SS 433 (astronomia)

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SS 433
Rappresentazione artistica di SS 433Rappresentazione artistica di SS 433
Classificazione A: buco nero o stella di neutroni / B: Stella bianca di sequenza principale
Classe spettrale A: - / B: A7Ib
Tipo di variabile binaria ad eclisse
Distanza dal Sole 18000±700 AL
Costellazione Aquila
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta 19h 11m 49,56
Declinazione +04° 58′ 57.6″
Dati osservativi
Magnitudine app. 14,2
Nomenclature alternative
V* V1343 Aql

SS 433 è una stella binaria a raggi X posta a quasi 18.000 anni luce[1] in direzione della costellazione dell'Aquila. La componente primaria è un buco nero oppure una stella di neutroni[2], pp. 23–24., mentre la compagna risulta, dall'analisi dello spettro, una stella di classe spettrale A in avanzata evoluzione[3]. SS 433 è un microquasar, il primo mai identificato[4].

SS 433 si trova al centro del resto di supernova W50 che si ritiene abbia un'età di circa 10.000 anni.[5] La stella primaria è quanto rimane del nucleo collassato dopo l'esplosione della supernova. SS 433 ha una magnitudine apparente di 14 nello spettro visibile[6] ed è sia una sorgente di onde radio che di raggi X.

Il nome del sistema è legato ai suoi scopritori: si trattava infatti del 433° oggetto del catalogo delle stelle con marcate linee di emissione redatto nel 1977 dagli astronomi Nicholas Sanduleak e Bruce Stephenson del Case Western Reserve[4].

Il sistema[modifica | modifica sorgente]

La compagna sta cedendo massa ad un disco di accrezione formatosi attorno alla componente principale. La materia, mentre precipita a spirale lungo il disco verso l'interno, aumenta di temperatura; tale riscaldamento causa l'emissione di intensi raggi X e getti di idrogeno surriscaldato in entrambe le direzioni lungo l'asse di rotazione del disco. La materia nei getti raggiunge il 26% della velocità della luce[2], pp. 23–24; [7], p. 508..

Dal fatto che la compagna abbia vissuto più a lungo della primaria si deduce che quest'ultima avesse una massa iniziale inferiore, stimata tra le 3[2], p. 25 e le 30[8] masse solari.

Il periodo di rivoluzione delle due stelle è di 13,1 giorni[7], p. 510..

Dati osservativi[modifica | modifica sorgente]

I getti formano un angolo di circa 20° con l'asse di rotazione del disco. I getti e il disco sono soggetti ad un moto di precessione con un'inclinazione di circa 79° rispetto ad una linea immaginaria diretta dal Sole verso SS 433. Il periodo di precessione è di circa 162,5 giorni[2].

A causa della precessione i getti si avvicinano e allontanano dalla Terra dando luogo, nello spettro visibile, a spostamenti verso il rosso alternati a spostamenti verso il blu a causa dell'effetto Doppler[7], p. 508.. Nel loro movimento rotatorio i getti descrivono nello spazio una forma elicoidale divergente[9]. Nell'impattare il resto della supernova ne distorcono la forma[10].

Ulteriori osservazioni condotte nel 2004 per 42 giorni consecutivi con l'ausilio del Very Long Baseline Array hanno permesso di capire che i getti si scontrano con della materia divenendo brillanti. Poiché i brillamenti si ripetono, si suppone l'esistenza di altri getti di materia più lenti che ripopolano l'area precedentemente spazzata. Questi ulteriori getti potrebbero nascere dall'interazione dei venti stellari della stella compagna e del disco[11][12].

Lo spettro di SS 433 non è affetto unicamente dall'effetto Doppler ma anche da effetti relativistici: infatti anche sottraendo l'effetto Doppler rimane ancora una parte di spostamento verso il rosso corrispondente ad una velocità di circa 12.000 km/s. Questa non corrisponde alla reale velocità di allontanamento dalla Terra ma anche agli effetti della dilatazione del tempo: gli atomi nel getto, muovendosi a velocità relativistiche, sembrano vibrare più lentamente e quindi la loro radiazione risulta spostata verso il rosso[7], p. 508..

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Symmetry in the Changing Jets of SS 433 and Its True Distance from Us, Katherine M. Blundell and Michael G. Bowler, Astrophysical Journal 616, #2 (December 2004), pp. L159–L162.
  2. ^ a b c d Observational Manifestations of Precession of Accretion Disk in the SS 433 Binary System, Anatol Cherepashchuk, Space Science Reviews 102, #1 (2002), pp. 23–35.
  3. ^ Identification of the Mass Donor Star's Spectrum in SS 433, T. C. Hillwig, D. R. Gies, W. Huang, M. V. McSwain, M. A. Stark, A. van der Meer, and L. Kaper, Astrophysical Journal 615, #1 (November 2004), pp. 422–431.
  4. ^ a b (EN) Scheda in The Internet Encyclopedia of Science. URL consultato il 06-10-2008.
  5. ^ Observation of Very High Energy Gamma Rays from SS433/W50 with CANGAROO-II Telescope, Seiichi Hayashi, Fumiyoshi Kajino and Tsuguya Naito, in The Universe Viewed in Gamma-Rays, proceedings, University of Tokyo Workshop, 2002, ed. R. Enomoto, M. Mori and S.Yanagita, Tokyo: Universal Academy Press, 2003. ISBN 4-946443-75-4.
  6. ^ SIMBAD, entry for SS 433. Sito visitato il 14 settembre 2007.
  7. ^ a b c d Observations of SS 433, Bruce Margon, in Annual review of astronomy and astrophysics, volume 22, Palo Alto, CA: Annual Reviews, Inc., 1984, pp. 507–536. DOI 10.1146/annurev.aa.22.090184.002451.
  8. ^ INTEGRAL observations of SS433: Results of a coordinated campaign, A. M. Cherepashchuk, R. A. Sunyaev, S. N. Fabrika, K. A. Postnov, S. V. Molkov, E. A. Barsukova, E. A. Antokhina, T. R. Irsmambetova, I. E. Panchenko, E. V. Seifina, N. I. Shakura, A. N. Timokhin, I. F. Bikmaev, N. A. Sakhibullin, Z. Aslan, I. Khamitov, A. G. Pramsky, O. Sholukhova, Yu. N. Gnedin, A. A. Arkharov, and V. M. Larionov, Astronomy and Astrophysics 437, #2 (July 2005), pp. 561–573.
  9. ^ Gigantic Cosmic Corkscrew Reveals New Details About Mysterious Microquasar, press release, National Radio Astronomy Observatory, 26 ottobre 2004. Sito visitato il 14 settembre 2007.
  10. ^ Interaction of Jets with a Supernova Remnant in the SS 433/W50 System, Kenji Murata and Noriaki Shibazaki, Publications of the Astronomical Society of Japan, 48 (1996), pp. 819–825.
  11. ^ VLBA "Movie" Gives Scientists New Insights On Workings of Mysterious Microquasars, press release, National Radio Astronomy Observatory, 5 gennaio 2004. Sito visitato il 14 settembre 2007.
  12. ^ Exploring the Jet Proper Motions of SS433, K. Schillemat, A. Mioduszewski, V. Dhawan, M. Rupen, Bulletin of the American Astronomical Society 36 (2004), p. 1515.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Observations of SS 433, Bruce Margon, in Annual review of astronomy and astrophysics, volume 22, Palo Alto, CA: Annual Reviews, Inc., 1984, pp. 507–536. DOI 10.1146/annurev.aa.22.090184.002451.
  • The Quest for SS433, David H. Clark. New York: Viking, 1985. ISBN 067080388X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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