Chiesa di San Giovanni a Porta Latina

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San Giovanni a Porta Latina
San Giovanni a Porta Latina

San Giovanni a Porta Latina è una delle chiese basilicali di Roma, eretta vicino a Porta Latina, nei pressi delle Mura aureliane, sulla Via Latina.

[modifica] La basilica

La chiesa, dedicata a San Giovanni Evangelista, si trova all'estremità del rione Celio, in quello che una volta si chiamava il disabitato. Ancora oggi la zona è rimasta salvaguardata dalle costruzioni, che invece sono cresciute intensive al di là delle mura (Quartiere Appio Latino Metronio), a ridosso di un quartiere di villini di inizio Novecento.

La costruzione della basilica risale al V secolo, ma la chiesa subì restauri e ammodernamenti nell'VIII, nell'XI e

Fu fondata nel V secolo, ricostruita nel 720 e restaurata nel 1191, con l'aggiunta di un nuovo campanile e di un nuovo ciclo di affreschi con 46 scene bibliche. Tra il XVI e il XVII secolo fu arricchita da un nuovo mosaico absidale su cartone del Cavalier d'Arpino. Un ulteriore rifacimento, che la riportò alle antiche caratteristiche medievali, si ebbe nel 1940-41, quando la basilica fu assegnata ai Rosminiani, che oggi vi hanno la curia generalizia e lo studentato internazionale.

Il portico medioevale e le navate della basilica sono sostenuti da colonne classiche provenienti da costruzioni antiche della zona appartenenti, secondo la leggenda, ad un tempio di Diana, parzialmente spogliate a favore del Laterano alla fine del XVIII secolo[1].

[modifica] San Giovanni in Oleo

Per approfondire, vedi la voce San Giovanni in Oleo.
Oratorio di San Giovanni in Oleo
Oratorio di San Giovanni in Oleo

La Legenda Aurea racconta così la storia:

« Quando gli apostoli dopo la Pentecoste si separarono, lui [Giovanni Evangelista] andò in Asia, dove fondò molte chiese. Quando l'imperatore Domiziano venne a conoscenza della sua fama, lo fece venire a Roma e lo fece buttare in un recipiente di olio bollente, immediatamente davanti alla porta Latina: ma Giovanni ne usì illeso, come era rimasto estraneo alla corruzione della carne. L'imperatore, visto che anche così non desisteva dalla predicazione, lo mandò in esiio nell'isola di Patmo, dove nella completa solitudine scrisse l'Apocalisse. »

L'oratorio di San Giovanni in Oleo, che sorge nelle vicinanze della basilica e ne era un annesso, sarebbe stato costruito esattamente sul luogo della tortura a cui l'Evangelista era miracolosamente sopravvissuto. Mentre la chiesa è un po' nascosta, chi entrava a Roma da Porta Latina se lo trovava subito davanti, e poteva fare un'orazione lì, prima di attraversare il disabitato.

Il tempietto era stato ricostruito a pianta ottagonale nel 1509 e fu fatto restaurare dal cardinale titolare Francesco Paolucci, che aveva in animo di farne la cappella di famiglia, attorno al 1660 per mano del Borromini.

[modifica] Cronaca nera

Al bel sito è legato un episodio di Inquisizione: varie notizie riportano la storia di un gruppo di portoghesi che verso il 1578 aveva fondato una sorta di confraternita, e usava questa chiesa (all'epoca in stato di quasi abbandono, con il titolo lungamente vacante, per essere stata praticamente espropriata del proprio patrimonio dall'arcibasilica di San Giovanni in Laterano) per celebrare i propri riti. Secondo una versione si trattava di marranos rifugiati in Italia, secondo un'altra di omosessuali che celebravano propri matrimoni. Quel che è certo è che per questa storia furono eseguite, a Porta Latina, non meno di sette condanne a morte per rogo. [2]

[modifica] Note

  1. ^ cfr. Mariano Armellini, Notizie storiche e topografiche delle chiese di Roma
  2. ^ Fonti principali: Ludwig von Pastor, Storia dei Papi e Michel de Montaigne, Journal de Voyage en Italie par la Suisse et l'Allemagne (en 1580 et 1581

[modifica] Voci correlate

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Coordinate: 41°52′38″N 12°30′07″E / 41.87731, 12.501803

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