San Pelino (Avezzano)

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San Pelino
frazione
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Comune Avezzano-Stemma.png Avezzano
Territorio
Coordinate 42°03′06″N 13°27′44″E / 42.051667°N 13.462222°E42.051667; 13.462222 (San Pelino)Coordinate: 42°03′06″N 13°27′44″E / 42.051667°N 13.462222°E42.051667; 13.462222 (San Pelino)
Altitudine 700 s.l.m. m s.l.m.
Abitanti 1 800[1] (2007)
Altre informazioni
Cod. postale 67051
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Sampelinesi
Patrono San Michele Arcangelo, San Vincenzo Ferreri, Sant'Agnese
Giorno festivo 13 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Pelino

San Pelino è un importante centro di circa 1800 abitanti (abitanti: sampelinesi), frazione del comune di Avezzano, in provincia dell'Aquila. Essa dista 2,79 chilometri dal capoluogo marsicano.

Deve l'attuale nome al passaggio del vescovo di Brindisi, San Pelino, di ritorno da Roma che venne poi rinchiuso e martirizzato a Corfinio e successivamente canonizzato.

Si trova lungo la costa nord del vecchio lago del Fucino.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Deve l'attuale nome al passaggio ed alla sosta del vescovo di Brindisi, san Pelino, di ritorno da Roma.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Un tempo il paese si trovava sulla collina prospiciente il monte Cervaro, ma dopo la distruzione subita nel terribile terremoto che colpì la Marsica il 13 gennaio del 1915, il paese venne ricostruito più in basso dal genio civile. Il suo territorio oggi è diviso in due zone la parte vecchia chiamata "San Pelino Vecchio", situata a nord del solco tracciato della A25, e la parte bassa comunemente chiamata "San Pelino",a sud dell'autostrada.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dopo precedenti frequentazioni, i primi insediamenti protostorici nell'area compresa tra il monte Cervaro e le variabili rive del lago, risalgono a popolazioni di origine indoeuropea, nel II millennio a.C. L'area fece parte del territorio dei Marsi, al confine con quello degli Equi. Dopo la guerra sociale tra i Romani e la confederazione dei popoli italici con capitale a Corfinium (91-88 a.C.) entrò a far parte del territorio di Roma.

Al periodo romano risale una fastosa villa di Lucio Vitellio, proconsole in Caria. Da tracciamenti filogenetici, si è arrivati a determinare che proprio in questa villa sarebbero approdate, sulla penisola italiana, la coltivazione del pistacchio e del fico. La presenza del lago rendeva il clima mite, consentendo l'abbondante presenza di frutteti e vigne. I resti della villa potrebbero essere identificati in località Panciano, attualmente a nord-est dell'attuale abitato di San Pelino.

Fu luogo di sosta di alcune truppe durante la battaglia di Tagliacozzo (1268), tra ghibellini e Angioini.

Nel 1937 si staccò dal comune di Massa d'Albe per divenire comune a sé stante per pochi anni, ed entrò quindi a far parte del comune di Avezzano. San Pelino viene considerata da molti anche come la capitale dei Marsi Anxatex.

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Le festività in onore dei Santi patroni si svolgono l'11 agosto, giorno in cui è celebrata la Vergine Maria, il 12 agosto, in cui viene celebrato San Vincenzo Ferrer ed il 13 agosto, giorno in cui viene celebrato San Michele Arcangelo, patrono del paese.

Il 17 gennaio è invece festeggiato Sant'Antonio abate: in questo giorno un grande fuoco è acceso nella piazza del paese: i sampelinesi si recano con animali domestici, quali cavalli e cani, di fronte al grande fuoco per ricevere la benedizione da parte del parroco.

Chiese e Monumenti[modifica | modifica sorgente]

In San Pelino sono presenti due chiese: la prima è dedicata al patrono San Michele Arcangelo ed è ubicata nel centro del paese; la seconda, più piccola in dimensioni, è dedicata alla Madonna del Rosario, ed è ubicata in San Pelino Vecchio, la parte antica del Paese situata sulla collina antistante il Monte Cervaro. In San Pelino è inoltre presente, sulla strada principale del paese, un monumento dedicato ai sampelinesi caduti nelle due Guerre Mondiali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ circa

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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