Salman dell'Arabia Saudita

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Salmān
Re Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz.
Re Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz.
Re dell'Arabia Saudita
Stemma
In carica dal 23 gennaio 2015
Predecessore ʿAbd Allāh
Erede Muqrin b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Nome completo Salmān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Altri titoli Primo ministro dell'Arabia Saudita
Nascita Riyad, 31 dicembre 1935 (79 anni)
Casa reale Dinastia Saudita
Padre ʿAbd al-ʿAzīz b. Saʿūd
Madre Ḥaṣṣa bt. Aḥmad al-Sudayrī
Coniugi Sulṭāna bint Turkī al-Sudayrī
Sāra bint Fayṣal Āl Subāyʿaī
Fahda bint Fālaḥ b. Sulṭān Āl Hithalayn
Figli Principe Fahd
Principe Aḥmad
Principe Sulṭān
Principe ʿAbd al-ʿAzīz
Principe Fayṣal
Principessa Ḥaṣṣa
Principe Saʿūd
Principe Muḥammad
Principe Turki
Principe Khālid
Principe Nāyef
Principe Bandar
Principe Rakān
Religione Islam sunnita
Trattamenti di
Salman
Stemma
Re dell'Arabia Saudita
Trattamento di cortesia Il Custode delle Due Sante Moschee
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sua Maestà
I trattamenti d'onore
Salmān b. ʿAbd al-ʿAzīz Al Saʿūd

Primo vice Primo ministro
Durata mandato 18 giugno 2012 –
23 gennaio 2015
Capo di Stato Re ʿAbd Allāh
Predecessore Nāyef b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Muqrin b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Ministro della Difesa
Durata mandato 5 novembre 2011 –
23 gennaio 2015
Capo di Stato Re ʿAbd Allāh
Predecessore Sulṭān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Mohammad bin Salman Al Saud

Presidente del Consiglio di Casa Sa'ud
In carica
Inizio mandato 2004
Capo di Stato Re Fahd
Re ʿAbd Allāh
Predecessore Fahd b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore in carica

Governatore della Provincia di Riyāḍ
Durata mandato 25 febbraio 1963 –
5 novembre 2011
Capo di Stato Re Saʿūd
Re Fayṣal
Re Khālid
Re Fahd
Re ʿAbd Allāh
Predecessore Badr b. Saʿūd b. ʿAbd al-ʿAzīz
Successore Saṭṭām b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Sindaco di Riyad
Durata mandato 17 marzo 1954 –
25 dicembre 1960
con rango di ministro dal 19 aprile 1955
Capo di Stato Re ʿAbd al-ʿAzīz
Re Saʿūd

Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd (in arabo: سلمان بن عبدالعزيز آل سعود; Riyad, 31 dicembre 1935) è re dell'Arabia Saudita dal 23 gennaio 2015, il secondo re dei cosiddetti "Sette Sudayrī" dopo suo fratello Fahd.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni di vita ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

Nasce il 31 dicembre 1935,[1] venticinquesimo figlio di re ʿAbd al-ʿAzīz [1][2] e di Ḥaṣṣa Āl Sudayrī.[3] Pertanto, Salmān è membro del gruppo dei "sette Sudayrī".[4] È cresciuto nel Palazzo Murabbaʿ.[5] Salmān ha ricevuto l'educazione primaria nella scuola dei principi di Riyad, istituzione fondata dal padre per istruire i suoi figli.[6] Ha studiato religione e scienza moderna.[7]

Prime esperienze di governo[modifica | modifica wikitesto]

La prima esperienza di governo risale agli anni '50. Re ʿAbd al-ʿAzīz lo nomina il 17 marzo 1954 suo rappresentante, emiro e sindaco di Riyad, a soli diciannove anni.[7][1] In seguito, il 19 aprile 1955 è stato nominato da re Saʿūd sindaco di Riyāḍ con rango di ministro, per più di cinque anni [1][7] Si è dimesso dall'incarico il 25 dicembre 1960.[6]

Governatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 febbraio 1963 fu nominato Governatore della Provincia di Riyāḍ.[6] Il suo mandato durò per ben 48 anni: dal 1963 al 2011, [7] contribuendo allo sviluppo di Riyad, da città di medie dimensioni a grande metropoli urbana. Ha attirato sia turismo che progetti di investimento esteri. Favorì inoltre le relazioni geopolitiche ed economiche con l'Occidente.[8]

Tra i suoi collaboratori vantava giovani tecnocrati qualificati e reclutati presso l'Università Re Sa'ud.[9] Nel gennaio 2011, ordinò un'azione contro i mendicanti di Riyad "che cercano di approfittare della generosità della gente". Tutti i mendicanti stranieri furono deportati, mentre quelli sauditi vennero costretti ad seguire un programma di riabilitazione organizzato dal Ministero degli Affari Sociali.[10]

Ministro della Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 novembre 2011, venne nominato ministro della Difesa, in sostituzione del fratello, il principe ereditario Sulṭān;[11] sostituito, nel ruolo di Governatore dal principe Saṭṭām, fino a quel giorno suo vice. Il principe, nello stesso giorno, venne nominato anche membro del National Security Council (NSC) .[12]

È probabile che la nomina a ministro della Difesa sia avvenuta grazie ad un carattere conciliante e diplomatico. È infatti ben noto che si è sempre occupato attivamente delle controversie che avvenivano tra i membri della famiglia reale. In secondo luogo, il principe appartiene alla generazione intermedia, quindi ha potuto sviluppare stretti legami sociali e culturali con entrambe le generazioni. Infine, a seguito del suo lungo governatorato, ha sviluppato una rete di relazioni all'interno degli ambienti arabi e internazionali.[13]

Come principe, Salmān ha visitato nel mese di aprile 2012, sia gli Stati Uniti sia il Regno Unito, dove ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Primo Ministro britannico David Cameron, [14][15] mentre nel giugno 2012, ha incontrato il ministro della Difesa spagnolo Pedro Morenes.[15]

Principe ereditario[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 giugno 2012, venne nominato principe ereditario dell'Arabia Saudita, poco dopo la morte del fratello Nāyef.[16][17] Inoltre è stato nominato anche vice Primo Ministro.[18] La sua nomina è stata vista come un segnale di continuità delle caute riforme iniziate del re ʿAbd Allāh.[18] Secondo i riformisti sauditi, a differenza di altri reali sauditi, Salmān possiede un approccio più diplomatico verso i membri dell'opposizione, ma non può essere considerato un vero e proprio riformatore.[19] Hanno inoltre sostenuto che, come il re ʿAbd Allāh, anche Salmān si è concentrato soprattutto sul miglioramento economico della nazione, piuttosto che su un suo reale cambiamento politico.[19]

La Corte Reale Saudita ha annunciato, il 27 agosto 2012, che il principe Salmān era stato incaricato degli affari di Stato dal re ʿAbd Allāh, in quel momento all'estero per vacanza.[20] Il principe Salmān ha lanciato un account Twitter il 23 febbraio 2013.[21]

Altri incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Da principe, Salmān è stato a capo del Consiglio di famiglia, chiamato "Consiglio dei Discendenti" [22] fondato da re Fahd nel 2000 per risolvere le questioni familiari e per ridurre il comportamento pubblicamente imbarazzante di alcuni membri della famiglia reale.[23][24] È anche presidente delle seguenti organizzazioni: "Fondazione Re ʿAbd al-ʿAzīz per la ricerca e gli archivi" (Kafra),[25] "Museo Re ʿAbd al-ʿAzīz",[26] "Centro principe Salmān per la disabilità e la ricerca", e "Società di beneficenza principe Fahd b. Salmān per la cura dei pazienti renali". Nel settembre 2012, viene nominato vice presidente del consiglio del servizio militare.[27] È inoltre un forte sostenitore della filantropia a favore delle nazioni musulmane povere, come Somalia, Sudan, Bangladesh, Afghanistan e Bosnia-Erzegovina.[8] Il suo sostegno finanziario alla Bosnia è andato anche agli islamisti radicali presenti nella regione.[28]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Salmān in gioventù.

