Saffo e Faone (commedia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Saffo e Faone
Commedia in cinque atti
Saffo e Faone
Autore John Lyly
Titolo originale Sapho and Phao
Lingue originali Inglese
Genere Teatro elisabettiano
Ambientazione Siracusa
Pubblicato nel 1584
Prima assoluta 3 marzo 1584
Blackfriars Theatre
Personaggi
  • Faone, un traghettatore
  • Saffo, regina di Siracusa
  • Dame di corta di Saffo
  • Mileta
  • Lamia
  • Ismena
  • Canope
  • Eugenia
  • Favilla
  • Sibilla, profetessa
  • Venere, dea dell'amore
  • Cupido, suo figlio
  • Vulcano, suo marito (fabbro)
  • Califo, un ciclope, servo di Vulcano
  • Trachino, gentiluomo di corte
  • Critico, servo di Trachino
  • Pandione, cortigiano e studioso
  • Molo, servo di Pandione
 

Saffo e Faone (in inglese: Sapho and Phao) è una commedia del 1584 di John Lyly (1554-1606)

Trama[modifica | modifica sorgente]

La commedia è ambientata nella città di Siracusa e nelle campagne circostanti in epoca antica. In opere poetiche o erudite dell'antichità, Faone è un vecchio traghettatore di Lesbo, che ha ricevuto da Afrodite, riconoscente per essere stata trasportata da Mitilene a Chio, il dono della gioventù e della bellezza; Saffo è la poetessa che, innamorata di Faone, ma non corrisposta, si sarebbe uccisa gettandosi in mare da una rupe dell'isola di Leucade[1][2]. In questa commedia Saffo è la sovrana di Siracusa.

La dea Venere, giunta a Siracusa per umiliare l'orgogliosa regina Saffo, dona a un giovane barcaiolo di nome Faone il dono di una grande bellezza. Quando vedono Faone, le dame di corte in attesa di essere ricevute da Saffo civettano col giovane, ma questi si mostra sprezzante nei loro confronti. Quando Saffo vede Faone si innamora immediatamente di lui, e Faone, a sua volta, si innamora della regina. Sebbene siano innamorati l'uno dell'altra, l'enorme divario sociale esistente fra i due è una barriera insuperabile per il matrimonio. Saffo nasconde la sua infatuazione, fingendo di essere febbricitante, e chiede di Faone, che ha fama di essere esperto del potere delle erbe, un rimedio che faccia calare la febbre.

Venere tuttavia si punge accidentalmente con le frecce di Cupido, suo figlio, e si innamora anch'essa di Faone. Venere chiede a suo marito Vulcano, la cui fucina si trova sotto il Monte Etna, di forgiare nuove frecce in grado di spezzare gli incantesimi d'amore; chiede poi aiuto al figlio Cupido affinché faccia cessare l'amore di Faone per Saffo. Cupido esegue solo in parte i voleri della madre, in quanto egli cura Saffo del suo amore verso Faone, ma poi soccombe lui stesso al fascino della regina. Inoltre non solo non riesce a far innamorare Faone di Venere, ma addirittura ispira a Faone una repulsione per la dea. La commedia si conclude con Faone che lascia la Sicilia, mentre Cupido si ribella alla volontà della madre e resta con Saffo, adottandola come sua nuova madre.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Come altre commedie di Lyly, anche Saffo e Faone è stata scritta non per il teatro, ma per l'intrattenimento della corte di Elisabetta[3]. La commedia fu scritta in prosa alternata a versi, con abbondanza di allitterazioni, assonanze e antitesi che vanno sotto il nome di «Eufuismo»[3]. La commedia è a chiave: Saffo è da identificare con la regina Elisabetta, Faone il duca d'Alençon che fu pretendente alla mano della regina Elisabetta dal 1572 alla sua morte (10 giugno 1584) e l'isola siciliana deve essere identificata con la Gran Bretagna[4][5].

.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Publio Ovidio Nasone, Heroides, XV
  2. ^ Franz Stoessl, «Phaon». In: Realencyclopädie der Classischen Altertumswissenschaft, Vol. XIX, 2, Stuttgart; J. B. Metzler, 1938, pp. 1790–1795.
  3. ^ a b Giovanni Pioli, «Saffo». In: Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, Milano: Corriere della Sera, 2005, vol. VIII (Opere), p. 8438, ISSN 1825-78870
  4. ^ Mario Praz, La letteratura inglese, Firenze: Sansoni-Accademia, Volume 1, p. 68
  5. ^ Theodora Jankowski, «The Subversion of Flattery: The Queen's Body in John Lyly's Sapho and Phao», Medieval and Renaissance Drama in England 5 (1991), pp. 69-86

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]