Saˁdi

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Il mausoleo di Saˁdi a Shirāz

Abu Muhammad Muslih ibn ˁAbd Allāh noto come Saˁdi di Shirāz, o Shirāzi (Persiano بو محمد مُصلِح بن عَب; 11841291) è stato un poeta persiano, dell'età islamica classica (il Medioevo occidentale).

Saˁdi è riconosciuto non solo per la superiore qualità del suo stile, ma anche per la profondità del suo pensiero.
Fu una delle principali fonti di ispirazione del filosofo e poeta americano Ralph Waldo Emerson.

Brani delle sue poesie compaiono anche sui muri dell'edificio dell'ONU a New York.


Opere di riferimento sulla letteratura persiana[modifica | modifica sorgente]

  • E. Berthels, Ocerk persidskoj literatury, Leningrado 1928
  • E.G. Browne, A Literary History of Persia, 4 voll., Cambridge 1951-53 (più volte ristampato)
  • Jan Rypka, A History of Iranian Literature, Reidel Publishing Company, London 1968
  • A.J. Arberry, Classical Persian Literature, London 1958
  • A. Pagliaro-A. Bausani, La letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
  • A. M. Piemontese, Storia della letteratura persiana, 2 voll., Fratelli Fabbri, Milano 1970
  • N. L. Tornesello (a cura), La letteratura persiana contemporanea tra novazione e tradizione, numero monografico di Oriente Moderno, I (2003)
  • D. Meneghini, Letteratura persiana in epoca selgiuchide (429-615 / 1037-1218), Cafoscarina, Venezia 2004
  • C. Saccone, Storia tematica della letteratura persiana classica vol. I: Viaggi e visioni di re sufi profeti, Luni, Milano-Trento 1999; vol. II: Il maestro sufi e la bella cristiana. Poetica della perversione nella Persia medievale, Carocci, Roma 2005
  • J.C. Buergel, Il discorso è nave, il significato un mare. Saggi sull'amore e il viaggio nella poesia persiana medievale, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2006

Traduzioni italiane[modifica | modifica sorgente]

Il suo capolavoro, il Golestān, ovvero "Il roseto", è stato tradotto più volte in italiano:

Esiste anche una scelta dei suoi ghazal con testo a fronte:

  • Sa'di, L'argento di un povero cuore. 101 ghazal, a cura di S. Manoukian, Roma, Ist. Cult. della Rep. Isl. d'Iran, 1991

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