Pietro Igneo

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San Pietro Igneo
Marco Palmezzano, Pietro Igneo sopra il fuoco.
Marco Palmezzano, Pietro Igneo sopra il fuoco.

Abate, vescovo e cardinale

Nascita  ? Firenze
Morte 1089 Albano Laziale
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Abbazia di Vallombrosa
Ricorrenza 8 febbraio

Pietro Igneo, degli Aldobrandeschi di Sovana (Firenze, ... – Albano Laziale, 8 febbraio 1089), fu un monaco (ed abate), vescovo e cardinale italiano. Fu forse canonizzato come santo o quanto meno come beato[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietro nacque probabilmente a Firenze, e apparente alla nobile famiglia degli Aldobrandeschi. Con buone probabilità si trattava degli Aldobrandeschi di Sovana e non dell'omonima famiglia di Firenze per cui l'origine del santo più che fiorentina dovrebbe essere senese. È stato ipotizzato anche un grado di parentela con Ildebrando di Soana, cioè Papa Gregorio VII.[senza fonte]

Fattosi monaco nella Congregazione Vallombrosana, fu stretto seguace di San Giovanni Gualberto ed aderì alla Riforma Gregoriana.

Il fatto più saliente della sua vita fu la celebre ordalia, avvenuta nell'anno 1068 nei pressi di Badia a Settimo, nei dintorni di Firenze (oggi Scandicci). L'episodio si inserisce nella lotta contro l'investitura simoniaca del vescovo di Firenze Pietro Mezzabarba condotta dallo stesso e da San Giovanni Gualberto. Il Mezzabarba, che fu difeso tra l’altro anche da San Pier Damiani,[2] fece fare una strage nel Monastero Vallombrosano di San Salvi che stava come una spina nel fianco del suo controllo sulla città di Firenze. L'episodio suscitò grande scalpore tra i fedeli del tempo.[3]

Pietro, per dimostrare l'attendibilità delle tesi sostenute da Giovanni Gualberto, che documentavano la simonia del Mezzabarba, si sottopose volontariamente al Giudizio di Dio, camminando su una distesa di carboni ardenti e restando miracolosamente indenne. Per questo motivo fu detto Igneo, e fu immediatamente fatto oggetto di una particolare devozione popolare.

In seguito al clamoroso episodio, papa Alessandro II accettò le tesi dei vallombrosani e depose il vescovo. Il Mezzabarba successivamente si pentì e si ritirò in un monastero, trascorrendo il resto della sua vita in meditazione ed in raccoglimento spirituale.

Nel 1068 fu inviato dal suo abate Giovanni Gualberto a dirigere l'Abbazia di San Salvatore presso Fucecchio, su espressa richiesta dei conti Cadolingi, che avevano aiutato finanziariamente la costruzione dell'Abbazia di Vallombrosa. Pur restando a Fucecchio per pochi anni, nel 1072 papa Alessandro II lo innalzò alla carica di vescovo di Albano, conservò sempre il titolo di abate di San Salvatore in Fucecchio. Nel 1085 ottenne che l'abbazia, per decisione di papa Gregorio VII, ricevesse il privilegio del Nullius Dioeceseos, passando sotto il controllo diretto della Santa Sede.

Pietro fu poi fatto abate di Albano Laziale, vescovo e cardinale. Morì nel 1089, con buona probabilità nella stessa Albano. Il suo corpo fu riportato a Vallombrosa e tumulato nell'abbazia.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La sua memoria liturgica ricorre l'8 febbraio.

In onore del suo operato per l'Abbazia di San Salvatore e per la popolazione, il Comune di Fucecchio gli ha dedicato, intitolandolo a suo nome, nel 1855, l'ospedale locale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alcune fonti lo danno come santo (Mario Sgarbossa, I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, II edizione, Edizioni Paoline, Milano, 2000, ISBN 88-315-1585-3, p. 86) altre solo come beato (Santi, beati e testimoni; The Cardinals of the Holy Roman Church-Aldobrandini)
  2. ^ Cf. G. Barone, La riforma gregoriana, in G. de Rosa - T. Gregory - A. Vauchez, Storia dell'Italia religiosa, 1. L'Antichità e il Medioevo, Editori Laterza, Roma 1993, p. 246.
  3. ^ G.Penco, Storia del monachesimo in Italia, Roma, Edizioni Paoline, 1961, p.233

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Cardinale vescovo di Albano Successore CardinalCoA PioM.svg
Basilius
circa 1068 - 1073
dopo il 1073 - 1087 Oddone
1090 - circa1096