SABA

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SABA
Stato Germania Germania
Fondazione 1835 a Triberg im Schwarzwald
Fondata da Joseph Benedikt Schwehr
Chiusura 2007
Settore Elettronica
Prodotti elettronica di consumo

SABA, acronimo di Schwarzwälder-Apparate-Bau-Anstalt, è stata un'azienda tedesca produttrice di elettronica di consumo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu fondata nel 1835 a Triberg im Schwarzwald come Jockele - Uhren, per la fabbricazione di orologi da Joseph Benedikt Schwehr, poi rilevata nel 1864 dal figlio e rinominata August Schwehr Söhne Metallwaren–Fabrik, e che nel 1905 passò in gestione al nipote Hermann Schwehr, con la fabbrica che contava 20 dipendenti.

Quest'ultimo proprietario fece cambiare la produzione all'azienda nel 1923, quando si specializzò nella produzione di componenti per apparecchi radio, come ad esempio bobine e condensatori variabili, e mutò pure la ragione sociale in Schwarzwälder-Apparate-Bau-Anstalt, e fu così che nacque il marchio SABA. La produzione di radio fu avviata nel 1927, e in questo settore SABA riuscì a conquistare ampi consensi di mercato, con l'uscita del modello S-35. Nel 1932 le attività dell'azienda furono spostate a Villingen-Schwenningen.

Con una quota di mercato del 10%, nel 1935 SABA divenne il secondo produttore tedesco di radio dopo Telefunken. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, l'azienda dovette convertire la produzione da quella delle radio a quelle delle apparecchiature militari, e alla fine del conflitto, lo stabilimento si ritrovò distrutto dai bombardamenti.

La produzione di radio riprese nel 1947 e due anni dopo l'azienda si trasformò in una GmbH. Successivamente la produzione fu ampliata ai frigoriferi e ai televisori, dove in quest'ultimo settore, con l'introduzione del sistema PAL per la ricezione delle trasmissioni a colori, SABA fu la prima a produrre televisori a colori. Notevoli anche le produzioni di impianti stereofonici ad alta fedeltà e di altoparlanti.

Verso la fine degli anni sessanta, SABA effettuò investimenti in diversi progetti: registratori a nastro di veicoli spaziali e studi di registrazione, attrezzature per lo smaltimento dei disturbi del sonno e molto altro ancora. Questi apparecchi costosi, insieme ad altre decisioni sbagliate, portarono in quel periodo l'azienda in difficoltà finanziarie.

Una delle caratteristiche innovative di SABA fu il telecomando senza fili che si adattava ad ultrasuoni alcune funzioni del dispositivo. Altri sviluppi furono il processo di Picture-in-Picture o un servizio e sistema diagnostico per aumentare l'affidabilità dei componenti. Il design del dispositivo vinse numerosi premi.

All'epoca 6.000 erano i lavoratori impiegati da SABA, negli stabilimenti di Villingen, Friedrichshafen, Leutkirch im Allgäu, Tienen (Belgio), e Kölliken e Aarau (Svizzera)[1]. Nella fabbrica di Villingen, numerose erano le maestranze straniere, in particolare italiani e iugoslavi. Gli anni settanta videro il declino dell'azienda, che per questo fu costretta ad abbandonare la produzione di Hi-Fi, il cui mercato era ormai dominato dalle aziende giapponesi. Nel 1981 SABA venne rilevata da Thomson.

Nel 1986 le attività di SABA vennero integrate a quelle di Telefunken ma successivamente furono trasferite in altri paesi dove vi erano stabilimenti del Gruppo francese.

Nel 2004 SABA diventa un marchio della TTE Germany GmbH, una joint-venture tra Thomson e l'azienda cinese TCL, ma nel 2007 questa fallisce e SABA cessa di esistere.

Nel 2009 il marchio SABA è tornato sul mercato con i televisori LCD e LED prodotti in Turchia, importati e commercializzati dalla società ONE Spa di Padova in collaborazione con la società Saba Distribuzione Italia S.p.A. di Montecchio Maggiore (VI).

Nel 2014 TWENTY S.r.L. di Roma ottiene il mandato in esclusiva per la distribuzione di prodotti a marchio SABA .

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hermann Brunner-Schwer - SABA. Bilanz einer Aufgabe : Vom Aufstieg und Niedergang eines Familienunternehmens - Elster, Moos, 1990, ISBN 3891511019

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DE) dal sito Radiomuseum.org

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