Sturmabteilung

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da SA)
bussola Disambiguazione – "SA" rimanda qui. Se stai cercando altre voci che possono riferirsi alla stessa combinazione di 2 caratteri, vedi SA (disambigua).
Sturmabteilung
Battaglione d'assalto
L'emblema delle SA
L'emblema delle SA
Descrizione generale
Attiva 1920 - 8 maggio 1945
Nazione Germania Germania
Alleanza Potenze dell'Asse
Servizio Partito Nazionalsocialista
Tipo Organizzazione paramilitare
Dimensione 3.000.000 (massimo)
Soprannome Camicie brune
SA
Comandanti
Comandanti degni di nota Ernst Röhm, Hermann Göring, Franz Pfeffer von Salomon

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Le SA – abbreviazione di Sturmabteilung[?·info] (letteralmente «battaglione d'assalto», anche se si è affermato nell'uso comune e nella letteratura scientifica l'espressione «squadre d'assalto») – furono il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista. Sono conosciute anche come camicie brune a causa del colore della loro divisa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Putsch di Monaco.

Il nome iniziale del gruppo, nato come Freikorp ad opera di Emil Maurice nel febbraio 1920 è Saalschutz Abteilung. Nell'agosto del 1921, unito col gruppo di Hermann Ehrhardt, è Sportabteilung (squadra sportiva), ma a partire dal 5 ottobre 1921 il corpo assume il nome di Sturmabteilung. Saranno il braccio armato dei nazisti nel fallito putsch della birreria di Monaco nel 1923 organizzato da Ernst Röhm insieme a Hitler ed al generale Erich Ludendorff. Il fallito colpo di Stato costrinse Hitler a scontare una condanna a quattro anni di reclusione ed allo scioglimento delle SA e del partito nazista. Nell'aprile del 1924 furono rifondate con il nome di Frontbann. Nel febbraio del 1925 il bando fu tolto e le SA ripresero il loro nome originale.

La guida di Röhm e la presa del potere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Raduno di Norimberga e incendio del Reichstag.
Adunata delle SA a Berlino nella primavera del 1933

Dal 1930 furono di fatto organizzate e guidate da Ernst Röhm, che ne assunse la guida ufficiale nel 1931. Erano soprannominate Beefsteak (bistecca - nera fuori, rossa dentro), perché ne facevano parte numerosi ex socialdemocratici ed ex comunisti[1]. Divennero 170.000 nel 1930, e nel 1933 le SA arrivarono a contare effettivi per più di due milioni. Quando il nazismo non era ancora al potere si lanciarono in scorribande e tumulti di piazza contro i più odiati avversari dei nazisti, ovvero gli Spartachisti. Le SA contribuirono con le loro intimidazioni all'ascesa al potere di Hitler, nella sostanziale impunità da parte della polizia. Arrivarono nei primi mesi del 1932 a 400.000 membri a causa della disoccupazione, continuavano a costituire la maggiore forza d'urto nelle mani di Hitler. Durante la vittoriosa campagna elettorale per le elezioni del 1932 furono mandate all'assalto degli oppositori ed i maggiori disordini si verificarono in Prussia, dove, nel periodo in cui avvenne il cosiddetto Preußenschlag, il colpo di Stato prussiano, vi furono 82 morti ed oltre 400 feriti.

Le SA furono ancora impiegate per reprimere violentemente qualsiasi forma di protesta fino al 27 febbraio 1933, quando l'incendio del Reichstag fornì il pretesto al nuovo Cancelliere per convincere il presidente Hindenburg a emanare il decreto di restrizione dei diritti civili.

