Safeword

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Safeword ("parola di sicurezza") è una parola convenzionale, che pronunciata nel corso di un rituale o di una scena BDSM ha come conseguenza l'immediata cessazione dell'azione.[1] In questo modo il sub ha la garanzia che in ogni caso saranno rispettati i suoi limiti fisici e morali.

La scelta della safeword è parte del gioco e di norma viene decisa insieme, tenendo conto che necessariamente non deve essere una parola usata comunemente per esprimere dolore, paura, compassione, ecc... e quindi si eviteranno parole come: "basta", "pietà", "perdono", "mi fai male", "aiuto", etc.

La parola scelta è preferibilmente corta e facile da ricordare. Alcuni usano i colori "rosso" (safeword), "giallo" (richiesta di rallentare), "verde", (richiesta di proseguire). Altri usano i numeri con lo stesso significato.

Quando non sia possibile utilizzare la voce, ad esempio perché il sub è imbavagliato, si può utilizzare un gesto come segnale di sicurezza (Safe signal), a cui si applicano tutte le considerazioni fatte per la safeword.

L'uso della safeword è stato introdotto nella moderna concezione del sadomasochismo per consentire l'esplorazione dei propri limiti spingendosi sul confine con una relativa sicurezza.

Alcuni superiori (Dom) spingono deliberatamente il sub fino al limite costringendolo a pronunciare la safeword.

La safeword fa parte degli strumenti di gestione del consenso. In senso tecnico esprime la possibilità di ritirare in ogni momento il consenso alla continuazione dell'azione e dal punto di vista legale il rispetto della safeword può essere determinante nella valutazione di eventuali danni derivanti dall'azione.[2]

La presenza di una safeword nel gioco BDSM, responsabilizzando il sub, crea paradossalmente una condizione più dura per la parte sottomessa della sua mancanza che lascia il Dom unico responsabile del buon andamento del gioco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ayzad, BDSM - Guida per esploratori dell'erotismo estremo, Castelvecchi, 2004. ISBN 88-7615-025-0
  2. ^ Vedi la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo: K.A. et A.D. c. Belgique

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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