San Paolo d'Argon

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San Paolo d'Argon
comune
San Paolo d'Argon – Stemma San Paolo d'Argon – Bandiera
Chiesa di Santa Maria in Argon
Chiesa di Santa Maria in Argon
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Stefano Cortinovis (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°41′21″N 9°48′11″E / 45.689167°N 9.803056°E45.689167; 9.803056 (San Paolo d'Argon)Coordinate: 45°41′21″N 9°48′11″E / 45.689167°N 9.803056°E45.689167; 9.803056 (San Paolo d'Argon)
Altitudine 255 m s.l.m.
Superficie 5,25 km²
Abitanti 5 435[1] (31-12-2010)
Densità 1 035,24 ab./km²
Comuni confinanti Albano Sant'Alessandro, Cenate Sotto, Gorlago, Montello, Scanzorosciate, Torre de' Roveri, Trescore Balneario
Altre informazioni
Cod. postale 24060
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016189
Cod. catastale B310
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 432 GG[2]
Nome abitanti sampaolesi
Patrono san Mauro
Giorno festivo 15 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Paolo d'Argon
Posizione del comune di San Paolo d'Argon nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di San Paolo d'Argon nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

San Paolo d'Argon (San Pól in dialetto bergamasco[3]) è un comune italiano di 5.239 abitanti[4] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato all'inizio della Val Cavallina, il comune si trova a circa 10 chilometri a est del capoluogo orobico ed è percorso da due importati vie di comunicazione: la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola e la strada provinciale 91 che la collega con il Lago d'Iseo.

L'abitato è posto ai piedi del colle d'Argon, mentre la parte collinare è rimasta destinata all'agricoltura e ai boschi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale

Fin dal medioevo il borgo di San Paolo d'Argon è stato un importante polo culturale ed economico per la presenza di un grande monastero benedettino di fondazione cluniacense (XI secolo), fondato dal conte Gisalberto nell'anno 1079.

Per alcuni secoli, i territori circostanti furono gestiti dai monaci dell'abbazia stessa, ma dal XV secolo tutte le proprietà passarono sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Come il resto della provincia, dopo più di tre secoli alla Serenissima subentrò la napoleonica Repubblica Cisalpina che ebbe però poca durata, in quanto scalzata dagli austriaci che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto.

Dal 1859, così come tutta la Lombardia, venne annesso all'Italia, seguendo poi tutte le vicende della nuova nazione.

Fino ai primi anni del XX secolo il nome del paese era Buzzone, mentre con San Paolo d'Argon si intendeva soltanto il complesso monastico e l'annessa chiesa.

Nel 1929 poi il paese fu accorpato in un'unica entità amministrativa con i comuni di Cenate Sopra e Cenate Sotto, prendendo il nome di Cenate d'Argon. Il tutto durò fino al 1948, quando le tre entità vennero nuovamente scisse in singoli comuni.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei luoghi di maggior richiamo è il sopracitato monastero benedettino. Soppresso nel periodo napoleonico, il convento originario fu radicalmente ristrutturato nel XVI secolo, e conserva ancora l'impronta nei due chiostri (uno del 1500 e l'altro del 1532).

Interessanti ambienti seicenteschi sono conservati nell'ex convento dei monaci benedettini, in particolare l'ex refettorio affrescato intorno all'anno 1624 dal veronese Giovanni Battista Lorenzetti e la sala del Capitolo.

A fianco del monastero si trova la chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo, che fu ricostruita dall'architetto luganese Domenico Messi a partire dal 1684. Dedicata a San Paolo Apostolo, presenta degli affreschi della volta della navata eseguiti dall'artista comasco Giulio Quaglio di Laino tra il 1712 e il 1713.

Al proprio interno conserva inoltre opere d'arte di notevole pregio: tra queste meritano menzione gli affreschi della navata, opera di Giulio Quaglio, gli altari in marmo eseguiti dai fratelli Domenico ed Antonio Corbarelli con sculture provenienti dalla bottega di Andrea Fantoni, così come le statue degli Evangelisti di Santo Callegari il Vecchio.

Numerosi sono i dipinti: la pala raffigurante Sant'Andrea con i Santi Giovanni evangelista, Pantaleone e Lucia, di Antonio Molinari, le tele di Giuseppe Maria Crespi che rappresentano Il martirio di San Giovanni evangelista e Sant'Andrea che adora la croce del proprio martirio, la pala d'altare di Gregorio Lazzarini riportante San Benedetto che consegna a San Mauro la regola benedettina tra i Santi Placido e Scolastica e le tele di Sebastiano Ricci che raffigurano San Mauro che salva San Placido dalle acque per comando di San Benedetto e San Mauro che guarisce gli infermi.

