Salvatore Mamo

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Don Salvatore Mamo, chiamato dai concittadini "patri don Turiddu" (Cianciana, 9 settembre 1839Cianciana, 1 gennaio 1920), è stato un presbitero e poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Salvatore Mamo nacque a Cianciana (AG) primo di otto figli, da Marcello, agrigentino e da Maria Rosa Riggio. Studiò in seminario a Palermo e, ordinato sacerdote nel 1862, fece ritorno nel paese natìo, dove esercitò il suo magisterio sacerdotale fino alla morte, che lo colse il 1º gennaio 1920 in seguito ad un attacco di paralisi e dopo avere visto concludersi il primo conflitto mondiale. [senza fonte]

Per suo interessamento ed opera venne edificato il campanile della chiesa di Maria SS. del Carmelo di cui fu rettore e che adornò di numerose statue tra cui quella di S. Lucia e della Madonna del Rosario. [senza fonte]

Mamo scrisse opere in dialetto, attribuendo alla poesia una forte funzione etico-sociale nel tentativo di istruire i suoi fedeli anche con l'arte poetica. [senza fonte]

Tra le pubblicazioni: "Li Cunticeddi di me nanna" (1881)[1], "Li cunticedi di lu vecchiu" (1911), "Poesie sacre" (1887) e, postume, "Un viaggiu pri lu 'nfernu" (a cura di Eugenio Giannone, 1989), "Strambotti (a cura di E. Giannone, 1988), "Lu Vancelu nicu" (a cura di Gaspare Conte, 2001), "Revelabo" (a cura di G. Conte, 2008).

La sua -sostiene il critico Salvatore Di Marco- "è schietta poesia che dà respiro ampio all'anima popolare siciliana e alla sua tradizione culturale, ma pure alla creatività dotta e spontanea del Poeta, il quale ha saputo, attraverso la favolistica, esercitare un autentico magistero di vita e di umanità". [senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bibliografia delle tradizioni popolari d'Italia di Giuseppe Pitrè (1894).

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Li Cunticeddi di me nanna (1881)
  • Li cunticedi di lu vecchiu (1911)
  • Poesie sacre (1887)
  • Un viaggiu pri lu 'nfernu (a cura d'Eugenio Giannone, 1989)
  • Strambotti (a cura d'E. Giannone, 1988)
  • Lu Vancelu nicu (a cura di Gaspare Conte, 2001)
  • Revelabo (a cura di G. Conte, 2008).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]