San Lorenzo (zona di Roma)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

San Lorenzo è la zona urbanistica 3b del Municipio Roma II (ex Municipio Roma III) di Roma Capitale. Si estende sul quartiere Q. VI Tiburtino.

Popolazione: 9 660[1] abitanti.

È situata fra le Mura Aureliane, all'altezza di Porta Tiburtina, e il cimitero del Verano, attraversata dal tratto iniziale di via Tiburtina. Prende il nome dalla vicina basilica di San Lorenzo fuori le mura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'urbanizzazione della zona risale al periodo tra il 1884 e il 1888, quando Roma conobbe, in seguito alla sua unificazione al Regno d'Italia e al suo divenire capitale, un grande sviluppo urbanistico. Prima di questa data, oltre le Mura Aureliane si estendeva un paesaggio sostanzialmente agricolo, tanto che la basilica di San Lorenzo era definita "fuori le mura", con riferimento alle Mura Aureliane.

La finalità della sua costruzione fu la realizzazione di alloggi per gli operai che arrivarono a Roma alla fine del secolo XIX per lo sviluppo urbanistico della città a cavallo tra i due secoli. Primi abitanti furono infatti ferrovieri, operai ed artigiani. Da qui la natura popolare del quartiere, che si rispecchia nelle particolari tipologie abitative. La zona, complice la mancanza di servizi e di infrastrutture, finì subito preda del degrado, come ricorda la scrittrice Sibilla Aleramo che la visitò a fine secolo e fu costretta a fuggirne.[senza fonte]

Nel 1909 entra nel piano regolatore del comune di Roma. Fu l'unico quartiere in cui si tentò di fermare la Marcia su Roma, tanto che da lì nacque la fama di "quartiere rosso" assieme ad altri quartieri storici della Capitale, come Testaccio.

San Lorenzo pagò tuttavia cara la sua opposizione perché fu attaccato duramente da una spedizione punitiva guidata da Italo Balbo (fra gli abitanti si registrarono 13 morti)[2].

Il 19 luglio del 1943, in piena seconda guerra mondiale, fu colpito dal bombardamento degli alleati su Roma[3], con l'obiettivo di attaccare lo scalo merci ancora oggi attivo, insieme al quartiere Tiburtino, al Prenestino, al Casilino, al Labicano e al Tuscolano. Sei giorni dopo, il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini ed il Fascismo terminò. Alle ore 11.03, 662 bombardieri statunitensi rilasciarono 4 000 bombe (circa 1 060 tonnellate) sul quartiere, provocando circa 3 000 morti, di cui 1377 identificati, ed 11 000 feriti.

Gaetano Bordoni, testimone che rimase ferito nel bombardamento, persi numerosi parenti, trasformò la bottega da barbiere del padre in una nota "casa della memoria"[4]; intervistato più volte[5], da alcuni storici fu considerato fonte di storia orale[6] e citato in diverse pubblicazioni sull'argomento[7].

Come già citato, il bombardamento colpì diverse zone ad est della città (fra queste, la più borghese zona di via dei Villini, e l'area intorno piazza Bologna). Ma quello di San Lorenzo, un po' perché il primo, un po' perché quello che causò maggiori danni, un po' perché associato con l'arresto di Mussolini solo sei giorni dopo, è stato quello più celebrato, con cerimonie pubbliche che si svolgono annualmente.

Negli anni del dopoguerra San Lorenzo continua ad essere un quartiere popolare e dominato dalla piccola delinquenza. Tra i personaggi dell'epoca va annoverato Giovanni Fontana detto "Nino", considerato tra gli ambienti della malavita, romana non solo, "Er Più" di San Lorenzo.

San Lorenzo svolge un ruolo fondamentale negli anni delle contestazioni studentesche in quanto vi trovano sede diversi gruppi extra-parlamentari, sia per la disponibilità di botteghe (in genere botteghe abbandonate dagli artigiani) che per i bassi affitti. I volantini distribuiti dovevano riportare la dizione "ciclostilato in proprio", e così Lotta Continua riportava via dei Piceni, il Movimento Studentesco via dei Marrucini, Potere Operaio via dei Volsci[senza fonte].

San Lorenzo è un quartiere frequentato dagli studenti della vicina Università degli Studi di Roma "La Sapienza", animato da numerosi pub, ristoranti, birrerie e associazioni culturali, perdendo via via la fisionomia schiettamente popolare che aveva assunto dal suo sorgere al dopoguerra. Il quartiere ha ospitato tra i suoi abitanti artisti, artigiani, scrittori e intellettuali, nonché noti esponenti del mondo cinematografico.

Il 19 luglio del 2003, nel Parco dei Caduti del 19 luglio 1943, è stato inaugurato un monumento commemorativo per i caduti del bombardamento. L'opera riporta i nominativi delle 1 674 vittime (accertate) di San Lorenzo.