Salmān si è sposato tre volte.[29] Ha sposato in prime nozze Sulṭāna bt. Turkī Āl Sudayrī,[30] deceduta all'età di 71 anni, verso la fine luglio del 2011.[31] Era figlia dello zio materno del principe Salmān, Turkī b. Aḥmad Āl Sudayrī,[31] già governatore della Provincia di ʿAsīr.[32] Sulṭāna ha sostenuto la "Società di beneficenza Principe Fahd b. Salmān per la cura dei pazienti renali" e altre analoghe organizzazioni saudite. Da questo matrimonio ha avuto 6 figli: Fahd, Aḥmad, Sulṭān, ʿAbd al-ʿAzīz, Fayṣal e la principessa Ḥaṣṣa (nata nel 1974).[33] Con la seconda moglie ha avuto un solo figlio: Sāra bt. Fayṣal Al Sibāiʿaī.

Con la terza moglie, Fahda bint Falāḥ b. Sulṭān Āl Ḥithalayn, ha avuto altri 6 figli: Muḥammad, Turkī, Khālid, Nāyef, Bandar e Rākān.[34] Il figlio maggiore Fahd è morto di infarto all'età di 47 anni nel luglio 2001.[35]

Salmān trentenne.

Un altro figlio, Aḥmad, è morto dopo un attacco di cuore nel luglio 2002, all'età di 43 anni.[36] Il suo terzo figlio, Sulṭān, è stata la prima persona di sangue reale, il primo arabo e il primo musulmano a volare nello spazio, volo effettuato con lo Space Shuttle Discovery (STS-51-G) nel giugno 1985.[37] , ed è presidente della "Commissione saudita per il turismo e le antichità (SCTA)".

ʿAbd al-ʿAzīz, un altro dei suoi figli, dal 1995 è stato vice ministro del Petrolio.[38] Fayṣal b. Salmān è governatore della Provincia di Medina. Uno dei suoi figli più giovani, Muḥammad, è suo consigliere privato presso il Ministero della Difesa e presso la corte del Principe della Corona.[39] Turkī b. Salmān è diventato Presidente del Saudi Research and Marketing Group nel febbraio 2013, sostituendo suo fratello maggiore Fayṣal.[40]

Salmān era il fratello più vicino al principe ereditario Sulṭān, essendo rimasto al suo fianco durante il periodo di malattia e di recupero sia a New York che in Marocco, dal 2008 al 2011.[13] Il principe Sulṭān, durante uno scambio epistolare, lo ha descritto come "il principe della lealtà".[41] Salmān era anche il maggior consigliere di Re Fahd durante il suo regno.[42][43] Il suo avvocato, in una causa intentata da alcune famiglie delle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001 dal 2002 al 2010, era William Jeffress Jr, della statunitense Baker Botts.[44]

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2010, il principe ha subito un intervento chirurgico alla colonna vertebrale negli Stati Uniti, seguendo un programma di recupero funzionale al di fuori dell'Arabia Saudita. [45] Inoltre è stato anche colpito da un ictus, e, nonostante la fisioterapia, il suo braccio sinistro non è al pieno delle sue funzionalità.[46] Dopo la sua nomina a principe ereditario, diversi analisti, tra cui Simon Henderson, sostengono che sia affetto da demenza senile.[47] Ciononostante il 22 Gennaio 2015 è salito al trono d'Arabia Saudita dopo la morte del fratellastro ʿAbd Allāh senza alcuna obiezione da parte dei familiari.

