San Miniato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da San Miniato al Tedesco)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi San Miniato (disambigua).
San Miniato
comune
San Miniato – Stemma San Miniato – Bandiera
San Miniato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.png Pisa
Amministrazione
Sindaco Vittorio Gabbanini (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°41′00″N 10°51′00″E / 43.683333°N 10.85°E43.683333; 10.85 (San Miniato)Coordinate: 43°41′00″N 10°51′00″E / 43.683333°N 10.85°E43.683333; 10.85 (San Miniato)
Altitudine 190 m s.l.m.
Superficie 102,56 km²
Abitanti 28 257[1] (31-12-2010)
Densità 275,52 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Castelfiorentino (FI), Cerreto Guidi (FI), Empoli (FI), Fucecchio (FI), Montaione (FI), Montopoli in Val d'Arno, Palaia, Santa Croce sull'Arno
Altre informazioni
Cod. postale 56028
Prefisso 0571
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 050032
Cod. catastale I046
Targa PI
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Nome abitanti samminiatesi
Patrono San Genesio
Giorno festivo 25 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Miniato
Posizione del comune di San Miniato all'interno della provincia di Pisa
Posizione del comune di San Miniato all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

San Miniato (già San Miniato al Tedesco) è un comune italiano di 28.223 abitanti[2] della provincia di Pisa.

Il centro storico della cittadina sorge in posizione strategica su un colle lungo l'Arno a metà strada tra Firenze e Pisa; la città, fino alla definitiva conquista fiorentina, è stata quindi scena di scontri fra i due odierni capoluoghi. Sede di diocesi, San Miniato è un importante centro economico ed industriale della zona del cuoio ed è famosa per i suoi tartufi bianchi.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo storico della cittadina si estende su tre colli confinanti lungo la piana dell'Arno, a 140 m.s.l., con un impianto urbanistico medievale intatto. La posizione è particolarmente felice per il controllo dei principali assi viari e fluviali della zona, dalla via Francigena alla via Pisana, e dall'Arno all'Elsa. Più a valle, sul lato nord, si estende San Miniato Basso (26 m.s.l.), che ne rappresenta la frazione industriale (soprattutto attiva nella lavorazione delle pelli e del cuoio), sviluppatasi a partire dagli anni cinquanta del Novecento. Si tratta di un tipico insediamento moderno "scivolato" dalle pendici collinari verso la statale, caratteristico della riva sinistra dell'Arno, che ha permesso una sostanziale conservazione del centro storico, oggi vocato soprattutto come meta turistica, e delle terre agricole verso sud, dominate, oggi come secoli fa, dalle coltivazioni della vite e dell'olivo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di San Miniato.

Il nucleo originario della città risale all'VIII secolo: un gruppo di longobardi, secondo un documento originale datato 713 e conservato nell'Archivio Arcivescovile a Lucca, si stabilì su questo colle ed edificò una chiesa dedicata al martire Miniato. Federico II di Svevia eresse nella città la rocca e vi fece risiedere il suo vicario per la Toscana. Per questa origine germanica la città, di tradizione ghibellina, fu chiamata per tutto il medioevo come San Miniato al Tedesco, nome che è rimasto in uso anche nei secoli successivi.

Dopo aver siglato la pace con Firenze il 31 dicembre 1370, San Miniato adottò il calendario fiorentino in sostituzione di quello pisano e mutò il nome in San Miniato al Fiorentino, e poi semplicemente San Miniato.[3]

Nel 1622 ottenne la cattedra vescovile e quindi la diocesi: fino ad allora faceva infatti parte della diocesi di Lucca.

Il giovane Napoleone visitò San Miniato per ben due volte. La prima fu per avere l'attestato di nobiltà della propria famiglia: i Bonaparte di Aiaccio avevano infatti lontane origini sanminiatesi; l'attestato era necessario a Napoleone per poter accedere all'accademia militare francese. Successivamente vi fece ritorno durante la Campagna d'Italia, facendo visita all'ultimo superstite del ramo toscano della famiglia, il canonico Filippo Buonaparte. Una lapide affissa sul palazzo Buonaparte testimonia l'incontro lì avvenuto.

La città rimase nell'orbita fiorentina fino al 1925, quando fu ceduta alla provincia di Pisa[4].

La seconda guerra mondiale lasciò il segno nella città per via della strage del Duomo. Venne altresì distrutta una buona parte delle costruzioni medievali, tra cui la Rocca di Federico II, prontamente ricostruita negli anni successivi.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strage del Duomo di San Miniato.

Motto[modifica | modifica sorgente]

Il motto della città che compare sotto lo stemma comunale è: Sic nos in sceptra reponis (Così ci ricollochi nel regno, oppure anche Così ci restituisci agli antichi onori).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Panoramica da sud del colle su cui sorge San Miniato, fotografata dalla frazione Cusignano, ben visibile sulla cima la Torre Guelfa

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese parrocchiali[modifica | modifica sorgente]

Chiese minori[modifica | modifica sorgente]

Cappelle[modifica | modifica sorgente]

