità, l'AIDS.[2]
[modifica] San Sebastiano patrono
San Sebastiano è il patrono di numerose località.
[modifica] Italia
- in Piemonte: Chiomonte, Grondona, San Sebastiano da Po, San Paolo Solbrito, San Sebastiano Curone, Chivasso; Savigliano;Pozzolo Formigaro di cui è patrono
- in Lombardia: Marzio, Rancio Valcuvia, Villa di Chiavenna, San Sebastiano (frazione di Lumezzane), Logo (Plesio), Marmirolo, Doverio (frazione di Corteno Golgi);
- in Trentino-Alto Adige: Cavalese;
- in Veneto: Villorba; Veternigo; Povolaro;
- in Toscana: Firenze (protettore della Misericordia), Gambassi Terme;
- in Emilia-Romagna: Borgonuovo-Pontecchio, Coriano, Lavezzola, Renazzo, Solarolo;
- in Umbria: Ferentillo, Fossato di Vico, Valfabbrica, Vallo di Nera;
- nel Lazio: Arnara, Castel Gandolfo, Forano (compatrono), Fumone, Bracciano, Pofi, Roma (compatrono), Tremensuoli (compatrono), Castel San Pietro Sabino, Poggio Moiano, Cerreto Laziale;
- in Abruzzo: Bisegna, Navelli, Ovindoli, Quadri;
- in Campania: Aiello del Sabato, Brusciano, Caserta, Lauro, Visciano, Marigliano, Gragnano, Salvitelle, San Paolo Bel Sito, San Sebastiano al Vesuvio,Montano Antilia (SA), Santa Croce del Sannio, Avella;
- in Molise: Capracotta
- in Puglia: Accadia, Galatone, Spinazzola, Racale;
- in Calabria: Anoia, Cardeto, Condojanni, Cropani, Diminniti di Sambatello, Fagnano Castello, Montauro (compatrono), Orsomarso, Pagliara, Petilia Policastro, Simeri Crichi, Taverna, Pernocari;
- in Sicilia: Acireale (compatrono), Avola, Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Cassaro, Cerami, Ciminna, Ferla, Gaggi, Giarre(compatrono), Graniti, Limina, Maniace, Melilli, Mistretta, Palazzolo Acreide, Pagliara, San Giovanni la Punta (compatrono), Santa Venerina (compatrono), Siracusa (compatrono), Tortorici, Troina;
- in Sardegna: Arbus,Alà dei Sardi(compatrono), Barumini, Berchidda, Bulzi, Curcuris, Elmas, Gonnoscodina, Guamaggiore, Onifai, Pompu, Samugheo, Teti, Tertenia, Ussana;
- in Liguria: Coldirodi (frazione di Sanremo)
- nelle Marche: Calcinelli di Saltara; Bellocchi di Fano
- in Basilicata Santo Patrono di San Fele culto il 20 gennaio
- San Sebastiano è anche patrono degli Agenti di Polizia Locale e dei loro comandanti, ufficiali e sottufficiali ( Breve apostolico del 3 maggio 1957 di sua santità Pio XII, di venerata memoria).
- San Sebastiano è anche Patrono del Comune di Tortorici (ME).
[modifica] Brasile
- Acre: Xapuri.
- Bahia: Caturama, Alcobaça, Caravelas, Itambé, Trancoso, Cumuruxatiba, Maraú e Cana Brava.
- Ceará: Apuiarés, Choró, Ipaumirim, Ipu, Monsenhor Tabosa, Mulungu, Nova Olinda e Pedra Branca.
- Goiás: Cristalina Rio Verde, Palmeiras de Goiás e Santa Cruz De Goiás.
- Mato Grosso: Alto Garças.
- Mato Grosso do Sul: Maracajú.
- Maranhão: Presidente Dutra
- Minas Gerais: Espera Feliz, Andrelândia, Montes Claros, Alpinópolis, Carlos Chagas, Andradas, Cruzília, Coronel Fabriciano, Brumadinho, Leopoldina, Bom Jardim de Minas, Lagoa Dourada, São Sebastião do Paraíso, Papagaios,Senador José Bento Pedralva e Salto da Divisa.
- Pará: Altamira e Parauapebas.
- Paraíba: Catingueira, São Sebastião de Lagoa de Roça, Picuí, São Bento, Araruna, Mamanguape e Juripiranga.
- Paraná: Paranavaí, Sengés, Jacarezinho, Andirá, Rio Branco do Sul e Mandaguaçu
- Pernambuco: Aliança (Pernambuco), Caruaru, Jataúba, Limoeiro, Cabo de Santo Agostinho, Belo Jardim, Ouricuri, Lagoa de Itaenga, Canhotinho
- Piauí: Esperantina
- Rio de Janeiro: Rio de Janeiro, Barra Mansa, Três Rios, Aperibé e Araruama.
- Rio Grande do Norte: Caraúbas, Cuité, Equador, Governador Dix-Sept Rosado, Encanto, Parelhas, Florânia,rui barbosa e Caiçara do rio dos ventos
- Rio Grande do Sul: Bagé, São Sebastião do Caí e Venâncio Aires.
- Santa Catarina: Anitápolis, Sombrio, Bom Retiro, São Ludgero e Painel.
- San Paolo: São Sebastião, Andradina, Cajamar, Coroados, Valinhos, Ibiúna, Suzano, Porto Ferreira, Presidente Prudente, Pederneiras, Borborema, Ribeirão Preto, Rio Grande da Serra, Pirajuí e Itaju.
- Sergipe: Poço Verde.
- Tocantins: Tocantínia.
[modifica] Detti popolari
- Par San Bastian E trema la coda a e can. Cioè: Quando di San Bastian la festa viene Tutta tremante il can la coda tiene (detto romagnolo). Fonte: Archivio per lo studio delle tradizioni popolari
- San Sebastian ga la viola in man (detto veneto per significare che, usualmente, il giorno di San Sebastiano si respira un clima primaverile)
- Ppi San Mastiano maschiri 'n chianu (detto siciliano per significare che nel giorno di San Sebastiano si è già vicini al Carnevale)
[modifica] Note
- ^ http://www.verolanuova.com/casatabor/monastic.htm
- ^ voce tratta dalla versione francese del medesimo paragrafo, in Saint Sébastien et la communauté LGBT
[modifica] Voci correlate
- Sebastiane (film)
- Dipinti su san Sebastiano
- Protocenobio di San Sebastiano
- Chiese dedicate a San Sebastiano
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su San Sebastiano
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su San Sebastiano, da Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi, SantieBeati.it
- Cenni storici sulla vita di San Sebastiano a la sua sepoltura nelle Catacombe
- (EN) The iconography of Saint Sebastian
- La storia di San Sebastiano
- La storia di San Sebastiano: come San Sebastiano è diventato un'icona gay