Sam Posey

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Sam Posey
Dati biografici
Nome Samuel Posey
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1971-1972
Scuderie Surtees
GP disputati 2
 

Samuel "Sam" Posey (New York, 26 maggio 1944) è un pilota automobilistico e giornalista statunitense.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Rimasto orfano di padre durante la seconda guerra mondiale, Posey cominciò ad appassionarsi all'automobilismo fin da giovanissimo e nel 1959 fece il suo debutto nelle competizioni guidando una monoposto di Formula Junior.[1] Nel 1965 ottenne poi ottimi risultati in Formula Vee, prima di affermarsi nelle gare per vetture sport. L'anno seguente fece anche il suo debutto alla 24 Ore di Le Mans, ma venne squalificato. Contemporaneamente partecipò ai campionati CanAm e Trans Am, ottenendo in quest'ultimo un successo in una gara in Maryland e rivelando una grande versatilità di guida.[1] Anche negli anni a seguire partecipò a corse di diverse categorie, conquistando nel 1968 i primi punti nella CanAm, in cui concluse nono. In quegli anni partecipò poi spesso alla 24 Ore di Daytona e alla 12 Ore di Sebring, pur senza mai ottenere risultati rilevanti.

Nel 1969 continuò a gareggiare nel campionato Trans Am cogliendo l'unica vittoria del suo team, cosa che gli permise di procurarsi per il 1970 un contratto per guidare una Dodge Challenger, ma la stagione si rivelò deludente.[1] Lo stesso anno ottenne i suoi migliori risultati nell'ICM, correndo per la NART, con cui giunse quarto a Daytona e a Le Mans, risultato che migliorò nel 1971 concludendo terzo. Lo stesso anno cominciò a prendere parte a gare a ruote scoperte e debuttò in Formula 1.

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Posey si accordò infatti con John Surtees per partecipare al Gran Premio degli Stati Uniti 1971 e, dopo un confronto con Gijs van Lennep, gli venne concessa una vettura del team inglese.[1] Nonostante una discreta qualifica fu autore di una brutta partenza e dopo quindici giri fu costretto al ritiro per un guasto.

Anche per il 1972 Posey, appoggiato dai suoi sponsor e dal team Champcarr, riuscì a prendere parte all'appuntamento statunitense alla guida di una Surtees TS9B. In gara concluse dodicesimo e questa rappresentò la sua ultima gara in Formula 1.

Dopo la Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Negli stessi anni era impegnato nelle corse di Formula A, in cui ottenne alcuni successi, pur senza mai riuscire a vincere il titolo. Prese pure parte ad alcune edizioni della 500 Miglia di Indianapolis, in cui concluse quinto nel 1971.

Per il 1973 Posey era intenzionato a gareggiare in Formula 2, ma dopo alcune valutazioni di carattere tecnico e sulla sicurezza decise di correre in Formula 5000, nel campionato Indy, nell'IMSA e nella CanAm, categorie nelle quali rimase anche negli anni seguenti.[1] Nel 1975 ottenne poi la vittoria alla 12 Ore di Sebring e svariati buoni risultati, tra cui un secondo posto a Riverside. A partire da questo periodo decise comunque di concentrarsi soprattutto sull'IMSA, tralasciando le altre serie.

L'attività di giornalista[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 corse le sue ultime gare, prima di dedicarsi all'attività di giornalista a partire dal 1982. Fece inoltre da comparsa nel film Il cuore come una ruota del 1983. Nel 1992 venne poi nominato presidente onorario della Pittsburgh Vintage Grand Prix. Continuò poi la sua attività di commentatore televisivo fino al 2001, anno in cui si ritirò dalle scene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Sam Posey - Biography, f1rejects.com. URL consultato il 10-6-2012.

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