Isidoro di Siviglia

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Sant'Isidoro di Siviglia.
Sant'Isidoro di Siviglia, di Murillo.
Sant'Isidoro di Siviglia, di Murillo.

Vescovo e dottore della Chiesa

Nascita Cartagena, 560
Morte Siviglia, 4 aprile 636
Venerato da Chiesa cattolica.
Canonizzazione Pre canonizzazione
Santuario principale Cattedrale di Siviglia
Ricorrenza 4 aprile
Attributi Bastone pastorale, mitra, libro
Patrono di Siviglia, internet, programmatori, studenti

Isidoro di Siviglia (in latino Isidorus Hispalensis; Cartagena, 560 circa. – Siviglia, 4 aprile 636) fu vescovo della città spagnola durante il dominio dei Visigoti e prominente esponente del mondo culturale suo contemporaneo. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica che lo considera Dottore della Chiesa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Cartagena da Severiano e Turtura, quarto di cinque fratelli, di cui quattro sono venerati come santi dalla Chiesa cattolica: Leandro, Fulgenzio, Fiorentina e lo stesso Isidoro.

Chierico a Siviglia, Isidoro succedette al fratello Leandro nel governo episcopale dell'importante arcidiocesi. Ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende politico-religiose della Spagna dominata dai Visigoti, contribuendo alla loro conversione dall'arianesimo al credo niceno, e come promotore e massimo rappresentante di un risveglio della cultura e delle lettere in quei tempi. I suoi interessi culturali abbracciarono tutto il campo dello scibile del tempo: le arti liberali, il diritto, la medicina, le scienze naturali, la storia, la teologia dogmatica e morale. La sua immensa produzione letteraria ha però risentito di questa vastità di interessi e (opinione personale) manca di originalità e profondità, riducendosi il più delle volte a puri compendi o antologie. Fu denominato doctor egregius.

La Torre del Oro fu per un periodo una cappella dedicata a Isidoro.

Isidoro è menzionato anche nella Divina Commedia.[1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Statua di Isidoro di Siviglia a Madrid (1892), opera di J. Alcoverro.

Scrisse molto, su vari argomenti, opere di carattere culturale e dottrinario scrivendo di scienza, storia, teologia, morale ed esegesi biblica.

Opere storiche[modifica | modifica sorgente]

Scrisse una storia universale, i Chronica Maiora, e una Storia di Goti, Vandali e Svevi (Historia de regibus Gothorum, Wandalorum et Suevorum).

Opere di esegesi[modifica | modifica sorgente]

Questiones in Vetus Testamentum e Allegoriae quaedam Sacrae Scripturae, una spiegazione in chiave allegorica degli episodi delle Sacre Scritture.

Opere di grammatica[modifica | modifica sorgente]

Si occupò di grammatica con una raccolta di sinonimi Synonymorum in due libri e con il trattato Differentiae.

Opere enciclopediche[modifica | modifica sorgente]

Il suo capolavoro, che influenzò in larga misura la cultura del Medioevo, sono le Etymologiae, in venti libri, enciclopedia di tutto lo scibile del tempo, composta prendendo come spunto le etimologie dei vari termini. La mole dell'opera è imponente e i temi sono i più svariati: arti liberali, religione, medicina, diritto, lingue e popoli, l'uomo e gli animali, la geografia, l'architettura, l'agricoltura, la geologia, la guerra, le armi, l'abbigliamento e i mezzi di trasporto. Tutti questi temi hanno in comune il modo in cui vengono introdotti nell'opera, ovvero attraverso una piccola introduzione e l'etimologia della parola. Spesso le etimologie sono errate, ma non per questo diminuisce il valore dell'opera. Alla base della composizione di quest'opera c'è il vero fulcro del pensiero di Isidoro. Per Isidoro, infatti, l'etimologia è il vero cuore funzionante dell'opera, in quanto solo attraverso la conoscenza di quest'ultima si può accedere all'effettiva conoscenza di fatti, oggetti e fenomeni. Coesiste, quindi, uno stretto legame tra la res e il nomen, che fa sì che non si possa conoscere l'una senza conoscere l'altro.

Scrisse inoltre l'importante trattato enciclopedico De Rerum Natura in cui vengono trattati anche temi di astronomia, per lo studio dei quali si avvale di un apparato grafico, probabilmente mutuato da antichi manuali a noi non pervenuti, basato sullo schema della ruota, ragion per cui il libro nella tradizione medioevale è ricordato col nome di Liber Rotarum. In esso, infatti, si fa ricorso a sette figure, di cui sei circolari: la ruota dei mesi, quella degli anni, il cubo degli elementi, la ruota del mondo con i rapporti tra microcosmo e macrocosmo, quella dei pianeti ed infine la rosa dei venti.[2].

Papa Giovanni Paolo II lo ha designato nel 2002 come patrono di Internet e di chi ci lavora, essendo stato l'autore della prima enciclopedia mai scritta (antesignana di Internet, attraverso cui è possibile accedere a tutto lo scibile umano, e dei database, in quanto raccolte di dati ordinati e classificati).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^
    « Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro / d'Isidoro, di Beda e di Riccardo, / che a considerar fu più che viro. »
    (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, X, 130-132)
  2. ^ Nicoletta Lanciano in Progetto Alice, anno 2009-I

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Caffaro – G. Falanga, Isidoro di Siviglia. Arte e tecnica nelle Etimologie, Salerno 2009.
  • W. M. Lindsay, Isidori hispalensis episcopi Etymologiarum sive Originum, Libri XX, Oxford 1911 (repr. 1989), I-II.
  • (ES) J. Madoz, San Isidoro de Sevilla. Sembianza de su personalidad literaria, Centro de Estudios San Isidoro, Léon, 1960.
  • (ES) L. Robles, Isidoro de Sevilla y la cultura eclesiástica de la España visigoda. Notas para un estudio del Libro de las sentencias in Archivos Leoneses, 24, 1970, pp. 13–185.
  • (ES) Rodriguez-M. Pantoja (a cura di), Isidoro de Sevilla. Etimologìas Libro XIX. De naves, edificios y vestidos, Parigi, 1995.
  • C. Tosco, Isidoro di Siviglia e l'architettura dell'Alto Medioevo, in Studi Storici, 1, 1993, a. 34, pp. 95–124.
  • A. Valastro Canale (a cura di), ISIDORO DI SIVIGLIA. Etimologie o Origini, Torino, 2004, I-II.
  • (ES) J. Velásquez, Leandro de Sevilla, de la instrucción de las vírgenes y desprecio del mundo, Madrid 1979.
  • A. Viñayo Gonzáles, Isidoro, in Bibliotheca Sanctorum,(Acta Sanctorum, Venezia, Ianuarii I – Septembris V, 1734-1770), Roma, 1966, VII, pp. 973–981.
  • F. Gasti, L'antropologia di Isidoro. Le fonti del libro XI delle Etimologie, Como, Edizioni New Press, 1998.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Arcivescovo di Siviglia Successore BishopCoA PioM.svg
San Leandro
579 - 600
600 - 636 Honorato
636 - 641

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