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Il principe è considerato intelligente e laborioso. È il mediatore di fiducia per la risoluzione dei conflitti famigliari di tutta la famiglia Āl Saʿūd, che conta circa 4.000 membri. La sua amministrazione di governatore è considerata libera dalla corruzione. Inoltre è una figura di spicco del Consiglio reale, e questo gli consente di selezionare quali principi saranno delegati nelle responsabilità del Regno.[8]

Il principe Salmān e la sua famiglia possiedono un gruppo di giornali, compresi i quotidiani panarabi Asharq Al-Awsat e Al Eqtisadiah.[48][49] Anche se possiede solo il 10% del Saudi Research and Marketing Group (SRMG), è spesso definito dai revisori come il proprietario.[48] e controlla l'organizzazione attraverso il presidente, il figlio Fayṣal. [48] Il SRMG pubblica quotidiani come Arab News, Asharq Al-Awsat e Al Eqtisadiah attraverso la controllata Saudi Research and Publishing Company (SRPC).[50]

Il principe dispone di forti alleanze con i giornalisti più influenti. Si dice sia vicino al direttore di Al Arabiya e ai giornalisti di Asharq Al-Awsat, ʿAbd al-Raḥmān Āl Rāshid, e ʿOthmān Āl ʿOmeyr, proprietari al recente giornale digitale liberale Elaph. Si crede che il principe Salmān abbia connessioni con il sito del giornale.[51]

Opinioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2002, il principe ha affermato che il suo paese non era responsabile se "alcuni hanno cambiato le opere di carità in opera del male".[52] Ha inoltre dichiarato di aver preso personalmente parte alle attività di tali organizzazioni.[52] Ha anche aggiunto "So che l'assistenza va a fare il bene. Ma se ci sono quelli che cambiano alcuni lavori di carità in attività di malaffare, allora non è responsabilità del regno, né della sua gente, che aiuta i suoi fratelli arabi e musulmani di tutto il mondo".[52] Il principe Salman, secondo un dispaccio diplomatico statunitense del 2007, in politica è considerato un conservatore. Secondo il suo parere non è possibile introdurre la democrazia in Arabia Saudita a causa delle divisioni regionali e tribali.[53]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Salmān ha ricevuto il "Lifetime Achievement Award" dell'Al Turath Foundation Charity nel campo del patrimonio urbano.[5]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Salmān dell'Arabia Saudita Padre:
Abd al-Aziz dell'Arabia Saudita
Nonno paterno:
ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd
Bisnonno paterno:
Fayṣal Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Turkī bin ʿAbd Allāh Āl Saʿūd
Trisavola paterna:
Hia bint Ḥamad Tamīmī
Bisnonna paterna:
Sāra bint Misharī Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Misharī b. ʿAbd al-Raḥmān b. Saʿūd
Trisavola paterna:
?
Nonna paterna:
Sāra bint Aḥmad al-Sudayrī
Bisnonno paterno:
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavolo paterno:
Muḥammad b. Turkī al-Sudayrī
Trisavola paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisavolo paterno:
?
Trisavola paterna:
?
Madre:
Ḥaṣṣa bt. Aḥmad al-Sudayrī
Nonno materno:
Aḥmad al-Sudayrī
Bisnonno materno:
Muḥammad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavolo materno:
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Nonna materna:
Sharīfa al-Suwaydī
Bisnonno materno:
ʿAlī b. Muḥammad al-Suwaydī
Trisavolo materno:
Muḥammad al-Suwaydī
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del Re Abd al-Azīz - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Re Abd al-Azīz
Gran Maestro dell'Ordine del Re Faysal - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Re Faysal