Persone legate a San Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Porta Tiburtina, in origine monumentale arco costruito dall'imperatore Augusto nel 5 a.C. per permettere il passaggio al di sopra della strada dei tre acquedotti dell'Aqua Marcia, Aqua Tepula e Aqua Iulia provenienti dalla Porta Praenestina (Porta Maggiore). L'arco, inserito nelle mura fatte costruire dall'imperatore Aureliano a partire dal 271 a.C., è in travertino, ha pilastri tuscanici e chiavi di volta ornate da bucrani (motivi ornamentali a forma di teschio di bue).
  • Sepolcro romano di largo Talamo, piccolo mausoleo risalente al I secolo d.C., è rivestito esternamente in travertino e con una cella rotonda all'interno. Testimonianza della presenza nell'area di monumenti funebri, di cui l'esempio più significativo è il vicino sepolcro del fornaio Eurisace a Porta Maggiore.
  • Villa Gentili-Dominici, costruzione settecentesca incastonata tra le mura Aureliane e gli archi dei tre acquedotti, ha inglobato anche il camminamento sulle mura trasformandolo in un giardino pensile. Costruita nella proprietà acquisita dal marchese Filippo Gentili tra il 1739 e il 1741 e costituita inizialmente da un orto, sarà ampliata e resa molto più estesa di quella attuale. Alla morte del marchese e del fratello cardinale Antonio Saverio Gentili la proprietà passò alla nipote la marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapadule. Nel 1885 infatti viene in gran parte ceduta all'esercito che tuttora la occupa.[8][9]
  • Pastificio Cerere, birreria Wuhrer e vetreria Sciarra, costituiscono delle importanti testimonianze dell'architettura industriale di inizio Novecento. Il primo è divenuto un centro di arte contemporanea, la seconda è stata demolita per lasciare il posto alla facoltà di Psicologia dell'Università La Sapienza e i locali della terza, ristrutturati, sono stati dati in cessione anch'essi alla prima università romana soprattutto per la facoltà di Scienze Umanistiche.
  • Villa Mercede: L'area dove oggi sorge Villa Mercede era parte fino alla fine dell'800, di una vasta area coltivata a vigne denominata vigna Zampillone, estesa dalle Mura fino al Verano. L'urbanizzazione del quartiere agli inizi del '900 ridusse velocemente l'area coltivata. Nel 1913,quando la proprietà risultava intestata alla famiglia De Reinach e a Teresa Lemoine, fu costruito un edificio di notevoli dimensioni denominato "LaVilletta". Poche sono le notizie riguardo ai proprietari: i De Reinach possedevano numerosi terreni fuori Porta Tiburtina mentre la signora Lemoine era una religiosa la quale, insieme ad altre facoltose signore, nel 1907 acquistò il terreno dalla Banca d'Italia per destinarlo ad opera pia. Essa, infatti, nel 1931 cedette al vicino Istituto delle Suore Ausiliatrici tutta la proprietà con l'edificio della "Villetta" e la chiesa di S. Maria Ausiliatrice allora in fase di costruzione, progettata dall'arch. G. Gualandi nel 1921 consacrata nel 1926. Fino al 1970 l’area di circa 22.000 mq. compresa tra via Tiburtina, via dei Marruccini, via dei Ramni, via dei Luceri, rimase tutta di proprietà delle suore Ausiliatrici, che la lottizzarono dividendola in due parti e mettendo in vendita quella su via Tiburtina. L'area fu acquistata nel 1975, per destinarla a centro sportivo aziendale, dal Banco di S. Spirito e nel 1979 fu aperta al pubblico, a seguito di una convenzione con il Comune di Roma per la quale fu redatta un'apposita variante al Piano Regolatore Generale, destinata dal 1962 a "verde privato" e approvata nel 1982, per la sistemazione urbanistica del complesso immobiliare della villa. Nel 1983 il Banco di S. Spirito cedette definitivamente al Comune di Roma la porzione del complesso di Villa Mercede (di circa 8.000 mq.) tra via dei Marrucini e via Tiburtina con le due costruzioni adibite a teatrino e a portineria.  La restante parte fu venduta alla diocesi di Roma. Il 15 novembre1974 la chiesa fu eretta a parrocchia con il decreto del cardinale vicario Ugo Poletti “Neminem latet”, e intitolata a Tommaso Moro. Il riconoscimento agli effetti civili del provvedimento vicariale è stato decretato il 10 marzo 1978. La proprietà immobiliare è della Pont. Opera per la Preservazione della Fede e la provvista di nuove Chiese in Roma. La chiesa è in stile neogotico a tre navate, suddivise da colonne che terminano concapitellicorinzi; essa ha una volta a crociere e cappelle laterali.
  • Cimitero del Verano e la zona di via dei Volsci, dove si concentra il relativo centro di lavorazione dei marmi e delle lapidi. Da menzionare due tipi di marmo di unica realizzazione a San Lorenzo: il torrone così denominato per la somiglianza con il dolce omonimo e il gufetto o tufetto più morbido e di colore tendente al bruno.
  • Città Universitaria della "Sapienza", costruita a partire dal 1933 per ordine di Mussolini con l'importante contributo dell'architetto Marcello Piacentini in un'area di circa 20 ettari. Costituisce uno spazio separato rispetto al resto della città e del quartiere.
  • Istituto Superiore Statale "Niccolò Machiavelli" (edificio del primo Novecento, ospita il Liceo Classico, già Gaio Lucilio), in via dei Sabelli.

