Chiesa di San Gregorio della Divina Pietà

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La chiesa

San Gregorio della Divina Pietà è una chiesetta di Roma che si trova nel Rione Sant'Angelo, vicino alla Sinagoga: è detta anche San Gregorio al Ponte Quattro Capi o Pons Judaeorum, per la vicinanza col ponte omonimo.

La sua origine è antichissima, ma non se ne ha nozione esatta che nel 1403.

Fu edificata sulle case della gens Anicia, e più tardi fu chiamata Frangipane e dedicata a san Gregorio perché nelle vicinanze il padre del santo possedeva una casa.

Nel 1729 la chiesa fu restaurata su progetti di Filippo Barigioni, per incarico di papa Benedetto XIII e data alla Congregazione degli Operai della Divina Pietà, da cui il nome. Andrea Casali vi dipinse San Filippo Neri in estasi e due ovali raffiguranti santi francescani.

Nel 1858 fu restaurata nuovamente e vi fu apposta sulla facciata una iscrizione bilingue, ebraica e latina, con un passo della Bibbia.

Doppia Inscrizione sulla porta della chiesa di San Gregorio della Divina Pietà

È famosa perché vi erano tenute le prediche obbligatorie che venivano imposte, durante il regno Pontificio, agli ebrei, prediche ricordate in una scena del film Nell'anno del Signore di Luigi Magni. Di quest'uso fa memoria la doppia iscrizione, in latino e in ebraico, posta sull'architrave della porta[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'iscrizione è ricordata da Gregorovius nel suo saggio del 1853 Il Ghetto e gli Ebrei in Roma:
    "Si possono leggere ancora oggidì sulla fronte di una chiesa la quale sorge in faccia al Ghetto, presso il ponte Quattro Capi, e dove sta dipinta una crocifissione, scritte in ebraico ed in latino le parole del secondo versetto del capitolo sessantesimo quinto d’Isaia: «Io stendo tutto il giorno la mia mano ad un popolo disobidiente, il quale batte una via la quale non è la retta.» E questa esortazione a’ suoi antichi correligionari, fu opera zelante di un Ebreo convertito, il quale fece eseguire la pittura coll’iscrizione.

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