Salomè (film 1972)

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Salomè
Titolo originale Salomè
Paese Italia
Anno 1972
Durata 80 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico[1]
Regia Carmelo Bene; assistenti alla regia Monica Maurer, Michele Francis
Soggetto Oscar Wilde
Fotografia Mario Masini
Montaggio Mauro Contini
Musiche Georges Bizet, Giacomo Puccini, Richard Strauss, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Johannes Brahms, Franz Schubert
Interpreti e personaggi

Salomè è un lungometraggio del 1972, diretto dal regista Carmelo Bene, qui al suo 4° film, nonché trasposizione cinematografica dell'omonima opera teatrale dello stesso Carmelo Bene.

Riprendendo la Salomè di Oscar Wilde[2], il genio trasgressivo del regista ha ispirato un'interpretazione[3] decisamente insolita e personale. Carmelo Bene spiega la sua Salomè come...

... l'impossibilità del martirio in un mondo presente, non più barbaro, ma esclusivamente stupido. [4]

Indice

[modifica] Caratteristiche del film

Il film fu girato a Cinecittà e costò circa 150 milioni di lire; fu innovativo per l'epoca, oltretutto, anche per la tecnica del videoclip, utilizzata da Carmelo Bene, in anticipo sui tempi di diversi anni. Il film risultò incredibile allora, anche per gli effetti di luce e per la ricchezza dei colori sgargianti che richiamano l'Oriente.

[modifica] Accoglienza del film

Il film fu accolto con gaudio dai fautori di Carmelo Bene (Giulio Turcato, Arbasino, De Chirico, Moravia, Flaiano), ma a Venezia suscitò il pandemonio, con violenze gratuite, sputi e insulti, da parte del pubblico scandalizzato e inferocito, con conseguente spiegamento delle forze dell'ordine, non escluso l'esercito.[5] Anche questo film, come i precedenti e il successivo Un Amleto di meno, fu un vero fiasco a livello economico.

[modifica] Altre edizioni

Teatro:

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Radio:

[modifica] Note

  1. ^ In realtà il genere, per quanto concerne le opere beniane, è difficile da determinare. Carmelo Bene definisce a volte la sua arte (teatrale, filmica, letteraria, ...) "degenere".
  2. ^ Erode, tetrarca di Galilea, ha sposato la cognata Erodiade ed è affascinato dalla figlia della consorte, Salomè. Da mesi tiene prigioniero Giovanni Battista, a cui interessa la giovane donna.
  3. ^ Bisogna valutare il fatto che Bene considera le sue versioni non rivisitazioni o reinterpretazioni di un testo, ma una restituzione del così definito da Klossowski "significato metafisico del teatro". Vita di Carmelo Bene, op. cit., pag. 331
  4. ^ Carmelo Bene e Giancarlo Dotto, Vita di C., op. cit. pag. 305
  5. ^ Lo stesso Bene nella sua autobiografia ricorda:
    « Alla prima al Palazzo del cinema, stipato di più di tremila bestiacce, accadde l'inverosimile. Urlavano di tutto [...] Il prefetto aveva un gran da fare a sedare i tumulti [...] I veneziani in frac mi sputavano addosso, li benedicevo e loro si incazzavano ancora di più. Evitai il linciaggio grazie alla barriera umana dei celerini, per una volta dalla mia parte ».

[modifica] Fonti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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