Saghe leggendarie

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Le saghe leggendarie (in norreno: Fornaldarsögur, "storie dei tempi passati") sono saghe che, al contrario delle saghe degli Islandesi, sono ambientate negli anni precedenti alla colonizzazione dell'Islanda[1]; ci sono tuttavia alcune eccezioni, come l'Yngvars saga víðförla, ambientata nell'XI secolo. Queste saghe furono probabilmente scritte quasi tutte in Islanda nella seconda metà del XIV secolo, sebbene alcune siano più antiche e altre più tarde[2], come la Hrólfs saga kraka ok kappa hans[3].

Descrizione delle saghe[modifica | modifica sorgente]

Lo scenario è principalmente la Scandinavia, ma occasionalmente ci si sposta in luoghi più distanti ed esotici. Ci sono anche molto spesso elementi mitologici, come nani, elfi, giganti e magia. Nei secoli passati le saghe leggendarie erano considerate fonti storiche affidabili dagli studiosi scandinavi[1], ma nel XIX secolo si cominciò a ritenerle molto povere di materiale storico reale[4][5]. L'attuale opinione è che, sebbene alcune saghe contengano un nucleo di verità storica o siano basate su personaggi realmente esistiti, la funzione primaria delle saghe leggendarie era il divertire e il suo scopo non era presentare una storia accurata dal punto di vista storico[4]. Tuttavia, recentemente è stato sottolineato che le saghe sono utili documenti per comprendere la cultura dell'Islanda Due-Trecentesca, "in termini di luce che gettano sulla cultura del periodo in cui furono composti"[5], cioè l'Islanda tardomedievale[4].

Alcune delle saghe sono basate su personaggi storici, e ciò è evidente nei casi in cui ci sono fonti che le avvalorano, come la Ragnars saga loðbrókar, l'Yngvars saga víðförla e la Saga dei Völsungar. Nel caso della Saga di Hervör, essa cita nomi di luoghi storici dell'Ucraina del periodo tra il 150 e il 450[6], e l'ultima parte della saga è stata usata come fonte storica della storia della Svezia[7].

Spesso contengono materiale germanico molto antico, come la Saga di Hervör e la Saga dei Völsungar che contengono poesie su Sigurðr che non hanno trovato posto nell'Edda poetica e che sarebbero altrimenti andate perdute (vedi la Grande Lacuna). Altre saghe parlano di eroi come Ragnar Lodbrok, Hrólfr Kraki e Örvar-Oddr[1].

Hjörvard e Hjalmar si propongono ad Ingeborg

Le saghe leggendarie hanno grande valore nella ricerca delle leggende, poiché contengono idee provenienti da molti tipi di leggende di cui altrimenti non ci sarebbe documentazione in Scandinavia precedente la metà del XIX secolo; sono anche di grande utilità per gli studiosi delle ballate medievali scandinave, che sono spesso basate sullo stesso materiale. Inoltre sono molto importante anche per lo studio delle leggende eroiche scandinave e germaniche insieme alle Gesta Danorum di Saxo Grammaticus che si basa sulla stessa poesia e tradizione eroica[1].

I filologi in genere hanno tenuto in scarsa considerazione le saghe leggendarie, in termini di valore letterario, rispetto alle saghe degli Islandesi. Il contenuto è spesso meno realistico, i personaggi più bidimensionali, e le saghe spesso prendono in prestito temi l'una dall'altra e dalle leggende popolari[2][4].

Le saghe leggendarie hanno influenzato autori più tardi, per esempio lo svedese Esaias Tegnér, che scrisse la Saga di Frithiof basata sulla Friðþjófs saga ins frœkna.

Elenco di saghe leggendarie[modifica | modifica sorgente]

Ecco un elenco di saghe leggendarie:

Þættir leggendari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Þættir leggendari.

I cosiddetti Þættir leggendari trattano lo stesso materiale delle saghe leggendarie, ma come dice il nome sono più brevi (Þættir significa "brevi storie"). Tra i più famosi ci sono il Norna-Gests þáttr, il Ragnarssona þáttr e il Sörla þáttr.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Secondo l'articolo Fornaldarsagor del Nationalencyklopedin (1991).
  2. ^ a b "Fornaldarsögur" in Kulturhistorisk leksikon for nordisk middelalder fra vikingtid til reformasjonstid, bd. 4, Einar Ól. Sveinsson, Copenaghen, 1959.
  3. ^ The Literary Encyclopedia
  4. ^ a b c d "Sagalitteraturen", Else Mundan, in Handbok i norrøn filologi, Odd Einar Haugen (editore), Bergen, 2004.
  5. ^ a b Changing style and changing meaning: Icelandic historiography and the medieval redactions of Heiðreks saga, A. Hall, Scandinavian Studies, volume 77, 2005; pagina 1.
  6. ^ The origin of Rus', Omeljan Pritsak, distribuito dall'Università di Harvard per l'Harvard Ukrainian Research Institute, 1981, ISBN 0-674-64465-4; pagina 214.
  7. ^ Per esempio 1) nell'articolo Blot-Sven nel Nationalencyklopedin (1990); 2) in Götarnas Riken : Upptäcktsfärder Till Sveriges Enande, Mats G. Larsson, 2002, pagine 154, 158 e 160; 3) in Sveriges Regenter, från forntid till nutid, Lars O. Lagerquist, Norstedts, Stoccolma, 1997, ISBN 91-1-963882-5, pagine 26, 42, 44 e 45.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, Longanesi, 1991, Milano ISBN 8830410314.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]