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Profile: New Saudi Defense Minister Prince Salman Bin Abdulaziz in Asharq Alawsat, 6 novembre 2011. URL consultato il 12 maggio 2012.
  2. ^ David A. Andelman, Letter From Arabia III: Paranoia, or We’re Surrounded! in World Policy Blog, 30 maggio 2012. URL consultato il 7 giugno 2012.
  3. ^ Winberg Chai, Saudi Arabia: A Modern Reader, University Press, 22 settembre 2005, p. 193, ISBN 978-0-88093-859-4. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  4. ^ An Heir to the Kingdom: New Crown Prince Salman in The Diplomat, vol. 35, July–August 2012, pp. 8–11. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  5. ^ a b Crown Prince receives Lifetime Achievement Award in the field of Urban Heritage in National Built Heritage Forum. URL consultato il 17 luglio 2013.
  6. ^ a b c His royal highness Prince Salman bin Abdulaziz, Ministry of Interior. URL consultato il 12 maggio 2012.
  7. ^ a b c d Ministers with portfolio, Saudi Embassy, Washington DC. URL consultato il 19 giugno 2012.
  8. ^ a b c Prince Salman bin Abdulaziz in PBS. URL consultato il 26 maggio 2012.
  9. ^ Kechichian, Joseph A. Succession in Saudi Arabia. New York: Palgrave, 2001. Print.
  10. ^ Riyadh Police round up 109 in Clampdown on Beggary Arab News 21 January 2011. Retrieved 21 January 2011
  11. ^ Saudi Arabia names Prince Salman as new defence minister in BBC News, 5 novembre 2011. URL consultato il 26 maggio 2012.
  12. ^ The Allegiance Council in APS Diplomat News Service, 27 ottobre 2011. URL consultato il 16 marzo 2013.
  13. ^ a b Basheer al Baker, Prince Salman Seeks Balance in Saudi Transitional Period in Al Akhbar, 3 novembre 2011. URL consultato il 23 aprile 2012.
  14. ^ Saudi Prince dead, Salman likely successor in Trade Arabia, 16 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012.
  15. ^ a b Al Saud move with speed to reconfigure top team after Nayef's death in Gulf States Newsletter, vol. 36, nº 926, 21 giugno 2012. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  16. ^ Neil Patrick, Saudi Arabia: Crown Prince's death raises succession questions in BBC, 17 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012.
  17. ^ David Roberts, Saudi Succession after the Death of Crown Prince Nayef in RUSI Analysis, 19 giugno 2012. URL consultato il 12 aprile 2013.
  18. ^ a b Angus McDowall, Saudi appoints Prince Salman as crown prince in Reuters, 18 giugno 2012. URL consultato il 18 giugno 2012.
  19. ^ a b Abeer Allam, Saudi Arabia: In a restless realm in Financial Times, 26 agosto 2012. URL consultato il 26 agosto 2012.
  20. ^ Crown prince in charge as Saudi king leaves on holiday in Reuters (Riyadh), 27 agosto 2012. URL consultato il 27 agosto 2012.
  21. ^ Saudi Crown Prince Salman launches Twitter account in Al Arabiya, 26 febbraio 2013. URL consultato il 3 marzo 2013.
  22. ^ In arabo Majlis al-Uthrāʾ.
  23. ^ Talal Kapoor, Nayif's Passing – The Family Regroups in Datarabia, 2 luglio 2012. URL consultato il 7 luglio 2012.
  24. ^ Amir Taheri, Saudi Arabia: Change Begins within the Family in The Journal of the National Committee on American Foreign Policy, vol. 34, nº 3, 2012, pp. 138,143, DOI:10.1080/10803920.2012.686725.
  25. ^ Sharif M. Taha, Sharjah ruler among 18 to be honored by Prince Salman in Arab News, 5 maggio 2012. URL consultato il 12 maggio 2012.
  26. ^ In-Depth Study of King Faisal's Life Urged in Arab News, 11 maggio 2008. URL consultato l'8 giugno 2012.