Abbazie, conventi, santuari[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto samminiatese è considerato un dialetto di tipo fiorentino. [6]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Mostra Mercato del Tartufo Bianco I 2009
Mostra Mercato del Tartufo Bianco II 2009
Fuochi di San Giovanni 2008
  • La principale manifestazione che ha luogo nel Comune è la Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi che si svolge nelle principali vie e piazze del capoluogo il secondo, terzo e quarto fine settimana di novembre.
  • Altri eventi legati al prezioso tubero sono la Festa del tartufo di Corazzano che ha luogo in questa località la prima domenica di ottobre, la Festa del Tartufo e del Fungo di Balconevisi che si tiene nell'omonima frazione la terza domenica di ottobre e infine la Festa del Tartufo Marzuolo di Cigoli, che viene effettuata nell'omonimo paese durante il mese di marzo.
  • San Miniato è sede del festival di prosa più antico d'Italia: la Festa del teatro. Gestito dalla Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato, diretto da Salvatore Ciulla e presieduto da Stefano Petrucci, il festival è attivo ininterrottamente dal 1947. I più grandi attori e registi hanno in tutti questi anni calcato il palcoscenico di San Miniato (Orazio Costa, Aldo Trionfo, Giorgio Strehler, Franco Enriquez, Luigi Squarzina tra i registi, Paolo Giuranna, Elena Zareschi, Roberto Erliska, Massimo Foschi, Carlo Pani, Paola Gasman, Elisabetta Pozzi tra gli attori, Eliot, Bono, Woitila, tra gli autori.). Il festival va in scena nel mese di luglio.
  • Tra le altre manifestazioni da segnalare il festival internazionale del teatro di figura La luna è azzurra, che si tiene a fine giugno e la storica Festa del teatro, a fine luglio, con la rappresentazione di un dramma popolare a soggetto religioso in piazza del Duomo.
  • Durante tutto il mese di luglio hanno luogo a San Miniato e nelle frazioni del Comune i concerti di Un castello di suoni un'importante rassegna di musica classica, che da anni porta a San Miniato musicisti di fama internazionale, valorizzando anche i giovani esecutori. Durante la manifestazione ogni anno viene proposta al pubblico un'opera lirica.
  • Nella notte del 23 giugno vengono organizzati i Fuochi di San Giovanni presso il prato della Rocca di Federico II.
  • La prima domenica dopo Pasqua, sempre presso il prato della Rocca di Federico II viene organizzata la Festa degli Aquiloni'.
  • Le feste religiose: la prima domenica di settembre si svolge la processione della Madonna della Cintola, dalla chiesa della SS. Anunziata (detta della Nunziatina) fino alle Colline; festa del SS. Crocifisso di San Miniato in estate;

Persone legate a San Miniato[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

Importanti località che compongono il territorio di San Miniato sono inoltre: Calenzano, Canneto, Marzana, Montebicchieri, La Dogaia, Palagio, Parrino e San Quintino.

Altre località minori sono quelle di Alberaccio, Borghigiana, Bottega Genovini, Calpetardo, Case Altini, Case Nuove di Roffia, Casotti di Moriolo, Collebrunacchi, Fondo Scesa Balconevisi, Fornacino, Gargozzi, Giovanastra, Guerrazzi, Le Case, Le Colonne, Le Tombe, Mezzopiano, Molino Vecchio, Montorzo, Nocicchio, Ontraino, Palagetto, Palazzo Torto, Piano di Moriolo, Poggio a Isola, Sant'Angelo.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Nella parte del territorio a sud del capoluogo è ancora fiorente l'attività agricola, Prodotti tipici del territorio sono oltre al celeberrimo tartufo bianco delle colline sanminiatesi, il pomodoro grinzoso sanminiatese, il carciofo sanminiatese, l'oliva mignola. Nelle campagne circostanti si coltiva inoltre la varietà di tabacco Kentucky utilizzato per la produzione del sigaro toscano.

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

San Miniato Basso e Ponte a Egola sono ricche di piccole industrie manifatturiere e artigianali.

Industria[modifica | modifica sorgente]

San Miniato è uno dei comuni del comprensorio del cuoio. Le industrie sono prevalentemente localizzate nella frazione di Ponte a Egola.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico medievale e gli agriturismi delle campagne richiamano molti turisti, in particolare stranieri.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 agosto 1944 13 agosto 1945 Emilio Baglioni Partito Socialista Italiano sindaco
14 agosto 1945 29 marzo 1946 Concilio Salvadori Partito Comunista Italiano sindaco
30 marzo 1946 8 settembre 1946 Aurelio Giglioli Partito Socialista Italiano sindaco
9 settembre 1946 19 giugno 1951 Bruno Falaschi Partito Comunista Italiano sindaco
20 giugno 1951 21 ottobre 1954 Concilio Salvadori Partito Comunista Italiano sindaco
22 ottobre 1954 19 giugno 1956 Bruno Falaschi Partito Comunista Italiano sindaco
20 giugno 1956 19 febbraio 1958 Concilio Salvadori Partito Comunista Italiano sindaco
20 febbraio 1958 19 dicembre 1960 Benito Baldini Partito Comunista Italiano sindaco
20 dicembre 1960 11 gennaio 1964 Bruno Falaschi Partito Comunista Italiano sindaco
12 gennaio 1964 24 luglio 1975 Nello Baldinotti Partito Comunista Italiano sindaco
25 luglio 1975 7 novembre 1985 Luciano Nacci Partito Comunista Italiano sindaco
8 novembre 1985 11 giugno 1990 Pier Luigi Tonelli Partito Comunista Italiano sindaco
12 giugno 1990 12 giugno 1999 Alfonso Lippi Partito Comunista Italiano -

Partito Democratico della Sinistra

sindaco
13 giugno 1999 7 giugno 2009 Angelo Frosini Democratici di Sinistra sindaco
8 giugno 2009 in carica Vittorio Gabbanini Partito Democratico sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

San Miniato è gemellato con:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche demografiche, ISTAT. URL consultato il 1º marzo 2011.
  3. ^ Vasco Simoncini, San Miniato e la sua Diocesi, Ed. Del Cerro 1989, p. 21.
  4. ^ R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011, art. 2 s:R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Aa.Vv. Pubblicazioni della Società di linguistica italiana, Volumi 23-24, 1985, p. 39.
  7. ^ a b www.comune.san-miniato.pi.it: Gemellaggi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003. ISBN 88-365-2767-1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Toscana Portale Toscana: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Toscana