La crisi tra Hitler e Röhm[modifica | modifica sorgente]

Il capo delle Sturmabteilungen Ernst Röhm, qui con l'Oberführer Kurt Daluege (a sinistra) ed Heinrich Himmler

Il successo politico e la crescita della popolarità di Hitler indussero i vertici delle SA e gli aderenti della prima ora del partito Nazista a ritenere che il Cancelliere avesse tradito l'originario scopo della rivoluzione nazionalsocialista; egli infatti, secondo Röhm, si era discostato dal progetto anticapitalista del partito, accordandosi con i grandi affaristi, gli industriali ed il mondo dell'aristocrazia, i cosiddetti Junker, che comprendevano gli elementi più influenti della Reichswehr[2], ed il capo di Stato Maggiore delle SA non nascose il suo desiderio di una "seconda rivoluzione", attaccando in più occasioni la linea di condotta del Governo, continuando a coltivare l'idea che le Sturmabteilungen avrebbero dovuto trasformarsi in un vero e proprio esercito, piano in passato ideato ed autorizzato dallo stesso Hitler, da utilizzare come forza di riserva della Reichswehr[3].

L'intento del comandante delle SA tuttavia non si limitava all'accoglimento delle squadre d'assalto nell'esercito ma egli anelava anche di prenderne il comando, prospettiva decisamente osteggiata dallo Stato Maggiore generale tedesco, contrario anche al semplice inquadramento nelle forze armate come milizia, e l'ostilità di Röhm nei confronti di Hitler si manifestò al termine di due riunioni che si tennero tra i vertici della Reichswehr e delle SA, al fine di dirimere la questione: nella prima, che non portò significativi mutamenti nelle rispettive posizioni, il comandante delle SA rivolse frasi sprezzanti nei confronti del Cancelliere che Viktor Lutze immediatamente gli riportò[4], ed identico atteggiamento, condiviso anche dagli altri capi delle Sturmabteilungen, egli ebbe al termine della successiva riunione, quando alle SA fu accordata un'unica concessione, ossia che, in tempo di guerra, esse avrebbero potuto combattere a fianco dell'esercito ma solo entro i confini della Germania; tale concessione tuttavia non mitigò l'ardore di Röhm, il quale apostrofò nuovamente Hitler[5], anche di fronte ai militari quali il generale Heinz Guderian, ed anche in questo caso Lutze informò immediatamente il Cancelliere[6].

Tentato golpe ed eliminazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Notte dei lunghi coltelli.
Ernst Röhm (in camicia chiara) a Berlino nel 1933 insieme a Karl Ernst (alla sua sinistra)

Arrivarono a contare quasi tre milioni di uomini all'inizio del 1934. Ma le squadre d'assalto iniziarono ad entrare in crisi per l'ostilità di Göring e soprattutto di Himmler. Himmler era infatti a capo delle SS, un'altra organizzazione paramilitare, cresciuta all'interno delle stesse SA. Ma fu Hitler ad acconsentire, perché Röhm lo imputava di essersi discostato dal progetto anticapitalista e rivoluzionario del partito delle origini, accordandosi con gli industriali ed il mondo dell'aristocrazia. Dapprima ridusse progressivamente la sfera di influenza delle SA, e di Röhm, che nominò ministro senza portafoglio. Nel febbraio 1934 organizzò una riunione tra Röhm ed i vertici dell'esercito allo scopo di consentire che le SA vi fossero inquadrate almeno come milizia, ma il rifiuto fu netto e gli appartenenti alla Reichswehr rimasero gli unici in Germania autorizzati sia all'utilizzo delle armi da guerra che alla difesa del paese entro e fuori dai confini. In una riunione successiva, avvenuta a seguito delle continue insistenze di Röhm, alle SA fu accordata un'unica concessione, ossia che, in tempo di guerra, esse avrebbero potuto combattere a fianco dell'esercito ma solo entro i confini della Germania. Ma l'idea diffusa dai vertici della SS che le SA stessero preparando un colpo di Stato per rovesciare il governo di Hitler, indusse quest'ultimo a prendere la decisione di agire in modo diretto nei confronti di Röhm e dei suoi seguaci.

