San Ferdinando (quartiere di Napoli)

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San Ferdinando
La chiesa da cui prende nome il quartiere
La chiesa da cui prende nome il quartiere
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Città CoA Città di Napoli.svg Napoli
Circoscrizione I Municipalità
Quartiere San Ferdinando
Altri quartieri Chiaia, Posillipo
Superficie 0,92 km²
Abitanti 18 615 ab.
Densità 20 233,7 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 40°50′07.57″N 14°14′51.47″E / 40.835437°N 14.24763°E40.835437; 14.24763

« Se crollasse il San Carlo, sarebbero talmente in tanti a giocare i numeri che nel Divinatore corrispondono a un simile avvenimento, che il Governo vieterebbe subito di puntare su codesti numeri, per non correre il rischio di rimetterci »
(Charles Dickens[1])

San Ferdinando è un quartiere del centro di Napoli. Il quartiere confina ad ovest col quartiere Chiaia, a nord coi quartieri Montecalvario, Porto e San Giuseppe; a sud e ad est si affaccia sul golfo di Napoli.

Il perimetro del quartiere si estende da piazza Municipio percorrendo il lungomare fino a piazza Vittoria, risalendo via Calabritto, piazza dei Martiri, via Chiaia, fino ai gradoni di Chiaia, salita Cariati, scendendo per Trinità degli Spagnoli fino a via Toledo[2].

Assieme ai quartieri di Chiaia e Posillipo forma la I municipalità del comune di Napoli[3].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome originario della zona intorno all'attuale Piazza del Plebiscito fu addirittura Falero - come l'antico porto greco che si estendeva fra Santa Lucia e l'odierno Molosiglio - ma non era ancora un quartiere. Alla genesi di questo divenne Pizzofalcone e con tale nome ci appare in un quadro del 1766 raffigurante una mappa dei quartieri di Napoli, visionabile alla certosa di San Martino. In seguito venne ribattezzato San Ferdinando, dal nome dell'omonima chiesa che fu basilica reale fino alla consacrazione della basilica murattiana di San Francesco di Paola.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere si può considerare nato intorno al XVI secolo, quando gli spagnoli costruirono il palazzo vecchio, antica residenza dei viceré, poi sostituito dal palazzo nuovo (poi palazzo reale) innalzato da Domenico Fontana su commissione del conte di Lemos.

In quel periodo una serie di borghi posti a cavallo delle mura occidentali cominciano a compattarsi, dato anche l'arrivo di molte famiglie nobili, che presero a comprare terreni per edificare ville e palazzi che fossero vicini al nuovo centro di potere.

La viabilità fu completamente influenzata dalle decisioni vicereali, che quivi vollero tracciare il tratto iniziale di via Toledo e sistemarono via Santa Lucia.

Attività culturali[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è ricco di attività culturali che spaziamo dall'ambito accademico, a quello artistico a quello ricreativo. In meno di un chilometro quadrato si trovano i due quotidiani cittadini, ben otto musei e cinque teatri che fanno di San Ferdinando uno dei centri culturali di Napoli.

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere hanno sede alcuni dei più importanti circoli nautici napoletani: il Circolo del Remo e della Vela Italia, il Reale circolo canottieri Savoia ed il Rari Nantes Napoli sulla banchina Santa Lucia; il Circolo nautico della vela all'interno del borgo Marinari; il Circolo Canottieri Napoli al Molosiglio, a fianco al quale sorge anche la sede della sezione napoletana della Lega navale italiana. Nella darsena, infine, c'è la sezione napoletana di MariVela. A poche decine di metri, presso le scuderie del Palazzo Reale c'è la sede della Polisportiva partenope, con grandi tradizioni nella pallacanestro e nel rugby.

Piazza Plebiscito è ogni anno il punto nevralgico della maratona di Napoli, con il villaggio Maratona e le linee di partenza e di arrivo della corsa, che percorre più volte alcune delle strade più importanti del quartiere. Nella piazza si è svolto anche il Concorso internazionale di equitazione "Regione Campania" ed è il tradizionale luogo di svolgimento delle esercitazioni sportive dei corpi militari. In passato nella piazza era anche ubicata la partenza del Giro della Campania e si sono svolte le partenze e gli arrivi di alcune tappe del Giro d'Italia.

Fino al 1976 il Maschio Angioino fu sede della prestigiosa Accademia nazionale di scherma, che poi fu costretta a spostarsi al Vomero, presso lo stadio Collana ove rimase fino al 2005. Da quell'anno l'Accademia ha dovuto abbandonare l'impianto vomerese per problemi alla struttura dell'edificio, ora in perenne ristrutturazione; essa non ha più una sede propria ed in via precaria si appoggia a quella del CONI di Napoli. Da più parti si chiede il ritorno dello storico ente al castello angioino, anche in considerazione dello spostamento delle attività del consiglio comunale in altro stabile; almeno per ora ciò rimane un sogno.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza San Ferdinando in una foto del 1880

Per tutto il medioevo, per l’asperità dei luoghi, fu sede di romitaggi. In età aragonese la zona fu fortificata, e solo tra il XV e il XVI secolo, anche per l’attrazione costituita dal Palazzo Vicereale, si popolò di residenze signorili, che oggi, spesso nel loro aspetto ottocentesco, danno il tono alla via Monte di Dio. Sulla destra si incontra la chiesa di Santa Maria degli Angeli, opera del teatino Grimaldi e all'angolo opposto palazzo Ciccarelli di Cesavolpe. Proseguendo verso la sommità (a destra la discesa del Calascione), si incontrano , palazzo Caracciolo di Vietri, e, sul lato sinistro, il palazzo Serra di Cassano, opera di Ferdinando Sanfelice.

In via Egiziaca a Pizzofalcone c'è la chiesa omonima (1650), di Cosimo Fanzago. Sulla destra, su uno spiazzo da cui si gode di una bella veduta, la chiesa dell'Immacolatella a Pizzofalcone e il palazzo Carafa di Santa Severina, sede della sezione militare dell’Archivio di Stato. Scendendo per via Solitaria si giunge a piazza Plebiscito e a Santa Lucia, quartiere creato dall’allargamento della spiaggia con una colmata a mare negli anni post-unitari. Imboccato il Chiatamone si incontra la chiesa della Concezione (1617-1627) ove sono conservate tele di Paolo De Matteis. Scendendo su via Partenope, gli alberghi di gusto eclettico e razionalista e la sede della Facoltà di Economia, la cui facciata è un progetto di Roberto Pane.

Palazzi

Piazze e strade principali[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti e viabilità[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è servito dai bus e dai tram cittadini e in futuro sarà collegato col sistema metropolitano attraverso la fermata di piazza Municipio della linea 1 e della linea 6 e quella di Chiaia - Monte di Dio della linea 6. Già ora la funicolare Centrale garantisce i collegamenti col corso Vittorio Emanuele e col Vomero. Inoltre è prossima l'apertura dell'Ascensore di Santa Lucia che collegherà il belvedere di Monte Echia col Borgo di Santa Lucia, mentre da metà anni '50 è in funzione l'ascensore Chiaia che porta da via Chiaia a piazza Santa Maria degli Angeli. In più l'ascensore Acton collega piazza Plebiscito con via Acton.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Loris Rossi, Il quartiere San Ferdinando, Roma, Newton & Compton, 1999, ISBN 88-8289-132-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]