S/KEY

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In informatica S/KEY è un sistema one-time password sviluppato per l'autenticazione su sistemi operativi Unix-like, in particolare dai cosiddetti 'dumb terminal' o da computer pubblici nei quali l'utente non vuole scrivere una password a lunga scadenza. La reale password dell'utente viene combinata in un dispositivo offline con un piccolo insieme di caratteri e un contatore decrementale in modo da formare una password monouso. Dato che la password è utilizzabile solo per una sessione, l'utilizzo di sniffer diventa inutile.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'insieme di caratteri non cambia finché il contatore decrementale non raggiunge lo zero. È così possibile preparare una lista di password single-use che l'utente può portare con sé. Alternativamente, l'utente può presentare la password, i caratteri e il valore del contatore desiderato ad un calcolatore locale per generare la password appropriata che può quindi essere trasmessa attraverso la rete in chiaro. Questa seconda opzione è la più comune e si riduce praticamente ad una forma di autenticazione challenge-response.

S/KEY è supportato in Linux tramite PAM, OpenBSD, NetBSD e FreeBSD. Inoltre una generica implementazione open source permette l'utilizzo su ogni altro sistema. S/KEY è un marchio commerciale di Telcordia Technologies, conosciuta comunemente come Bell Communications Research (Bellcore).

Ci si riferisce a S/KEY anche con il nome di 'schema di Leslie Lamport', dal nome dell'autore. È stato sviluppato da Neil Haller, Phil Karn e John Walden nei laboratori Bellcore sul finire degli anni 80. Al momento della scadenza dei brevetti sulla crittografia a chiave pubblica e l'ampio utilizzo di SSH e altri protocolli di crittografia che possono rendere sicura l'intera sessione, non solo la password, S/KEY è caduto in disuso. SecurID è uno schema one-time password simile che ancora risulta ampiamente utilizzato perché, a differenza di S/KEY, fornisce autenticazione a due fattori, richiedendo un token fisico che difficilmente può essere riprodotto.

Generazione della password[modifica | modifica wikitesto]

Il server è il computer che eseguirà l'autenticazione:

  1. Si inizia con una chiave segreta w. Questo segreto può essere fornito sia dell'utente che generato da una macchina. D'altro canto se il segreto viene svelato, la sicurezza di S/KEY viene compromessa.
  2. H è una funzione di hash che produce una password one-time;
  3. H è applicata n volte a w, producendo quindi un insieme di n password one-time;
  4. La chiave segreta iniziale w è scartata;
  5. All'utente vengono fornite le n password, stampate in ordine inverso;
  6. Le ultime n-1 password vengono scartate dal server. Solo la prima password, in cima alla lista dell'utente, viene memorizzata sul server.

Autenticazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la generazione della password, l'utente ha un foglio di carta con n password. La prima è la stessa password che il server ha memorizzato e che non sarà utilizzata per l'autenticazione. Al suo posto verrà utilizzata la seconda:

  • L'utente fornisce al server la seconda password della lista e la cancella.
  • Il server tenta di calcolare H(pwd) dove pwd è la password fornita. Se H(pwd) produce la prima password (quella che il server ha memorizzato, allora l'autenticazione è corretta. Il server memorizzerà quindi pwd come referenza per la successiva autenticazione.

Più in generale, fornendo la password i, verrà calcolata H(i) con la password memorizzata i-1.

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

La sicurezza di S/KEY confida sulla difficoltà di invertire la funzione di hash. Si supponga che un attaccante ottenga una password i che è stata utilizzata per una precedente autenticazione. Tale password è inutile per le autenticazioni successive perché ogni password può essere usata una volta soltanto. Se la password i sniffata dall'attaccante fosse l'ultima utilizzata, si potrebbe tentare di invertire la funzione di hash in modo da ottenere la prossima password. Tale operazione risulta estremamente difficoltosa.

S/KEY è comunque vulnerabile ad un attacco man in the middle. È anche vulnerabile a certe race conditions, come nel caso in cui un attaccante utilizzasse uno sniffer per trovare i primi N-1 caratteri per poi utilizzare rapidamente un bruteforce per scoprire il restante carattere. Questo tipo di vulnerabilità possono essere evitate utilizzando ssh, SSL, SPKM o un altro metodo di trasmissione crittata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Juergen Haas, one-time password (S/Key)...., about.com. URL consultato il 21-5-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) RFC 1760 The S/KEY One-Time Password System
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