San Castulo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

San Castulo o Castolo è stato un martire cristiano della fine del III secolo, venerato come santo dalla Chiesa Cattolica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Secondo una Passio, era il domestico dell'imperatore Diocleziano e marito di Irene, venerata come santa.

Riveste un ruolo nel racconto della vita di san Sebastiano; lo introduce a corte, e, convertitosi al cristianesimo, lo imita dedicandosi all'assistenza dei cristiani incarcerati e partecipando ad alcune funzioni religiose all'interno del palazzo stesso dell'imperatore. Assiste in carcere anche i martiri Marco e Marcelliano.

Con l'amico Tiburzio, portò alla conversione uomini e donne che presentò a Papa Caio, che amministrò loro il battesimo. Fu tradito da un apostata, un certo Torquato, che lo denunciò al cospetto di Fabiano, prefetto della città. Secondo un racconto, venne sorpreso in una cava di pozzolana sulla via Labicana e sepolto vivo.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Il Martirologio Romano lo ricorda alla data del 26 marzo: "A Roma sulla via Labicana, san Cástolo, martire".

Una chiesa dedicata al santo, eretta sul luogo del martirio, esiste a Roma pare dal VII secolo.

Nel 1604, le sue reliquie vennero traslate a Landshut.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]