SIP - Società Idroelettrica Piemontese

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SIP - Società Idroelettrica Piemontese S.p.A.
Nazione bandiera Italia
Tipologia Società per azioni
Fondazione 1887 (come Società Elettrometallurgica di Pont Saint Martin)
20 giugno 1899 (come Società Industriale Elettrochimica di Pont Saint Martin) 19 aprile 1918 a Milano
Chiusura 1964 (come Società Idroelettrica Piemontese)
1985 (come Società Italiana per l'Esercizio Telefonico)
1994 (come Società Italiana per l'Esercizio delle Telecomunicazioni.)
Sede principale Bandiera dell'Italia Torino, Italia

Settore

produzione, distribuzione e vendita di energia

Prodotti

elettricità

Utile netto 15.000.000 (1918)
Portale Aziende

La SIP - Società Idroelettrica Piemontese, abbreviata spesso in SIP, è stata un'azienda italiana dal 1918 al 1964. Ha operato inizialmente nel settore elettrico per poi passare in seguito anche a quello telefonico.

[modifica] Storia

L'antesignana della SIP è la Società Elettrometallurgica di Pont Saint Martin, società per il trattamento elettrolitico del rame con sede a Milano che nel 1887 aveva realizzato un impianto per la produzione di energia idroelettrica ad uso interno. Il 20 giugno 1899 la società cambia ragione sociale in Società Industriale Elettrochimica di Pont Saint Martin e tra il 1901 ed il 1902 realizza una nuova centrale idroelettrica alimentata dalle acque della Dora Baltea. Negli anni seguenti la produzione di energia elettrica diventa l'attività principale della società che cambia nuovamente ragione sociale in Società Idroelettrica Pont Saint Martin.

Il 19 aprile 1918, a seguito di un considerevole aumento di capitale da 2,5 a 15 milioni di lire reso possibile dall'intervento della Banca Commerciale Italiana, la Società Idroelettrica Pont Saint Martin acquisisce il controllo della Società Idroelettrica Valle d'Aosta e cambia nuovamente ragione sociale in SIP - Società Idroelettrica Piemontese spostando la propria sede a Torino. Negli anni seguenti inizia l'espansione della SIP, espansione che la porterà a diventare una delle maggiori società fornitrici di energia elettrica attive in Italia. Nel corso degli anni infatti, in Valle d'Aosta e Piemonte, acquisisce varie società attive nella produzione di energia idroelettrica e realizza nuove centrali.

L'attività della SIP nel settore elettrico termina nel 1963 con la nascita del monopolio dell'ENEL varato con legge del 27 novembre 1962 durante il governo Fanfani IV.

Singolare storia quella della SIP, se l'istituzione di un monopolio l'aveva privata del principale settore d'attività, un monopolio era destinata ad acquisire.

Nel 1924 la SIP aveva esteso i suoi interessi al settore telefonico. In quel periodo erano ben 63 le società che offrivano in Italia il servizio di telefonia. Il 1º luglio 1925 il territorio nazionale viene suddiviso in cinque zone e dato in concessione alle società telefoniche STIPEL, TELVE, TIMO, TETI e SET, vincitrici della gara d'appalto indetta nel 1923 dal governo Mussolini. Il riassetto del settore telefonico era dettato dalla volontà di portare il settore telefonico in mani italiane in quanto le maggiori concessionarie di tale settore erano straniere o controllate da capitale straniero. Non potendo far acquisire allo Stato tutti gli impianti telefonici della nazione per le pesanti condizioni finanziarie in cui gravava in conseguenza della prima guerra mondiale e non volendo neanche concentrarne la proprietà in un solo soggetto privato, venne fatta la scelta delle cinque concessioni. Tali concessioni davano alle società concessionarie il diritto di prendere possesso degli impianti telefonici preesistenti con l'obbligo di assorbire i 63 precedenti concessionari.

La STIPEL era la società controllata dalla SIP. Era stata costituita il 10 giugno 1924 con la denominazione STEP - Società Telefonica Piemontese. Il 12 ottobre 1924 aveva inaugurato l'avvio dei servizi telefonici e nel 1925 aveva cambiato denominazione in STIPEL - Società Telefonica Interregionale Piemontese e Lombarda a seguito dell'aggiudicamento dell'appalto indetto nel 1923, la zona datale in concessione era infatti il Piemonte e la Lombardia.

Tra il 1926 e il 1928 la SIP riesce a portare sotto il proprio controllo anche le concessionarie TIMO e TELVE. La crisi economica mondiale iniziata nel 1929 però la travolge in quanto fortemente esposta con la Banca Commerciale Italiana a causa degli ingenti investimenti delle società telefoniche da lei controllate. La Banca Commerciale Italiana, come tutte le principali banche italiane, è infatti in forte crisi.

Nel 1933 viene fondata dal governo l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), un ente pubblico con lo scopo di rilevare tutte le partecipazioni industriali delle grandi banche italiane in crisi. La SIP è indebitata per più di un miliardo di lire e viene rilevata dall'IRI la quale decide la separazione dei suoi settori d'attività. A tale scopo il 21 ottobre 1933 l'IRI fonda la STET - Società Torinese per l'Esercizio Telefonico a cui dà la proprietà delle società STIPEL, TELVE e TIMO.

Nel 1957 la STET acquisisce anche le società TETI e SET. Nel 1964, a seguito della nazionalizzazione del settore elettrico, la SIP acquisisce ingenti disponibilità finanziarie derivate dalla cessione all'ENEL degli impianti per la produzione e la distribuzione dell'energia elettrica. Viene così decisa la fusione per incorporazione delle società STIPEL, TELVE, TIMO, TETI e SET nella SIP che assume la nuova denominazione di SIP - Società Italiana per l'Esercizio Telefonico (che in seguito cambierà denominazione in SIP - Società Italiana per l'Esercizio delle Telecomunicazioni e ancora più tardi verrà fusa in Telecom Italia assieme ad altre quattro società). La SIP - Società Idroelettrica Piemontese cessa quindi di esistere.

Proprietaria di questa società è stata una famiglia di Torino, i Pittaluga, i quali investirono successivamente in diversi settori. È a loro infatti che si deve attribuire la costituzione all'inizio degli anni venti della prima stazione radio italiana, l'Unione Radiofonica Italiana, con sede a Torino.

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