  27. ^ Saudi- Authority to monitor audiovisual media in MEFAFN, Arab News, 4 settembre 2012. URL consultato il 4 settembre 2012.
  28. ^ G. Parthasarathy, Global terrorism The Pakistan-Saudi Arabia nexus in The Hindu, 10 agosto 2005. URL consultato il 12 aprile 2013.
  29. ^ Prince Salman Named Saudi ‘Crown Prince’ in Arab Times (Riyadh), 18 giugno 2012. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  30. ^ Princess Sultana in Eugene Register Guard, 19 giugno 1983. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  31. ^ a b Sultana, wife of Riyadh Emir, passes away in Saudi Gazette, 3 agosto 2011. URL consultato il 26 maggio 2012.
  32. ^ Sultana bint Ahmad bin Muhammad al Sudairi in Datarabia. URL consultato l'8 maggio 2012.
  33. ^ Kingdom mourns loss of princess in The Siasat Daily, 3 agosto 2011. URL consultato il 26 maggio 2012.
  34. ^ Family Tree of Salman bin Abdulaziz bin Abdul Rahman Al Saud in Datarabia. URL consultato il 1º maggio 2012.
  35. ^ Death of a Generous man in The Telegraph, 25 luglio 2001. URL consultato il 3 marzo 2013.
  36. ^ John R. Bradley, Prince Ahmed's cousin killed on way to funeral in USA Today, 23 luglio 2002. URL consultato il 26 maggio 2012.
  37. ^ First Arab astronaut makes a royal tour of space in The Windsor Star (New York), 20 giugno 1985, pp. B12. URL consultato il 3 marzo 2013.
  38. ^ Saudi oil assistance to Pakistan proceeding slowly in Wikileaks, 30 luglio 2008. URL consultato il 26 maggio 2012.
  39. ^ Prince Sultan arrives to Bahrain to attend Bahrain Grand Prix in Bahrain News Agency, 22 aprile 2012. URL consultato il 23 aprile 2012.
  40. ^ Prince Turki succeeds Prince Faisal as SRMG chairman in Arab News, 9 febbraio 2013. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  41. ^ Late crown prince's letter shows his deep love toward Salman in Arab News, 26 dicembre 2011. URL consultato il 29 luglio 2012.
  42. ^ Paul Michael Wihbey, Succession in Saudi Arabia: The not so silent struggle in IASPS Research Papers in Strategy, nº 4, 1997. URL consultato il 14 maggio 2012.
  43. ^ Milton Viorst, The storm and the citadel in Foreign Affairs, vol. 75, nº 1, gennaio–febbraio 1996, pp. 93–107. URL consultato il 1º giugno 2012.
  44. ^ Representative Engagements, Baker Botts L.L.P.. URL consultato il 7 giugno 2012.
  45. ^ Prince Salman bin Abdulaziz undergone successful surgery, Royal Court statement says in Gulf in the Media, 17 agosto 2010. URL consultato il 26 maggio 2012.
  46. ^ Simon Henderson, The Man Who Would Be King in Foreign Policy, 10 aprile 2012. URL consultato il 12 aprile 2012.
  47. ^ Simon Henderson, To Stop Iran, Get a New Saudi King in The Atlantic, 10 gennaio 2013. URL consultato il 19 aprile 2013.
  48. ^ a b c Ideological and Ownership Trends in the Saudi Media in Wikileaks, 11 maggio 2009. URL consultato il 26 maggio 2012.
  49. ^ 9 Challenges Facing The New Crown Prince of Saudi Arabia in Alifarabia, 30 ottobre 2011. URL consultato il 26 maggio 2012.
  50. ^ Al-Faiz new editor in chief of Arab News, SRPC. URL consultato il 30 aprile 2012.
  51. ^ Saudi succession issues, GSN (Gulf States Newsletter), 16 gennaio 2009. URL consultato il 13 aprile 2012.
  52. ^ a b c Jean Charles Brisard, Terrorism financing. Roots and trends of Saudi terrorism financing, the Security Council, United Nations, 19 dicembre 2002. URL consultato il 15 aprile 2012.
  53. ^ Gregg Carlstrom, Nayef's conservative policies to outlive him in Al Jazeera, 16 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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