Le SA subirono così una violenta epurazione il 30 giugno 1934, la famigerata "notte dei lunghi coltelli", avvenuta anche con il sostegno dei vertici dell'esercito tedesco, che non tolleravano la presenza in Germania di truppe paramilitari dedite. Il Führer invitò circa 200 tra gli esponenti di spicco (compreso Röhm) in una residenza isolata a Bad Wiessee, in Baviera, facendoli poi freddamente trucidare dalle SS, dando inoltre alle truppe di Himmler la possibilità di dimostrare la propria "preparazione". A questo fatto, nei giorni immediatamente successivi, seguirono numerosi arresti e l'epurazione delle SA e degli oppositori. Dopo la "notte dei lunghi coltelli" alcuni reparti delle SA rimasero in circolazione ma, privati del comando degli ufficiali, non riuscirono ad organizzare alcun tipo di rappresaglia. Non fu possibile stabilire con esattezza il numero totale delle vittime, militari e civili, della "notte dei lunghi coltelli": secondo i dati forniti il 13 luglio dallo stesso Cancelliere del Reich, furono assassinate 71 persone.

Hitler ordinò che non sarebbero state soggette all'arresto od alla pena capitale solo le SA che giuravano cieca obbedienza verso di lui e con la nomina di nuovo "capo" per Viktor Lutze, nomina che fu ufficializzata il 26 luglio, le SA furono ufficialmente ricostituite e rese indipendenti dalle SS.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Dopo la notte dei lunghi coltelli le SA, riorganizzate attraverso il lavoro di Lutze, contribuirono al mantenimento dell'ordine pubblico in Germania ed, a seguito della proclamazione delle leggi razziali, affiancarono le SS nell'opera di repressione contro gli ebrei che, nel 1938, esplose in tutta la sua violenza durante la notte dei cristalli.

All'inizio della seconda guerra mondiale la maggior parte dei membri fu chiamata in servizio nelle forze armate tedesche, ma furono costituiti anche reparti di sole SA, denominati Feldherrnhalle SA-Panzer Korps, comprendenti 2 divisioni, 4 reggimenti e 8 battaglioni. Al Processo di Norimberga saranno dichiarate fuorilegge e organizzazione criminale.

Comandanti delle SA[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gradi delle SA.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Philippe Aziz, I medici dei Lager, 1975, pag 9
  2. ^ La Reichswehr mutò il suo nome in Wehrmacht a seguito della riforma delle forze armate tedesche, promulgata da Hitler nel 1935.
  3. ^ AA.VV. Ascesa al Potere 1993, p. 173
  4. ^ AA.VV. Ascesa al Potere 1993, p. 174
  5. ^ Ernst Röhm così si espresse: "Ciò che dice quel ridicolo caporale a noi non interessa; non ho la minima intenzione di rispettare questo accordo. Hitler è un traditore e come minimo dovrà andarsene in congedo". Vedi AA.VV. Le SS 1993, p. 33
  6. ^ Il generale Guderian, presente alla riunione, dichiarò di avere udito commenti quali "Adolf ha ancora molto per potersi riorientare" e "Adolf sta diventando un uomo di mondo; si è appena fatto fare un abito nero. Sta tradendoci tutti, frequenta solo i reazionari e disprezza i vecchi camerati". Vedi Guderian 2008, p. 43

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio De Santis, La notte dei lunghi coltelli. La vera storia delle SA, 2007, Avverbi
  • Enrico Della Pietra, Il crepuscolo della Repubblica di Weimar. Germania 1932, fine di una democrazia, Edizioni Il Filo, Roma 2008
  • Arrigo Petacco (cur.), La seconda guerra mondiale 6 voll., Armando Curcio Editore
  • Max Gallo, La notte dei lunghi coltelli, Oscar Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1999
  • Lorrain Noel Kemski, La notte dei lunghi coltelli, Pocket Longanesi, Milano 1970
  • (EN) Lambert M. Surhone, Miriam T. Timpledon, Susan F. Marseken, Sturmabteilung, 2010, VDM

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]