SPARC T4

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SPARC T4
Central processing unit
Prodotto 2011
Frequenza CPU 2.85 GHz / 3.0 GHz
Processo
(l. canale MOSFET)
40 nm
Set di istruzioni SPARC 9
Numero di core 8
Thread per core 8
Nome core S3
Cache L1 8*16+16 KB
Cache L2 8*128 KB
Cache L3 4 MB
Predecessore SPARC T3

Lo SPARC T4 è un microprocessore multicore SPARC presentato nel 2011 da Oracle Corporation. Il processore è stato sviluppato per fornire elevate prestazioni multithread (8 thread per core, 8 core per processore) e prestazioni elevate per singolo thread. Il chip è il primo processore Sun/Oracle che utilizza l'esecuzione fuori ordine ed è il primo che include una unità in virgola mobile e un'unità crittografica per core. I core sono basati sull'architettura SPARC V9 a 64 bit e hanno frequenza di funzionamento compresa tra 2.85 e 3.0 GHz. Il chip è prodotto con tecnologia a 40 nm e l'intero integrato occupa una superficie di 403mm².

Storia e sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Un processore con 8 core con ogni core in grado di eseguire 8 thread con un'architettura a 40 nm e una frequenza di 2.5 GHz venne presentato nella roadmap del 2009 di Sun Microsystem con il nome in codice Yosemite Falls e con data di rilascio prevista nel 2011. Quel microprocessore avrebbe dovuto introdurre la nuova microarchitettura VT Core; il sito web The Register speculò il nome di T4 dato che il processore sarebbe stato il successore dello SPARC T3.[1] Il processore Yosemite Falls rimase nella roadmap anche quando nel 2010 Oracle Corporation acquisì Sun Microsystem.[2] Nel dicembre del 2010 il processore T4 venne confermato da Oracle e venne annunciato che si stava migliorando le prestazioni per thread del processore e che la sua commercializzazione era prevista entro un anno.[3][4]

Il processore venne presentato alla conferenza Hot Chips del 2011[5] i core (rinominati "S3" al posto del precedente "VT") includevano due pipeline a 16 livelli per gli interi e una pipeline a 11 livelli per i numeri in virgola mobile che includeva dei miglioramenti rispetto alla precedente architettura (S2) dello SPARC T3. Ogni core era dotato di 16 Kbyte di cache L1 per i dati e 16 Kbyte per le istruzioni e di una cache L2 di 128 Kbyte. I core includevano un meccanismo di gestione della priorità dei thread (chiamato critical thread API) in modo da poter assegnare delle priorità ai thread e incrementare le prestazioni di alcuni processi.[6] L'unità crittografica venne modificata al fine di incrementare le prestazioni rispetto all'unità presente nel precedente SPARC T3.[4] Gli otto core condividevano una cache L3 di 4 Mbyte e il processore occupava circa 855 milioni di transistor.[6]

Lo SPARC T4 venne ufficialmente presentato nel settembre del 2011 all'interno della linea server T4 di Oracle,[7] i primi server Sun/Oracle dotato di processori con unità di esecuzione fuori ordine.[8] I primi processori vennero commercializzati con una frequenza minima di 2.85 GHz e massima di 3.00 GHz.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Timothy Prickett Morgan, Sun's Sparc server roadmap revealed, www.theregister.co.uk, The Register, 11 settembre 2009, pp. 1-2.
  2. ^ Timothy Prickett Morgan, Oracle to invest in Sparc iron, clusters, www.register.co.uk, The Register, 28 gennaio 2010, pp. 1-2.
  3. ^ Timothy Prickett Morgan, Oracle revisits Sparc T processor roadmap, www.theregister.co.uk, The Register, 23 dicembre 2010.
  4. ^ a b Diana Reichardt (a cura di), Rick Hetherington : Oracle Innovation Showcase (Conversations with Oracle Innovators), www.oracle.com, Oracle Corporation.
  5. ^ HC 23 Program, www.hotchips.org, Hot Chips.
    «T4: A Highly Threaded Server-on-a-Chip with Native Support for Heterogeneous Computing».
  6. ^ a b Timothy Prickett Morgan, Oracle's Sparc T4 chip: Will you pay Larry's premium?, www.theregister.co.uk, The Register, 22 agosto 2011.
  7. ^ Matthew Finnegan, Oracle lords it over HP and IBM with SPARC T4, news.techeye.net, TechEye.
  8. ^ Nick Farrell, Oracle's Ellison spins SPARC T4, news.techeye.net, TechEye, 28 settembre 2011.
  9. ^ Timothy Prickett Morgan, Oracle rises for Unix server push, www.theregister.co.uk, The Register, 27 settembre 2011, pp. 1-2.

Riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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