Ed ancora due tele del veronese Antonio Balestra, nonché Il sacrificio di Isacco ed Il serpente di bronzo di Paolo de Matteis e Sant'Alessandro decapitato e i Santi Grata, Fermo, Rustico e Antonio di Antonio Bellucci.

Grande importanza ricopre la Chiesa di Santa Maria in Argon. Posta sulla sommità del Colle d'Argon che svetta sul paese, risale all'XI secolo. La prima struttura, in stile romanico, venne ampilata nel XV secolo con due ambienti laterali. All'inizio del secolo successivo furono costruiti il campanile e l'abside, mentre nel 1617 venne sopraelevata l'abside, costruito un nuovo altare centrale e rifatta la facciata.

Successivamente, nel corso del medesimo secolo, vennero apportate ulteriori modifiche che diedero all'edificio l'aspetto attuale. All'interno si trova un ciclo pittorico risalente ad un periodo compreso tra il XVI ed il XVII secolo. All'esterno piccolo porticati riportano affreschi votivi del XV secolo.

Inoltre il territorio comunale, pur appartenendo ad una zona densamente popolata, offre numerose possibilità per chi volesse stare a contatto con la natura. Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le iniziative per rivalorizzare gli spazi verdi presenti, che hanno permesso alla popolazione di ritornare a scoprire angoli suggestivi. Tra questi vi è il colle d’Argon, un piccolo polmone verde che risulta essere una delle prime propaggini del monte Misma, che è stato inserito in un Parco locale di interesse sovracomunale denominato Parco delle valli d'Argon.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha come simboli lo stemma e il gonfalone conferiti con D.P.R. del 16 maggio 1965.

Blasonatura stemma:

« D'azzurro, a due spade d'argento manicate d'oro, poste in croce di Sant'Andrea e caricate di una fiamma al naturale; nel cantone sinistro del capo un'ape pure d'oro dal volo spiegato. Ornamenti esteriori da Comune. »
(D.P.R. 16 maggio 1965)

Blasonatura gonfalone:

« Drappo partito di giallo e d'azzurro... »

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio del Comune è il San Paolo d'Argon, che attualmente gioca nel campionato lombardo di Promozione. In passato ha giocato per sette stagioni consecutive nel Campionato Nazionale Dilettanti (l'attuale Serie D), dal 1991, anno in cui ha chiuso il campionato al quarto posto in classifica, fino al 1998, quando ha chiuso il suo girone al penultimo posto in classifica retrocedendo così in Eccellenza.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del San Paolo d'Argon
  • 2004-2005- 8° in Promozione.
  • 2005-2006- 17° in Promozione, retrocede in Prima Categoria.
  • 2006-2007 - in Prima Categoria.
  • 2007-2008- 6° in Promozione.
  • 2008-2009- 6° in Promozione, eliminato al primo turno di playoff dalla Stezzanese (2-2).
  • 2009-2010- 2° in Promozione, vince i playoff contro l'Union Villa Cassano (2-0, 3-0). Promosso in Eccellenza.
  • 2010-2011- 11° in Eccellenza.
  • 2011-2012- 17° in Eccellenza, retrocesso in Promozione.
  • 2012-2013- 9° in Promozione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Dato Istat all'1/1/2008.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Angelini, La famiglia bergamasca dei Manni marmorari intarsiatori, in "La Rivista di Bergamo", prima parte, ottobre 1960, 5-11; seconda parte, novembre 1960, pp. 5–14.
  • Pagnoni, Le chiese parrocchiali della Diocesi di Bergamo. Appunti di storia e di arte, Edizione Il Conventino, Bergamo 1974.
  • Piervaleriano Angelini, La famiglia Manni di Rovio. La scultura decorativa e l'arte della tarsia marmorea in terra bergamasca, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo ("Arte&Storia", anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, pp. 158–165) (con ampia bibliografia).
  • Paolo Mazzariol, I Camuzio di Montagnola. Stuccatori a Bergamo e nel Bergamasco, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell’arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo ("Arte&Storia", anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, pp. 236–245).
  • Lorenzo Pieresca, La bottega dei Farinati e Giovanni Battista Lorenzetti, in "Verona illustrata", n. 22, a. 2009, pp. 27–36 (ill. II-III, 7-27).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]