Salpinx

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Salpinx
Salpinx hydraulis players Louvre CA426.jpg
Musicisti suonano il salpinx e l'hydraulis (l'organo idraulico). Terracotta fatta ad Alessandria d'Egitto, I secolo a.C.
Informazioni generali
Classificazione Aerofoni a bocchino
Utilizzo
Musica dell'antichità
Oplita che suona il salpinx, impugnato con la mano sinistra. Lekythos attico a figure nere, fine VI-inizio V secolo a.C.

Il salpinx (in greco antico σαλπιγξ) era uno strumento musicale simile alla tromba suonato nell'antica Grecia, di cui rimangono testimonianze nelle raffigurazioni presenti in sculture e dipinti.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Lo strumento, assai simile alla tuba romana, era composto da un'imboccatura in osso, un tubo in bronzo dritto e stretto con una svasatura terminale anch'essa in bronzo, di forma e grandezza variabile: ne sono state descritte di forma conica, a bulbo o sferica. Probabilmente ognuna di esse aveva influenza sul suono prodotto dallo strumento[1]. La lunghezza poteva variare da ottanta centimetri ad un metro e venti circa[1](contro il metro e mezzo della tromba romana)[2], anche se un esemplare conservato nel Museum of Fine Arts di Boston (composto da tredici sezioni in osso connesse tra di loro da elementi metallici), ha una lunghezza che supera un metro e cinquantasette centimetri.

Origine[modifica | modifica sorgente]

L'origine è incerta: benché sicuramente usato nell'antica Grecia ne sono stati rinvenuti esemplari in Anatolia, Mesopotamia ed Egitto. Alcuni studiosi invece ne attriubuiscono l'invenzione agli Etruschi[3].

Timbro[modifica | modifica sorgente]

Il salpinx ha una sua sonorità caratteristica: Eschilo descrive il suo suono penetrante e molto acuto[4], Aristotele lo paragona al barrito di un elefante[5]. Secondo varie fonti, lo strumento sarebbe stato vietato in diverse città egizie perché esso ricordava il raglio di un asino[6].

Uso[modifica | modifica sorgente]

Il salpinx era destinato probabilmente ad un uso per segnalazioni sui campi di battaglia o per altre attività militari o sociali, come convocazioni di folle o segnale per l'inizio di gare[7]. Questo è confermato anche da Aristotele che nel suo De Audibilibus ne parla come di uno strumento destinato "a segnalazioni in guerra, in giuochi, ed altro, ma non per produrre musica".[8].

Aristide Quintiliano descrive, nel suo trattato sulla musica, la necessità di un salpinx e di un salpingitis (così era chiamato lo strumentista del salpinx) nelle battaglie. Spiega che ogni ordine per le truppe veniva dato impiegando alcuni toni e melodie specifiche del salpinx. Questa azione permetteva all'esercito di ricevere un ordine alla volta, così come garantiva un certo livello di segretezza, con chiamate specifiche di salpinx sconosciute all'avversario.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Peter Krentz, “The Salpinx in Greek Warfare,” from Hoplites: The Classical Greek Battle Experience, edito da Victor Davis Hanson, 1991, pp. 110-120.
  2. ^ James W. McKinnon. "Tuba (ii)." In Grove Music Online. Oxford Music Online, http://www.oxfordmusiconline.com/subscriber/article/grove/music/28526 (accessed December 26, 2008).
  3. ^ Nikos Xanthoulis, "The Salpinx in Greek Antiquity," International Trumpet Guild Journal', October 2006, 41
  4. ^ «διάτορος diatoros» e «ὑπέρτονος hypertonos», Eschilo, Orestea 567-568
  5. ^ Aristotele, Storia degli animali 536b
  6. ^ Naucrati e Busiris in Plutarco, Moralia 150F, Licopoli e Busiris in 362E; Abidos, Licopoli e Busiris in Claudio Eliano, Sulla natura degli animali x.28
  7. ^ McKinnon, "Tuba(ii)"
  8. ^ Aristotole, De Audibilibus

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]