Il quartiere e l'università[modifica | modifica wikitesto]

San Lorenzo è a tutti gli effetti considerato il quartiere universitario di Roma. Infatti, adiacente al suo territorio si trova l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" che, con i suoi 148 000 iscritti[10], è l'ateneo più grande d'Europa. Gli appartamenti dei condomini operai, spesso di piccola o piccolissima cubatura, sono stati progressivamente abbandonati dai residenti e affittati da studenti universitari[11].Il massiccio afflusso di studenti ha portato ad un rilevante incremento della vita notturna nella zona con la conseguente apertura di ristoranti, pizzerie, pub e club. Luogo di incontro principale è piazza dell'Immacolata, che ogni notte viene invasa da centinaia di giovani.

Notizie[modifica | modifica wikitesto]

  • San Lorenzo e il Santo Graal: il 19 giugno 2007 le più importanti agenzie di stampa italiane riportano la notizia della possibilità che il Santo Graal si trovi a Roma, proprio nella basilica di San Lorenzo Fuori Le Mura. A sostenere questa ipotesi è l'archeologo Alfredo Barbagallo. Dopo due anni di ricerche lo studioso ritiene infatti che vari elementi dimostrerebbero chiaramente la presenza di un «manufatto con le caratteristiche del tutto simili a quelle della bimillenaria reliquia»[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  2. ^ Franco Spicciariello, "IL «PRIMATO» DI UN FASCISTA CRITICO"
  3. ^ Il bombardamento ispirò la canzone "San Lorenzo" di Francesco de Gregori.
  4. ^ Il barbiere di San Lorenzo che non dimentica le bombe, Galleria fotografica pubblicata su La Repubblica, 16 aprile 2007.
  5. ^ Nel documentario che l'italianista David Forgacs dedica a San Lorenzo, Bordoni compare come una delle fonti principali David Forgacs, San Lorenzo: memory and place, New York University, New York, 2005
  6. ^ Si veda, ad esempio, nel prestigioso The Oxford Handbook of Postwar European History Handbook il capitolo di Geoff Eley, "Corporatism and the Social Democratic Moment: The Postwar Settlement, 1945-1978, Oxford, Oxford University Press, 2012, p. 43
  7. ^ Cesare De Simone, Venti angeli sopra Roma. I bombardamenti aerei sulla Città Eterna 19 luglio e 13 agosto 1943, Milano, Mursia, 1993; Umberto Gentiloni Silveri e Maddalena Carli, Bombardare Roma. Gli Alleati e la “città aperta" (1940-1944), Bologna, Il Mulino, 2007; Marco Patricelli, L’Italia sotto le bombe. Guerra aerea e vita civile 1940-1945, Roma-Bari, Laterza, 2007; Nicola Labanca (a cura di), I bombardamenti aerei sull’Italia, Bologna, Il Mulino, 2012..
  8. ^ scheda online
  9. ^ scheda online
  10. ^ Elaborazione Satis 5/11/07
  11. ^ Marcello Pazzaglini, San Lorenzo 1881-1981. Storia di un quartiere popolare a Roma, Officina Edizioni, Roma, 1989.
  12. ^ Articolo del 20/6/2007 su la Repubblica.it: Il Santo Graal esiste è in una chiesa di Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Pazzaglini, San Lorenzo 1881-1981. Storia di un quartiere popolare a Roma, Roma, Officina Edizioni, 1989.
  • Cesare De Simone, Venti angeli sopra Roma. I bombardamenti aerei sulla città eterna (il 19 luglio e il 13 agosto 1943), Milano, Mursia, 1993, ISBN 978-88-425-1450-3.
  • Marcello Pazzaglini, Il quartiere San Lorenzo a Roma: storia e recupero, Roma, Gestedil, 1994.
  • Lidia Piccioni, San Lorenzo. Un quartiere romano durante il fascismo, Roma, Storia e Letteratura, 2002, ISBN 978-88-8498-027-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 41°53′49.57″N 12°30′56.68″E / 41.897102°N 12.515745°E41.897102; 12.515745

Roma Portale Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Roma